• 20 Aprile 2026 17:29

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Crollo del Morandi, le dichiarazioni di Castellucci: “Ho agito nei limiti delle mie conoscenze”

Apr 20, 2026

AGI – “Per me è difficile immaginare cose che avrei dovuto fare diversamente nei limiti delle mie conoscenze e delle mie competenze“. Parole dell’ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, Giovanni Castellucci, nelle dichiarazioni spontanee rilasciate in videocollegamento dal carcere dove sta scontando la pena per la strage del viadotto Acqualonga, al termine della discussione del processo per il crollo del Ponte Morandi.

“Come è normale che sia, ogni tanto c’è un riavvolgimento del nastro nella mia testa – ha detto Castellucci –; ma cosa ho fatto? Avrei potuto fare cose diverse? Ci sono cose di cui non mi sono accorto? Io penso di aver messo intorno al tavolo in quel periodo i principali stakeholder che conoscevano bene il ponte, penso di aver dato tutto il conforto a Bergamo per operare in maniera piena come responsabile di area, penso di aver dato a Bergamo la possibilità di pianificare e di operare come riteneva opportuno”.

Non presi mai in carico il Polcevera – ha detto ancora Castellucci – perché ero a conoscenza dei miei limiti di competenze. Per gestire le opere complesse serve una conoscenza ed un’esperienza che non avevo – ha sottolineato – non per mancanza di tempo, che ho sempre trovato, anche per esempio per fare il dg ad interim, ma perché la manutenzione richiede un’esperienza storica. Sarei stato irresponsabile se fossi entrato nelle decisioni tecniche, cominciando a dare indicazioni”.

Castellucci ritiene “giusto che non abbia mai voluto entrare nelle decisioni tecniche. C’era una struttura, c’erano dei responsabili. Io feci solo quello che ogni operativo si attende da un ad: ho reso evidente ai tecnici che non solo io, ma anche il cda eravamo tranquilli di fare una cosa anche se non era necessaria. Da dg – ha concluso l’ex ad di Aspi – volli affrontare gli argomenti che riguardavano progetti da fare. Per questo parlammo anche del Morandi durante le riunioni. L’obiettivo – conclude Castellucci – era lavorare meglio, più velocemente, fare prima e bene in maniera coordinata con la direzione di tronco, non risparmiare, l’obiettivo era fare”.

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