• 18 Luglio 2024 9:59

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E dal sottosuolo di Roma spuntò un lavatoio di Adriano del II secolo dopo Cristo

Giu 14, 2024

AGI – “In quelle vasche della fullonica scoperta negli scavi di Piazza Pia mi piace pensare che fossero state lavate le tuniche dell’imperatore Adriano”. Una battuta del sindaco Roberto Gualtieri che però tanto fantastorica non è per illustrare alla stampa l’ultimo ritrovamento archeologico a un passo da San Pietro dove è stata riportata alla luce, sotto Castel Sant’Angelo, noto anche come Mausoleo di Adriano (tomba che l’imperatore fece costruire per sè e la sua gens), una lavanderia romana, una ‘fullonica’ di metà del II secolo dopo Cristo (quando Adriano appunto morì, nel 138 d.C.). Gli archeologi interpellati dall’AGI spiegano che si tratta di un’area di circa 500 metri quadrati, di cui almeno altri 30-40 ancora da ‘liberare’ dalla terra (ma non si prevedono ritardi oltre quello annunciato di 10 giorni per ‘impacchettamento’ e trasporto della fullonica nei giardini di Castel Sant’Angelo), dove c’era una lavanderia probabilmente a uso delle ville patrizie presenti.

 

 

Un’area di cui non si conosceva l’esistenza nella zona dei celebri Horti imperiali tra le ville del I secolo dopo Cristo di Giulia Agrippina, mamma di Caligola, e di Domizia Longina, nipote di Cesonia e ultima moglie di Caligola, sposata dall’imperatore Domiziano. Malgrado siano stati trovati dei resti di manufatti e anche di mosaici, in realtà non sembra che ci possano essere problemi per ‘impacchettare’ e spostare l’area archeologica. Gli esperti spiegano all’AGI che i resti della fullonica si trovano a circa tre metri e mezzo sotto il livello di calpestio dell’attuale cantiere, nell’area dove affaccia l’edificio che ospita Radio Vaticana. Per completare il sottopasso bisognerà scendere almeno fino a otto metri, ma non c’è preoccupazione di avere altre ‘sorprese’ scendendo in verticale perchè alla profondità programmata si parla di “terra vergine archeologica”.

 

Anche se, in una città abitata da circa tremila anni, non è impensabile immaginare che il livello di “verginità archeologica” si possa abbassare. Con il ritrovamento della fullonica di Piazza Pia Roma continua a offrire quelli che Gualtieri definisce i suoi “regali”. Si tratta del quarto dall’inizio del nuovo millennio: durante un cantiere giubilare nel 2000, per la rampa per il parcheggio multipiano, furono rinvenuti ambienti affrescati della villa di Agrippina. Poi a luglio 2023 furono riportati alla luce, cinque metri sotto il manto stradale, i resti del Teatro di Nerone sotto un edificio del XV secolo di via della Conciliazione. Terzo ritrovamento di rilievo presentato alla stampa a febbraio 2024 quello di una porzione della Porticus Minucia a Palazzo Lares Permarini a via delle Botteghe Oscure. Adesso torna alla luce, dopo oltre 17 secoli, la fullonica di Adriano a Piazza Pia.

 

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