• 18 Luglio 2024 1:33

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Il 2023 è stato un anno molto difficile per la birra

Giu 14, 2024

AGI – Nel 2023 si registra una flessione di produzione di birra (-5,02%, 17,4 milioni di ettolitri), dei consumi (-5,85%), dell’export (-5,36%) e dell’import (-7,5%): “Sono chiari segnali di un settore che ha sofferto lungo tutto l’asse della filiera produttiva, agricola e della distribuzione fino ai punti di consumo e vendita”. Nei primi mesi del 2024 il trend negativo “sembrerebbe essersi fermato e, qualora la stagione estiva dovesse segnare una ripresa, le prospettive di lungo periodo tornerebbero positive, perché supportate dalla crescita della cultura birraria e dalla solida reputazione del prodotto brassicolo italiano”. Sono i dati di Assobirra che prosegue la sua opera di sensibilizzazione dei trend e dei fattori che impattano sulla possibilità di tornare a crescere, quali il cambiamento climatico, con i conseguenti rincari e la difficile reperibilità di alcune materie prime, l’aumentato costo dell’energia e, ultimo ma non per importanza, la spinta inflattiva di tutti i prodotti, incluso il largo consumo.

Cosa chiedono le associazioni

Il sostegno richiesto da AssoBirra è, in primis, “un percorso di riduzione strutturale delle accise” a cui la birra è soggetta, per poter confermare gli investimenti, e così stimolare la ripresa del mercato, generando ricchezza per il nostro Paese. “L’obiettivo è ottenere una politica fiscale più equa, che possa consentire agli attori del settore di fare innovazione, proseguire i piani di sostenibilità e l’utilizzo di tecnologie avanzate, essenziali per la crescita organica, sostenibile e di lungo periodo del comparto birrario”.

 

Alla presentazione dell’Annual Report 2023, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso ha sottolineato come quello della birra sia un settore del Made in Italy che si è sviluppato soprattutto negli ultimi 20 anni: “È importante ricordare quello che abbiamo fatto per le produzioni italiane, e ormai la birra è una di queste, con la legge quadro sul Made in Italy che sta dispiegando i suoi effetti sul tessuto artigianale e industriale”.

L’importanza della birra per l’Italia

Secondo Assobirra, Il settore brassicolo ricopre un ruolo centrale per l’economia italiana, capace di creare valore e indotto economico e posti di lavoro: il comparto occupa, infatti, oltre 100 mila operatori in oltre 1.000 aziende (1.012 realta’ del settore tra birrifici, microbirrifici e malterie), crea un valore condiviso di 10,2 miliardi di euro (equivalente allo 0,54% del PIL) e, soprattutto, – unica fra le bevande da pasto – versa all’Erario oltre 700 milioni in accise annue che si sommano alla contribuzione fiscale ordinaria”.

 

Secondo Alfredo Pratolongo, Presidente di AssoBirra, “il 2023 è stato un anno particolarmente difficile per il settore birrario. Dopo un decennio di crescita, la crisi innescata dalla contingenza pandemica e la ripresa nel 2022, i consumi si sono ridotti quest’anno di quasi sei punti percentuali. Per il futuro rimango positivo perché la birra in Italia è ormai diventata una bevanda da pasto, identificata con la convivialità informale, apprezzata per le sue caratteristiche di leggerezza, versatilità, naturalezza e basso contenuto alcolemico, oppure analcolica”. Auspicando un alleggerimento della pressione fiscale, Pratolongo ha spiegato che “le accise in particolare – anacronistiche per una bevanda da pasto e incongrue, perché la birra è l’unica su cui gravano – risultano tanto più afflittive poiché penalizzano le aziende italiane rispetto a quelle che lavorano in Paesi, per cosi’ dire, maggiormente beer friendly in termini di tassazione, nei confronti dei quali esiste di fatto una sorta di spread che penalizza le aziende italiane che ivi esportano birra”. “Nonostante le contingenze sfavorevoli e gli attuali fattori di frenata, che rischiano di rallentare o limitare un ulteriore sviluppo del settore birrario, siamo convinti che la birra abbia le caratteristiche per tornare a crescere in futuro” ha concluso.

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