• 23 Ottobre 2026 10:43

Corriere NET

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Caro carburante, a Napoli divampano le proteste: strade paralizzate

Ott 23, 2026

Dopo giorni di contestazioni permangono disagi a macchia di leopardo nel capoluogo campano. Sono rimaste chiuse numerose stazioni di servizio per assenza di carburante e il diesel rimasto è venduto a cifre oltraggiose. Le poche pompe ancora aperte infatti sono state prese d’assalto e la Procura sta indagando su eventuali infiltrazioni mafiose.

Dopo una settimana caldissima, condita da scioperi e polemiche, vi sono ancora blocchi nei pressi degli svincoli autostradali e sui nodi strategici delle strade a scorrimento veloce della Campania. I punti nevralgici del dissenso contro i mancati interventi del Governo sono i caselli di Caianello sull’A1 Milano-Napoli, dove persistono i blocchi, e di Nocera-Pagani sull’A30, chiusi in entrambe le direzioni. Inoltre, all’ingresso della città è stato promosso dai manifestanti un blocco mobile di via Marina con ingorghi che hanno paralizzato il centro nelle ultime ore.

Scorte esaurite

I conducenti dei mezzi pesanti hanno avviato una marcia lenta su una delle vie d’accesso più importanti del capoluogo campano, causando disagi alla circolazione. In tutta la zona del porto, in particolare la Marina in direzione di via Argine, il blocco dei mezzi pesanti ha impedito di caricare il carburante nelle raffinerie diretto alle stazioni di servizio. Di conseguenza è esaurito e sono iniziati i furti di gasolio persino alle auto parcheggiate.

La Procura della Repubblica di Napoli sta già indagando su presunte pressioni da parte di elementi della criminalità organizzata denunciati da una minoranza di camionisti. La protesta degli autotrasportatori in diverse regioni del sud è rientrata, ma non in Campania dove i disagi stanno colpendo anche il settore alimentare. Le principali reti di distribuzione hanno iniziato a esaurire i beni di prima necessità, come il latte, mentre frutta e verdura sono diventati introvabili nei supermercati. L’emergenza principale è quella dei carburanti: i tir in sciopero stanno ancora bloccando l’uscita delle autocisterne dagli impianti di raffinazione di Napoli Est, e così il 95% delle pompe in regione è a secco.

Le voci della protesta

Sotto l’ombra del Vesuvio si teme per gli spostamenti di medici e ambulanze, così come per la raccolta dei rifiuti. Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha annunciato:

“Abbiamo problemi a garantire i servizi essenziali, non si deve far pagare ai cittadini il prezzo della protesta”.

Il traffico sta rendendo la vita impossibile ai lavoratori e per un rifornimento c’è chi è disposto a sborsare cifre insensate. Nei pochi distributori che ancora funzionano benzina e diesel sono schizzati a 4 euro al litro. La Guardia di finanza ha avviato delle indagini, ma i manifestanti hanno allontanato l’ipotesi di una pressione malavitosa.

“La camorra non c’entra, siamo delusi dalle risposte del Governo. Il decreto di oggi ripropone misure vecchie o già annunciate, senza intervenire sul cuore del problema: il prezzo dei carburanti. Vogliamo sapere quanto lo Stato sta incassando in più dall’Iva sui carburanti e dove finiranno quei soldi. Se non saranno utilizzati per ridurre il costo dei carburanti, allora il Governo dica chiaramente quale sarà la loro destinazione”.

Una parte dei manifestanti in Campania ha quindi bocciato il pacchetto di provvedimenti varato dal Governo e permangono dei disagi sulle strade. La prefettura dovrà valutare l’adozione di “misure alternative” per superare l’emergenza e procedere al rifornimento di tutti i punti di distribuzione dei carburanti.

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