• 29 Settembre 2022 19:47

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Il coreano Lee Ufan, 15ma firma della collezione al Castello di Ama

Ott 18, 2016
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“Ormai questa è diventata la nostra identità, una delle gambe su cui si fonda l’azienda: non potremmo pensare a Castello di Ama senza l’arte contemporanea”.

Lorenza Sebasti, a fianco del marito Marco Pallanti, commenta così la quindicesima opera pensata, realizzata e installata da un artista internazionale nella tenuta di famiglia a Gaiole in Chianti (Siena), diventata negli ultimi 20 anni una delle più qualificate aziende vinicole del Chianti Classico. E diventata anche un esempio unico di binomio arte-vino realizzato attraverso lavori site specific e permanenti, che interpretano il territorio esattamente come fanno i vini.

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L’ultima installazione, appena inaugurata, è firmata dal coreano Lee Ufan e si intitola ‘Topos (Excavated)’: è un dipinto sul pavimento di una delle cantine di Castello di Ama che sembra emergere da una superficie di cemento grezzo, incorniciata dal pietrisco in marmo di Carrara.

L’opera si aggiunge alle altre 14 sparse nella tenuta realizzate, dal 1999 a oggi, da artisti come Michelangelo Pistoletto, Daniel Buren, Giulio Paolini, Kendell Geers, Anish Kapoor, Chen Zhen, Carlos Garaicoa, Cristina Iglesias, Nedko Solakov, Louise Bourgeois, Ilya ed Emilia Kabakov, Pascal Martine Tayou e Hiroshi Sugimoto, chiamato nel 2014 per celebrare i 15 anni del progetto artistico-culturale “Castello di Ama per l’arte contemporanea”.

Lorenza Sebasti e Marco pallanti davanti all'opera di Daniel Buren

Lorenza Sebasti e Marco pallanti davanti all’opera di Daniel Buren

Un percorso artistico aperto al pubblico

Dopo molti anni di collaborazione con la galleria Continua di San Gimignano, ora Lorenza e Marco hanno deciso di proseguire il progetto in autonomia, affidandosi a un curatore: è arrivato così Philip Larratt-Smith che coordinerà lo sviluppo coerente della collezione. Con due fari: rigore scientifico da una parte, aspetto emozionale dall’altro.

Una collezione che vuol ribadire l’identità aziendale e che è aperta al pubblico: gli enoturisti di Castello di Ama – 230 ettari di cui 80 a vigneti e 40 a oliveti, 4,5 milioni di fatturato, 300mila bottiglie prodotte esclusivamente dai propri vigneti tra cui vini top come il Chianti Classico Gran Selezione ‘Castello di Ama-San Lorenzo’ 2010, che nel 2014 si è classificato al sesto posto nella classifica di Wine Spectator, la più prestigiosa pubblicazione internazionale nel settore vinicolo – possono chiedere di visitarla su appuntamento.

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