• 14 Maggio 2021 9:47

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Bologna, foto blasfeme all’Arcigay: la Chiesa attacca i pm

Mar 4, 2017

BOLOGNA – L’Arcidiocesi di Bologna, guidata dal vescovo Matteo Zuppi, critica la Procura della Repubblica che ha chiesto l’archiviazione del fascicolo, a carico di ignoti, per le foto pubblicate due anni fa sulla pagina Facebook del Cassero (Il Cassero Lgbt center è sede del comitato provinciale Arcigay) e giudicate blasfeme da esponenti Forza Italia e Ncd, che avevano presentato denuncia. In particolare per una serie di foto – per promuovere una serata – che ritraevano tre uomini travestiti da Gesù e i due ladroni che mimavano pratiche sessuali, usando una croce.

ARCHIVIO Quando scoppiò il caso

“Lascia perplessi – spiega una nota che uscirà domani sul settimanale Bologna Sette, supplemento ad Avvenire – che la Procura arrivi a sostenere che l’offesa gratuita e vilipendiosa arrecata ai simboli della religione cristiana, nella quale si riconoscono milioni di cittadini (non solo i cattolici), perché di questo si tratta al di là di ogni dubbio, possa costituire l’oggetto del tutto lecito di un’associazione, per di più sostenuta con denaro pubblico”.

La Curia riporta quanto riferito da un quotidiano, secondo cui per il pm Morena Plazzi non sarebbe ravvisabile l’offesa alla religione “essendo le condotte stigmatizzate non rivolte a manifestare spregio e vilipendio del credo cristiano-cattolico quanto espressione, in forme certo criticabili per la qualità dei contenuti umoristico-satirici, delle istanze culturali e sociali promosse dall’associazione”, le cui iniziative “possono ben includere espressioni di satira nei confronti degli apparati e delle icone religiose senza per questo individuare in esse l’obiettivo di azioni denigratorie”.

Bologna, foto blasfeme all'Arcigay: la Chiesa attacca i pm

I protagonisti delle foto

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“Non entriamo nel merito della specifica imputazione penale”, rileva ancora l’Arcidiocesi, ma “viene da chiedersi cosa distingua una simile rappresentazione da un’azione

denigratoria: se al posto di Gesù e dei ladroni si fossero rappresentati dei giudici, in toga e tocco, o simboli della religione ebraica o islamica, sarebbe stata analoga la reazione della Procura? In realtà anche la satira, così utile quando stimola con intelligenza la riflessione, incontra dei limiti, che derivano dalla salvaguardia di un clima di pacifica convivenza fondata sul rispetto reciproco e sul buon gusto”.

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