• 20 Aprile 2026 9:29

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Evasione milionaria per un concessionario: ecco i trucchi per evitare di pagare le tasse

Apr 20, 2026

Arriva da Albenga, in provincia di Savona, un caso che ha davvero dell’incredibile: un concessionario attivo nel commercio di auto aveva creato un sistema per evadere diversi milioni di euro, minimizzando l’importo delle tasse da pagare e continuando a operare nella compravendita di auto, spesso anche con veicoli di alto valore.

A raccontare il caso, scoperto grazie a un’ispezione degli uomini della Guardia di Finanza di Savona, è ANSA. Il meccanismo di evasione, in realtà, prevedeva una serie di pratiche mirate ad aggirare la normativa vigente per evitare il pagamento delle tasse e anche il versamento dell’IVA.

In aggiunta, il rivenditore di auto avrebbe anche accettato diversi pagamenti in contanti, superando di gran lunga l’importo massimo consentito dalla normativa. Di conseguenza, è stato avviato anche l’iter per la sanzione per la violazione delle norme antiriciclaggio. Andiamo ad analizzare tutti i dettagli in merito al trucco realizzato dal concessionario.

Un trucco per evadere

Gli accertamenti della Guardia di Finanza hanno permesso di individuare lo schema truffaldino dell’imprenditore che accettava pagamenti in contanti per l’acquisto di veicoli, anche in caso di veicoli di pregio, mentre i pagamenti ricevuti in assegni non venivano mai associati alla fattura emessa.

Da segnalare, inoltre, che le auto lasciate in permuta dai clienti, in alcuni casi, risultavano cedute dall’ex proprietario (completamente all’oscuro di quanto accaduto) e non dal concessionario stesso, come, invece, prevede il meccanismo tradizionale. Ricordiamo che quando si acquista un’auto usata è importante fare attenzione ad alcune cose per evitare fregature e risultare sempre in regola sotto tutti i punti di vista.

Un’evasione milionaria

Le indagini hanno permesso di verificare la posizione fiscale dell’imprenditore proprietario del concessionario. Negli ultimi cinque anni, probabilmente da quando lo schema truffaldino era stato avviato, l’uomo aveva presentato dichiarazioni dei redditi vicine allo zero, nonostante avesse un tenore di vita molto alto e avesse venduto numerosi veicoli, con ricavi elevati. Nello stesso periodo di tempo, inoltre, sarebbero stati effettuati degli acquisti di immobili all’interno del nucleo familiare. Stando alle verifiche, i ricavi non dichiarati ai fini delle imposte dirette e dell’IRAP risultano essere superiori a 2,3 milioni di euro, con un’IVA evasa superiore a 250 mila euro.

Per evitare la dispersione del patrimonio, inoltre, è stata richiesta l’attivazione di un vincolo di indisponibilità sui beni della società e dell’imprenditore, nonché il pignoramento di 22 autoveicoli. Da segnalare che il “trucco” costituisce anche una violazione della normativa antiriciclaggio, che vieta il trasferimento di denaro per importi elevati. Il concessionario, invece, era solito accettare (di buon grado) pagamenti in contanti. Sono stati individuati diversi clienti. Nei confronti del titolare e dei suoi clienti, complessivamente, sono stati avviati 56 processi verbali di contestazione di sanzioni amministrative antiriciclaggio, per un totale pari a più di 2,8 milioni di euro.

Le indagini proseguono per valutare l’estensione della rete e la presenza di eventuali ulteriori violazioni che potrebbero aggravare la posizione dell’imprenditore, che ora sarà tenuto a rispondere di diverse accuse. Ulteriori dettagli in merito alla questione, soprattutto nel caso in cui dalle indagini dovessero emergere ulteriori irregolarità, potrebbero arrivare a breve.

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