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André Silva lancia la sfida alla Juve: il Porto lo blinda con una clausola da 60 milioni

Dic 16, 2016

Stefano Chioffi

venerdì 16 dicembre 2016 23:47

ROMA – Pinto da Costa ha trascorso quasi la metà della sua vita dietro la scrivania, facendo il presidente del Porto: è un imprenditore edile, ha quasi 79 anni e ne ha trascorsi 34 sulla poltrona più prestigiosa del Dragão. Ha stabilito due primati, uno sportivo e l’altro economico: ha vinto 53 trofei (venti scudetti e due Coppe dei Campioni/Champions) e garantito al conto in banca del Porto una catena di plusvalenze da oltre mezzo miliardo di euro. E’ il sovrano del club biancazzurro. E si prepara a sfidare il 22 febbraio, a Oporto, la Juventus di Higuain e Dybala nella gara d’andata degli ottavi di finale di Champions League.

IL PIANO – Il Porto sta ritrovando il binario giusto dopo tre stagioni deludenti, durante le quali ha dovuto assistere al dominio del Benfica. E’ ripartito dalle idee e dal 4-4-2 del tecnico Nuno Espirito Santo, reduce da un’avventura a due facce nel Valencia: dagli applaus per il quarto posto nel 2015, dalla qualificazione in Champions, allo strappo con il presidente Lim, finanziere di Singapore. A consigliarlo al Porto è stato Jorge Mendes, il procuratore più potente del mondo che aveva già facilitato l’arrivo di Nuno sulla panchina del club spagnolo. In campionato insegue il Benfica: ha un punto in meno dei campioni in carica, ma ha disputato una partita in più. Non perde, comunque, dal 28 agosto: 1-2 sul campo dello Sporting Lisbona. In Champions ha superato la fase a gironi piazzandosi alle spalle del Leicester. E in Europa la sua imbattibilità dura da quasi tre mesi, dal 27 settembre, quando era stato battuto per 1-0 al King Power Stadium dalla squadra di Ranieri.

LA PROMESSA – Nuno ha cominciato la sua carriera allenando i portieri del Malaga. E nel 2012 ha cominciato a farsi conoscere al timone del piccolo Rio Ave. Nel Porto ha puntato con decisione sui giovani. La nuova perla del Porto si chiama André Silva, ha ventuno anni, è un attaccante con lo stile e i colpi raffinati di un classico numero dieci. Pinto da Costa, abituato a fiutare gli affari, gli ha prolungato il contratto fino al 30 giugno del 2021, includendo nell’accordo una clausola di rescissione da sessanta milioni di euro. André Silva ha segnato dieci gol in quattordici gare di campionato e ha regalato spettacolo anche in Champions: sei presenze e quattro reti (due al Bruges e due al Leicester), oltre a una nel preliminare con la Roma. E’ decisivo in area di rigore, ma inventa spesso anche l’assist: quattro tra Primeira Liga e coppe. A gestirlo è la Gestifute, la società di Jorge Mendes, che segue Mourinho e Cristiano Ronaldo. E’ alto un metro e 85, usa soprattutto il piede destro, è nato a Baguim do Monte il 6 novembre del 1995 e proviene dal vivaio del Porto. Scatto, potenza, tiro, precisione, colpo di testa, generosità, pressing sui difensori: una punta moderna e completa.

IL PORTOGALLO – Il ct Fernando Santos, campione d’Europa con la nazionale portoghese, lo ha già promosso titolare. E anche Cristiano Ronaldo, che ha appena ricevuto per la quarta volta il Pallone d’oro, considera André Silva un talento da copertina. Quattro presenze con il Portogallo, nel girone di qualificazione al Mondiale del 2018 in Russia, e quattro gol (tripletta alle Fær Øer e gol ad Andorra). Un anno fa, di questi tempi, giocava quasi sempre nel Porto B di Luis Castro e segnava con regolarità (14 gol), proprio come aveva fatto in precedenza nella Youth League, la Champions Under 20 organizzata dalla Uefa (sei gare e quattro reti nel 2013). La Juve lo conosce da tempo, André Silva aveva già trovato spazio nelle relazioni di Paratici. E tra gli estimatori dell’attaccante del Porto c’è anche l’Atletico Madrid di Simeone.

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