Prima ha tentato di investire con la propria auto i calciatori della Berretti del Taranto, tutti fra i 17 e i 18 anni. Poi ha danneggiato la porta dello spogliatoio della squadra ospite con un bastone, prima di essere fermato dai dirigenti della propria squadra. Per questo il giudice sportivo della Lega Pro ha squalificato fino al 30 giugno 2018 Giuseppe De Biase, dirigente del Melfi, che fino ad allora non potrà neanche ricoprire cariche federali o rappresentare la società di appartenenza. Al Melfi anche un’ammenda di 2mila 500 euro.

Espulso per “condotta gravemente scorretta nei confronti di un calciatore della squadra avversaria”, si legge nel comunicato del giudice sportivo, a fine partita avrebbe provato a investire con la propria auto i calciatori della squadra avversaria, costringendoli a rifugiarsi negli spogliatoi. “Il medesimo usciva dalla propria auto brandendo una mazza in legno con la quale colpiva più volte la porta chiusa dello spogliatoio della squadra ospite, danneggiandola, e non riusciva nel proprio intento perché fermato da altri dirigenti della propria squadra”.

Il Melfi si è imposto per 1-0, conquistando i primi punti della stagione, mentre per il Taranto si è trattato del terzo ko. Proprio la tensione legata al risultato incerto aveva contribuito a infiammare gli animi nei minuti conclusivi della sfida. “Dopo il triplice fischio, visto il finale concitato – racconta Natale Iorio, responsabile del settore giovanile del Melfi – ho chiesto ai ragazzi di far rientrare prima gli ospiti negli spogliatoi, anche se la situazione sembrava tranquilla. Purtroppo il nostro dirigente è stato attaccato verbalmente da alcuni ragazzi del Taranto, ricevendo offese negli affetti che gli hanno rievocato un lutto recente. Siamo mortificati per l’accaduto, ma non è vero che ha provato a investire i loro ragazzi”.

“In realtà gli insulti sono partiti dal dirigente del Melfi – è la versione

di Marco Capone, responsabile del settore giovanile del Taranto – I nostri ragazzi hanno risposto per le rime: li abbiamo già redarguiti per questo. Ma nessuna offesa può giustificare una reazione del genere: è arrivato a dieci centimetri dallo spogliatoi con la sua macchina, poi ha colpito a più riprese la porta dello spogliatoio. Per fortuna il nostro mister l’ha chiusa non si è fatto male nessuno. Con il Melfi, comunque, i rapporti restano ottimi”.