• 29 Maggio 2026 18:13

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Hamilton fa la storia del motorsport anche oltre la pista: testimonial del museo di Le Mans

Mag 29, 2026

Lewis Hamilton entra nella storia del motorsport anche fuori dalla pista. Il sette volte campione del mondo di F1, oggi pilota Ferrari, è stato scelto come testimonial del nuovo museo M24 di Le Mans, il grande spazio espositivo dedicato al mondo delle corse aperto ufficialmente il 28 maggio al Circuit de la Sarthe. Non si tratta di una semplice collaborazione d’immagine, ma di un vero e proprio riconoscimento simbolico, quello di un pilota che ha attraversato e influenzato un’epoca intera della F1 moderna e che ora diventa il volto di un progetto culturale pensato per raccontare il motorsport nella sua interezza.

Un museo che racconta tutto il motorsport

M24 nasce sulle fondamenta del precedente museo della 24 Ore di Le Mans, ma ne amplia radicalmente la visione. Non più solo endurance, ma un racconto globale che abbraccia tutte le discipline: Formula 1, rally, motociclismo, monoposto e competizioni storiche. L’obiettivo dichiarato dell’Automobile Club de l’Ouest, insieme al designer e imprenditore Richard Mille, è quello di creare un luogo che non si limiti a conservare auto da corsa, ma che racconti storie.

Un luogo dove il motorsport racconta la propria storia e si rivolge anche a chi ancora non lo conosce, è la filosofia alla base del progetto. Una collezione che unisce vetture, oggetti iconici, archivi e testimonianze per ricostruire oltre un secolo di innovazione, coraggio e competizione.

Il museo è situato accanto all’ingresso principale del leggendario circuito della 24 Ore di Le Mans ed è accessibile tutto l’anno. Durante la settimana della gara endurance, l’ingresso sarà gratuito per i possessori del biglietto.

Hamilton e la Mercedes W09, un legame con la storia

Tra i pezzi più importanti della collezione spiccherà una monoposto destinata a diventare simbolo del progetto: la Mercedes W09 con cui Lewis Hamilton ha conquistato il titolo mondiale 2018, uno dei capitoli più significativi della sua carriera. La presenza della vettura non è solo espositiva, ma rappresenta un ponte diretto tra il museo e il protagonista scelto per rappresentarlo. Un legame che rafforza l’idea del M24 come spazio vivo, dove la storia recente e quella passata del motorsport dialogano tra loro.

Nel giorno dell’annuncio, Hamilton ha sottolineato il valore culturale del progetto, andando oltre la semplice dimensione espositiva: “Ciò che è stato costruito qui va ben oltre la portata di un museo dell’automobile“, ha spiegato il pilota britannico ai media. “La M24 è un punto di riferimento, uno spazio che racconta le storie delle gare, delle donne e degli uomini che vi hanno partecipato, ma anche delle tecnologie che hanno reso la 24 Ore di Le Mans e tutti gli sport motoristici qualcosa di unico“.

Per Hamilton, il museo rappresenta anche un archivio vivo della memoria tecnica e sportiva: “Riunisce una collezione eccezionale di auto e oggetti, tra cui diverse monoposto di F1 che non si trovano altrove. Insieme alle vetture leggendarie, rendono questo luogo davvero unico“.

Un ruolo non casuale

La scelta di Hamilton come testimonial non è casuale. Gli organizzatori  hanno voluto affidare il ruolo a una figura capace non solo di rappresentare il successo sportivo, ma anche la trasformazione culturale del motorsport moderno. Richard Mille ha spiegato la filosofia dietro la decisione: “L’amore per il motorsport non si trasmette con i libri, ma attraverso i cimeli, le emozioni e i racconti di chi c’era. Ogni vettura è un’opera d’arte, il risultato di un’intelligenza collettiva“. In questa visione, Hamilton diventa il simbolo perfetto di un passaggio generazionale: “È molto più di sette titoli mondiali. È la persona ideale per rappresentare il patrimonio del motorsport verso il futuro“. Suo il primo messaggio trasmesso dal ledwall principale a inaugurare la nuova location.

Le altre vetture in esposizione

Il museo ospita una collezione di vetture storiche e cimeli legati soprattutto al mondo delle corse endurance. la raccolta comprende prototipi iconici, oggetti rari, trofei, tute ignifughe e guanti appartenuti ai grandi protagonisti del motorsport internazionale. La maggior parte delle vetture è perfettamente funzionante, i motori vengono avviati regolarmente e i modelli vengono restaurati e mantenuti direttamente all’interno dell’officina del museo.

Tracta Gephi 1928: la rivoluzione della trazione anteriore

Tra le auto simbolo del museo spicca la Tracta Gephi, fu una delle prime vetture da competizione realmente efficaci con trazione anteriore grazie all’introduzione del giunto omocinetico. Alla 24 Ore di Le Mans del 1927 fu una delle sole otto vetture capaci di tagliare il traguardo, contribuendo allo sviluppo di una tecnologia oggi diffusissima nelle auto stradali.

