• 16 Maggio 2026 8:48

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Hongqi, debutta in Italia il marchio cinese di lusso

Mag 16, 2026

Il panorama automobilistico europeo continua a cambiare volto e questa volta il nuovo protagonista arriva dalla Cina. Si chiama Hongqi ed è un nome che, almeno per ora, in Italia conoscono in pochi. Eppure nel suo Paese d’origine rappresenta qualcosa di prestigioso, tra rappresentanza istituzionale e lusso automobilistico.

Dopo aver conquistato spazio nei mercati del Nord Europa, il costruttore asiatico ha ufficializzato il proprio sbarco anche nel nostro Paese, confermando l’espansione nel Vecchio Continente. Una mossa che testimonia quanto i marchi cinesi non vogliano più limitarsi al ruolo di outsider low cost, ma puntino ormai apertamente ai segmenti premium e luxury, storicamente dominati dai brand europei.

Marchio presidenziale cinese

La storia di Hongqi affonda le radici nel 1958. Non si tratta quindi di un marchio nato recentemente sull’onda della rivoluzione elettrica, ma di uno dei costruttori più storici e simbolici della Cina. Non a caso il nome Hongqi significa letteralmente “Bandiera Rossa”, e per decenni le sue vetture sono state associate alle più alte cariche dello Stato cinese.

Le limousine del marchio sono infatti diventate celebri come auto presidenziali, utilizzate durante eventi ufficiali e cerimonie governative. Un ruolo che ha contribuito a costruire attorno al brand un’immagine di esclusività molto particolare, diversa da quella tipica dei costruttori occidentali.

Negli ultimi anni, però, Hongqi ha cambiato pelle. La Norvegia è stata il primo mercato europeo scelto per il debutto nel 2021, un laboratorio ideale per i veicoli elettrici vista la fortissima diffusione delle auto a batteria nel Paese scandinavo. Da lì è iniziata una crescita costante. Il 2025 si è chiuso con oltre 460 mila vetture consegnate a livello globale, segnando l’ottavo anno consecutivo di aumento delle vendite.

A trainare sono state soprattutto le elettriche e le ibride plug-in, che hanno registrato una crescita vicina al 30%. Numeri che raccontano bene le ambizioni del marchio: Hongqi non vuole essere soltanto un simbolo nazionale cinese, ma un vero competitor globale nel segmento premium.

EMC Auto per la distribuzione

Per il mercato italiano, Hongqi ha scelto di affidarsi a EMC Auto, che si occuperà della distribuzione e della commercializzazione delle vetture nel nostro Paese. I primi modelli saranno presentati ufficialmente durante l’Automotive Dealer Day, in programma dal 19 al 21 maggio 2026 a Verona. L’obiettivo per i prossimi anni, segna ben 15 modelli tra elettrici e ibridi plug-in in arrivo entro il 2028, segno di una strategia aggressiva e di lungo periodo.

A commentare l’accordo è stato Federico Daffi, Presidente e CEO di EMC Auto, che ha sottolineato come Hongqi rappresenti un marchio dal posizionamento distintivo, capace di puntare su qualità, design e contenuti tecnologici. Una dichiarazione che lascia intuire come il brand voglia inserirsi nella fascia alta del mercato, sfidando costruttori europei già consolidati.

Lusso cinese contro i marchi europei

L’arrivo di Hongqi in Italia conferma una tendenza ormai evidente: i costruttori cinesi non stanno più entrando in Europa soltanto con citycar economiche o SUV accessibili. Sempre più spesso puntano direttamente ai segmenti superiori, proponendo auto ricche di tecnologia, design ricercato e motorizzazioni elettrificate. È una sfida delicata soprattutto per i marchi premium europei, che fino a pochi anni fa sembravano inattaccabili. Hongqi punta infatti su un mix molto preciso: forte identità estetica, abitacoli lussuosi e un rapporto prezzo-dotazioni spesso competitivo rispetto ai rivali occidentali.

Non è ancora chiaro quali saranno i primi due modelli destinati al mercato italiano, ma guardando alla gamma internazionale si può immaginare l’arrivo di SUV elettrici di grandi dimensioni e berline di rappresentanza dal look molto scenografico. La sensazione è che il mercato europeo stia entrando in una nuova fase, dove la competizione non si giocherà più soltanto sull’autonomia elettrica o sui prezzi, ma anche sulla capacità dei brand emergenti di costruire un’immagine forte e credibile. E Hongqi, forte della propria storia e del peso simbolico che ha in Cina, sembra voler giocare questa partita senza alcun timore reverenziale.

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