• 16 Gennaio 2022 20:57

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Borse caute dopo la Bce, risale lo spread. Pil Usa in crescita del 2,1%

Lug 26, 2019

MILANO – Draghi non ha sorpreso il mercato, andando oltre le aspettative, e per questa ragione la reazione alla riunione della Bce di ieri è stata improntata alla debolezza. Si riassume così il ragionamento degli operatori al board di Francoforte che ha deciso di lasciare i tassi invariati aprendo però a futuri interventi e anche a una nuova edizione del Qe.

“C’erano tutte le premesse per superare le attese del mercato, ma tutti nel consiglio direttivo della Bce hanno deciso di attenervisi. Con i deboli dati della Germania di questa settimana e nessun aumento delle attese sull’inflazione, dovremmo tenerci pronti per un sostanzioso pacchetto di stimoli da parte dell’Eurotower durante il meeting di settembre. Solo un’anteprima di quanto ancora potrebbe essere messo in atto se gli obiettivi non dovessero essere raggiunti”, ha commentato ad esempio Nicholas Chatters di Kames Capital.

Oggi i mercati paiono muoversi sulla falsariga della vigilia, in attesa dei dati sul Pil americano che potranno dare ulteriori indicazioni alla Fed in vista della riunione della prossima settimana. Le Borse asiatiche hanno ripreso il filo dalla debolezza vista a Wall Street, dove gli indici hanno ritracciato dai recenti record: ieri sera il Dow ha perso lo 0,45% e il Nasdaq l’1%. Reazioni opposte ai conti di due colossi del web: Amazon ha deluso le attese, Google le ha battute.

L’euro apre poco mosso, sopra quota 1,11 dollari: passa di mano a 1,1145 dollari e 121,07 yen. Dollaro/yen fermo a 108,63. Lo spread è fermo poco sotto 190 punti base sugli schermi di Bloomberg, dopo la volatilità registrata durante la conferenza stampa di Draghi.

Tra le materie prime, il prezzo del petrolio è in rialzo. Sui mercati asiatici i future sul Light crude Wti avanza di 27 cent a 56,29 dollari e quelli sul Brent crescono di 19 cent a 63,58 dollari al barile.

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