La politica
Un anno fa Macron era chiamato a dare risposte al malessere dei gilet gialli, che avevano cominciato chiedendo il ritiro di un tassa sul carburante finendo poi per pretendere la fine della democrazia rappresentativa, del capitalismo e l’instaurazione di un nuovo regime di democrazia diretta a base di referendum. Il governo ha ritirato le tasse sul diesel, poi concesso aiuti alle fasce disagiate per 10 miliardi (che impediranno alla Francia di rispettare la soglia del 3% prevista da Maastricht), infine Macron si impegnato in un lungo grande dibattito nazionale incontrando i francesi in tutti gli angoli della Francia. L’impegno del governo e del presidente, la repressione della polizia e la mancanza di sbocco politico dei manifestanti sembravano avere esaurito la protesta: negli ultimi mesi a sfilare erano poche centinaia di persone. Il primo anniversario, e le lotte sociali di alcune categorie come medici e infermieri hanno rilanciato il movimento. Macron non pu che mantenere le sue posizioni, avendo concesso tutto quel che poteva tranne le sue dimissioni, che sono la richiesta definitiva dei gilet gialli. All’opposizione, se Marine Le Pen sembra avere rinunciato a cavalcare una rivolta che ormai impopolare in larghe fasce della popolazione, il tribuno della sinistra radicale Jean-Luc Mlenchon ieri ha protestato con veemenza dopo che un esponente del suo partito, La France Insoumise, stato spintonato dai poliziotti. Il deputato Alexis Corbire vittima di gas lacrimogeni e colpito a sangue freddo dopo avere declinato la sua identit uscendo dalla manifestazione – ha scritto Mlenchon in un tweet -. Questa non gi la polizia repubblicana, ma solo una milizia agli ordini del governo. questa milizia che provoca i disordini. L’accusa di Mlenchon – gli incidenti sono frutto di provocazioni delle forze dell’ordine e del governo – un notevole e grave balzo in avanti nella polemica contro Macron.