Porsche 917 LH: il mito assoluto della velocità

Tra i gioielli più ammirati figura la leggendaria Porsche 917 LH, considerata da molti la “sportscar del secolo“. La versione Lang Heck, caratterizzata dalla lunga coda aerodinamica, venne sviluppata per raggiungere velocità elevatissime sul rettilineo dell’Hunaudieres. Capace di toccare i 386 km/h, la 917 LH stabilì nel 1971 tempi record ancora oggi iconici nella storia di Le Mans. Il suo celebre motore flat-12 e il ruolo da protagonista nel film “Le Mans” con Steve McQueen hanno contribuito a renderla una vera icona culturale oltre che sportiva.

Mazda 787B: il motore rotativo

Un’altra regina del museo è la Mazda 787B, protagonista di una delle vittorie più storiche della 24 Ore di Le Mans. Nel 1991 divenne infatti la prima vettura giapponese a conquistare la corsa francese e l’unica nella storia a riuscirci con un motore rotativo, marchio di fabbrica Mazda. Grazie a un perfetto equilibrio tra prestazioni, affidabilità ed efficienza nei consumi, riuscì a battere rivali del calibro di Sauber Mercedes, Jaguar e Peugeot. La sua vittoria ebbe un impatto enorme anche in Giappone, dove le televisioni interruppero la normale programmazione per seguire in diretta le ultime ore della gara.

Toyota TS050: l’inizio dell’era dominatrice

Il percorso recente della 24 Ore di Le Mans è invece rappresentato dalla Toyota TS050 Hybrid, vettura che ha inaugurato il dominio Toyota nell’endurance moderna, quello prima del ritorno della Ferrari. Con questo prototipo, il costruttore giapponese conquistò la sua prima vittoria a Le Mans nel 2018, dopo oltre trent’anni di tentativi. La TS050 detiene ancora il record del giro più veloce sul Circuit de la Sarthe grazie al tempo firmato da Kamui Kobayashi nel 2017.mÈ inoltre ricordata come l’ultima LMP1 vincitrice prima dell’introduzione dell’era Hypercar nel 2021.

F1 e rally: Ferrari, Renault, Maserati e Lancia

Il museo M24 non racconta soltanto Le Mans, ma celebra l’intera storia del motorsport mondiale. Tra le F1 più iconiche presenti in esposizione spicca la Ferrari F2002, monoposto dominatrice della stagione 2002 con Michael Schumacher, capace di vincere 15 gare su 17. Accanto a lei trova spazio anche la Renault RE40, simbolo della rivoluzione turbo degli anni Ottanta e guidata da Alain Prost nella corsa al titolo mondiale del 1983. Tra i pezzi più rari emerge inoltre la Maserati 250F V12, una delle sole tre versioni V12 prodotte dalla casa modenese e legata al mito di Juan Manuel Fangio. Spazio anche al mondo rally con la futuristica Lancia Stratos, progettata da Marcello Gandini e diventata una leggenda grazie ai successi mondiali conquistati negli anni Settanta.

Le Mans capitale della memoria delle corse

Anche Pierre Fillon, presidente dell’Automobile Club de l’Ouest, ha sottolineato il valore dell’operazione, inserendola in un contesto più ampio. “Lewis Hamilton è molto più di un palmarès impressionante. È uno di quegli sportivi che ha usato la propria influenza per portare cambiamenti ben oltre la sua disciplina“, ha dichiarato. M24 nasce proprio da questa idea: non solo celebrare i campioni, ma raccontare il motorsport come patrimonio culturale condiviso. Un luogo che unisce eroi ed eroine delle corse, ingegneria, innovazione e passione.

Un ponte tra generazioni

Uno degli aspetti centrali del progetto è la sua accessibilità. Il museo è pensato per essere un punto d’ingresso al motorsport anche per chi non ne conosce la storia o le dinamiche tecniche. La collezione comprende uno dei più grandi archivi di monoposto di F1 al mondo, insieme a vetture leggendarie di diverse discipline. Un percorso che punta a costruire un’esperienza immersiva tra passato e presente. In questo contesto, la figura di Hamilton assume un significato ulteriore: quello di ponte tra generazioni, tra l’era moderna della F1 e la sua memoria storica.

Motorsport come cultura

M24 si propone quindi non solo come museo, ma come centro culturale del motorsport mondiale. Un luogo dove le corse non sono solo competizione, ma linguaggio, tecnologia e identità collettiva. L’ingresso di Hamilton come patrono rafforza questa visione, trasformando il progetto in un punto di incontro tra sport, storia e innovazione. E proprio come in pista, anche qui il messaggio è chiaro, il motorsport non appartiene solo al passato o al presente, ma a chi saprà raccontarlo nel futuro.

Oltre il paddock, oltre la stagione

Il legame tra Hamilton e M24 assume così anche una valenza simbolica che va oltre il paddock e oltre la singola stagione sportiva. Il pilota britannico, oggi impegnato a sviluppare un nuovo e difficile capitolo Ferrari della sua carriera, diventa parte di un progetto che cristallizza la memoria del motorsport mentre continua a scriverne il presente.

Le Mans, da sempre crocevia tra innovazione tecnica e mito sportivo, trova in questa collaborazione un ulteriore rafforzamento della propria identità globale. Il museo M24 non si limita a conservare, ma interpreta e racconta, trasformando ogni vettura in una testimonianza viva di progresso e competizione. In questo contesto, la presenza di Hamilton contribuisce a rendere ancora più evidente la continuità tra epoche diverse delle corse, dalla tradizione dell’endurance alla modernità della F1 ibrida. Un filo unico che unisce passato, presente e futuro sotto il segno della velocità e della passione.

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