Andrea Kimi Antonelli è il volto nuovo della massima categoria del Motorsport. Il pilota bolognese, a soli 20 anni e 68 giorni, è diventato il più giovane pilota della storia della F1 ad aggiudicarsi il titolo piloti. Il primato di precocità, sottratto a Sebastian Vettel, è soltanto uno dei tanti record ottenuti dal numero 12 della Mercedes in un anno da incorniciare.
Dopo il riconoscimento iridato di Antonelli, Valentino Rossi ha raccontato un aneddoto. Un anno e mezzo fa il Dottore andò a trovare Kimi e lo trovò in grandi difficoltà. Secondo l’ex campione di Honda e Yamaha il giovane era disperato perché non riusciva a sopportare una popolarità pressante e improvvisa. Non è certamente facile debuttare in F1 al posto di un mostro sacro come Lewis Hamilton al volante della Mercedes per poi diventare un idolo delle folle, essendo investito da una enorme fortuna.
Il legame tra Valentino Rossi e Kimi
Ospite della lunga diretta di Sky dopo la corsa di Città del Messico, Valentino Rossi ha raccontato che l’amicizia con il bolognese è nata quando era ancora un ragazzino, facendo i complimenti a Mercedes per il suo contributo. Il percorso di crescita del Dottore è stato esponenziale nel corso del 2026. Il primo iridato italiano in 73 anni dai tempi di Alberto Ascari non ha commesso particolari errori, sfruttando al meglio il potenziale della W17.
In questa annata il driver emiliano non ha avuto rivali, con il crollo psicologico di Russell e l’altalenante performance dei ferraristi. Valentino Rossi ha dichiarato:
“Può diventare uno dei piloti più forti della storia. Può vincere quattro, cinque, sei Mondiali. Mi ricorda molto me stesso quando avevo 20-21 anni. Mi piace la sua aggressività, e il suo quasi cannibalismo che ha quando mette il casco e sale in macchina”.
Il numero 46, ai microfoni di Sky, ha ribadito che se Kimi mostrerà carattere non avrà particolari problemi a gestire la fama. Il Dottore ha aggiunto:
“Ha avuto la fortuna di andare sotto l’ala di Toto Wolff, ma ora li ha ripagati. Vederlo diventare campione del mondo così, al secondo anno, è stato impressionante. Quest’anno ha fatto veramente paura. La Mercedes era la macchina più forte, ma non è stata così dominante. Kimi ci ha messo tanto del suo, soprattutto se confrontiamo i suoi risultati con quelli del compagno di squadra”.
L’importanza della Mercedes
Per quanto Kimi sia stato impeccabile, va ricordato tutto il sostegno che ha ricevuto da una famiglia impegnata nell’industria automobilistica e soprattutto di un manager con Toto Wolff. Il team principal della scuderia con sede a Brackley lo ha aiutato economicamente, dandogli una fiducia immensa con il posto in squadra a soli 18 anni.
I paragoni con Senna e altri grandi del passato rischiano solo di penalizzarlo in previsione futura. Kimi deve fare il suo percorso gettando le basi per un percorso glorioso nel circus. Il sesto posto attuale in classifica del campione 2025, Lando Norris, testimonia quanto conti il mezzo nella F1 moderna e quanto, con un pizzico di fortuna, il bolognese sia stato catapultato nell’abitacolo giusto al momento giusto.