Il primo contatto di Riccardo Scamarcio con la guida non è stato dei più tranquilli: a 12 anni prese la Fiat Tempra Station Wagon di famiglia nel giardino di casa ad Andria e finì contro il garage. Un anno dopo è venuto il turno della Citroën LNA – per lui una palestra – seguita dalla Nissan Micra della madre, utilizzata di nascosto per andare a prendere la fidanzata a scuola.
Delle fughe adolescenziali è rimasto poco o nulla nel garage attuale. Come raccontato dall’attore in un’intervista alla Gazzetta dello Sport possiede una Jeep Cherokee Limited Edition del 1991 e una Fiat 500 del 1960 targata Bari: due modelli di dimensioni e impostazioni differenti, che condividono l’appartenenza a un’altra epoca.
Una Jeep Cherokee del 1991
L’entusiasmo di Riccardo Scamarcio è palpabile soprattutto quando si sofferma sulla Jeep Cherokee Limited Edition, un esemplare del 1991 con un sei cilindri in linea e una dotazione capace di sorprendere all’epoca, a partire dai sedili regolabili elettricamente. Tra i modelli vintage Scamarcio ne ha uno in testa che descrive fin nei colori: Ferrari 348 Cabrio blu, interni in pelle color cacao, un desiderio ancora da realizzare, almeno stando alle vetture di cui ha parlato pubblicamente.
A condividere il garage con l’americana c’è una Fiat 500 del 1960, un esemplare probabilmente dal sapore speciale: la targa Bari. Scamarcio non ha fornito ulteriori dettagli sulla piccola italiana, limitandosi ad ammettere di possedere altre vetture.
Al volante della Lancia 037
Il rapporto con i motori è entrato direttamente nel suo lavoro grazie a Race for Glory: Audi vs Lancia, film dedicato alla sfida tra Lancia e Audi nel Mondiale Rally del 1983 in cui Scamarcio interpreta Cesare Fiorio e sul set ha avuto la possibilità di guidare la Lancia 037. L’esperienza gli ha permesso di scoprire una macchina parecchio diversa dalle vetture moderne, visto che cambio e frizione richiedevano forza, al contrario dello sterzo particolarmente sensibile, una prova che Scamarcio non si è lasciato sfuggire, salendo sulla 037 già al suo arrivo sul set.
Che mettersi al volante sia una delle sue passioni sembra comunicarlo anche una scelta: quella di viaggiare in auto fino a Budapest per girare Modigliani, le direttive di Johnny Depp. Alla comodità dell’aereo preferì la possibilità di macinare chilometri e fermarsi lungo il tragitto secondo le proprie esigenze.
La partecipazione al Festival di Venezia
Ma ora passiamo all’attualità perché oggi, 7 settembre, Riccardo Scamarcio ha partecipato alla Mostra del Cinema di Venezia con I figli della scimmia, opera prima di Tommaso Landucci presentata in concorso nella sezione Orizzonti, che vede l’attore interpretare Dario, oltre a contribuire come coproduttore attraverso Lebowski.
Persino nelle pieghe di questa storia, apparentemente così lontana dalle quattro ruote, si infilano i motori. Nel film Scamarcio guida una vecchia Sherco da trial tra i boschi piemontesi e ha preso alcune lezioni prima delle riprese, impartite dall’ex campione italiano Daniele Maurino. L’ultima uscita in moto gli ha però lasciato un ricordo meno cinematografico: terminate le scene, nel riportare la Sherco al punto di partenza si è bloccato con la schiena. Un piccolo conto presentato dai motori proprio quando il lavoro sembrava ormai concluso.