AGI – Sarebbero stati reperiti per ora almeno 400 milioni di euro, con l’obiettivo di arrivare quasi certamente a 500, per finanziare le misure che verranno inserite nel Dl sul lavoro povero che il governo punta a realizzare in vista del 1 maggio. La speranza nell’esecutivo, riferiscono fonti informate sul dossier, sarebbe quella di poter arrivare fino ad 1 miliardo. Insomma, è innanzitutto caccia alle risorse.
Si valutano anche delle misure specifiche a sostegno dei rider, tra le categorie più esposte al dumping salariale dei contratti pirata. Una delle eventualità è quella di agganciare i rider alla contrattazione collettiva. L’intenzione del governo comunque è quella di realizzare un intervento sui bassi salari tra sostegno alla contrattazione e incentivi all’occupazione, soprattutto per donne e giovani, sempre secondo quanto apprende l’AGI da fonti vicine al dossier.
Vertice a Palazzo Chigi e scadenze
Il governo prova ad accelerare sul provvedimento: oggi pomeriggio si è tenuto un vertice a Palazzo Chigi tra la premier Giorgia Meloni, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, i ministri Marina Calderone e Tommaso Foti, i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, il sottosegretario Luigi Sbarra e il consigliere Stefano Caldoro. Al momento, viene riferito, l’esecutivo starebbe lavorando su diverse ipotesi: un testo unico o più probabilmente un decreto legge. La delega scade il 18 aprile. Lunedì 20 aprile sarebbe in programma una nuova riunione per limare il testo e vagliare le risorse a disposizione.
Salari, produttività e welfare aziendale
Tra le possibili misure che sarebbero allo studio figurano: incentivi sui contratti, defiscalizzazione delle attività di secondo livello e interventi su produttività, welfare e straordinari. L’obiettivo del governo è quello di innalzare il livello dei salari tramite la contrattazione. Nel corso del vertice si sarebbe parlato a lungo di dumping salariale, ma non si sarebbe accennato all’ipotesi di riprendere il Jobs Act. L’intervento sui bassi salari rappresenta una partita fondamentale per dare forma alla sfida lanciata in Parlamento.
La posizione della premier sul salario minimo
Quella del salario minimo non è la direzione giusta, avrebbe argomentato la premier Meloni durante la riunione, sottolineando l’importanza di un intervento sui bassi salari e il sostegno alla contrattazione. L’esecutivo lavora anche alla possibilità di inserire nel testo delle norme a tutela dei rider, che tengano conto contemporaneamente delle esigenze di aumentare le protezioni contrattuali per i lavoratori e di non far fuggire le grandi aziende attive nel settore.
Le richieste dei sindacati e i contratti pirata
Cgil, Cisl e Uil oggi hanno chiesto al governo di interrompere l’iter del decreto per attendere l’esito del confronto in corso tra sigle sindacali e associazioni editoriali in materia di rappresentanza. Cgil e Uil domandano di fermarsi qualche mese, mentre la Cisl attende di leggere il testo. Il governo, per voce del sottosegretario Claudio Durigon, ha fatto sapere che il decreto non riguarderà la rappresentanza sindacale, ma conterrà misure contro il dumping salariale favorito dai contratti pirata.