• 8 Settembre 2026 14:39

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Ferrari in crisi: Vasseur sotto pressione dopo il GP di Monza

Set 8, 2026

Il Gran Premio d’Italia, per definizione la gara più sentita a Maranello, avrebbe dovuto rappresentare un’occasione di riscatto. Invece Monza ha finito per fotografare in modo impietoso tutte le difficoltà di una stagione 2026 che sta prendendo una piega decisamente complicata per la Ferrari, tra un umore sempre più teso nel box e interrogativi che iniziano a riguardare anche il futuro della leadership tecnica.

La situazione piloti: tra cooperazione e scontri

Il primo fronte caldo riguarda il rapporto tra i due piloti, Lewis Hamilton e Charles Leclerc, che a Monza ha mostrato crepe piuttosto evidenti davanti a tutti. Durante il Q2 delle qualifiche del Gran Premio d’Italia, Hamilton non ha usato mezzi termini nel lamentare una scarsa collaborazione da parte del box di Leclerc, un comportamento che secondo l’inglese ha rischiato di provocare un’eliminazione catastrofica dallo shootout per la top 10. A complicare ulteriormente il clima tra i due garage, anche un incidente in parabolica durante la gara, su cui i due piloti hanno mostrato letture completamente divergenti riguardo alle responsabilità.

Un episodio che si inserisce in una stagione già segnata da tensioni interne, e che arriva proprio nel weekend di casa, sotto gli occhi di una tifoseria da sempre particolarmente esigente. Per una squadra che punta a tornare protagonista nella lotta al vertice, episodi di questo tipo rischiano di trasformarsi in un problema ben più grande di un singolo giro di qualifica, minando quella coesione di squadra che spesso fa la differenza nei momenti decisivi del campionato.

Questione di leadership: il ruolo di Vasseur

Al centro delle pressioni resta ovviamente Fred Vasseur, team principal della Scuderia dal 2023, chiamato a gestire un mix esplosivo fatto di aspettative altissime, scrutinio mediatico costante e risultati che finora non sono arrivati. Proprio nel weekend di Monza, peraltro, è arrivata una delle situazioni più imbarazzanti della stagione, con Mercedes e il giovane Kimi Antonelli capaci di rifilare un colpo durissimo alla Ferrari proprio davanti al pubblico di casa.

Il problema, secondo diversi osservatori, non riguarda soltanto i risultati sul campo, ma un più ampio modo di operare della squadra, tra scelte tecniche e gestione della pressione mediatica che sembrano non convincere fino in fondo. Anche lo stesso Hamilton, del resto, ha lasciato intendere con chiarezza che qualcosa debba cambiare per invertire la rotta, sottolineando come non si possa continuare a fare le stesse cose aspettandosi risultati diversi. Un monito pesante che sembra puntare dritto proprio verso le responsabilità della guida tecnica e organizzativa del team, che al momento avrebbe evidenziato lacune di gestione tra i due piloti, cercando di non favorire nessuno rispetto all’altro, ma ottenendo al momento uno svantaggio per entrambi.

L’ombra di Christian Horner

A rendere ancora più intricato il quadro attorno al futuro della Ferrari c’è un nome che da tempo circola con insistenza negli ambienti della Formula 1: quello di Christian Horner, ex amministratore delegato della Red Bull Racing, attualmente ai margini del paddock dopo l’addio al team che ha guidato per anni con successo. Va ricordato che Horner aveva già rifiutato l’incarico di vertice in Ferrari alcuni anni fa, nonostante un appello personale del presidente Ferrari John Elkann.

Più il tempo passa senza che si concretizzino i tentativi di Horner di tornare in pista come proprietario o azionista di un team, maggiori diventano le probabilità che possa tornare a valutare seriamente un’ipotesi Ferrari, come sottolineato da The Race. Non va dimenticato, peraltro, che tra i nomi accostati al ruolo tecnico in caso di cambiamento c’è anche quello di Antonello Coletta, attuale responsabile del programma Ferrari nel Campionato del Mondo Endurance, figura molto apprezzata negli ambienti di Maranello.

Resta però un dato di fondo che pesa su qualsiasi ragionamento riguardo a un possibile cambio alla guida tecnica: se davvero i vertici del Cavallino dovessero decidere che i risultati insufficienti di quest’anno impongano un cambiamento nel lungo periodo, dovranno essere sicuri di portare qualcuno capace di fare davvero meglio, risolvendo problemi che Vasseur, evidentemente, non è riuscito a sistemare fino a questo momento.

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