AGI – “L’occasione per cambiare strutturalmente il calcio italiano c’è stata otto anni fa, ma è stata persa proprio con Malagò‘”. Così il presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, Angelo Binaghi, rispondendo a una domanda sulla Figc e sulla candidatura dell’ex presidente del CONI Giovanni Malagò indicato dalla Lega Serie A come candidato alla presidenza della federazione.
“Quando non si riusciva a eleggere il presidente della Federcalcio – ha aggiunto Binaghi – Malagò propose un commissariamento totale. Io intervenni dicendo che era sbagliato: serviva un commissariamento ad acta solo per modificare lo statuto, senza ingerenze nella gestione”. Una scelta che, secondo il numero uno del tennis italiano, avrebbe consentito “di cambiare radicalmente le regole del gioco e fare una vera rivoluzione“. “Si preferì invece andare avanti con un commissariamento a tutto tondo – ha aggiunto – nominando Roberto Fabbricini. Di fatto si rinunciò a quella spinta riformatrice e si scelse la gestione“.
Lo scetticismo di Binaghi sulle riforme
Sulle prospettive di rinnovamento del sistema calcio con un suo avvento in FIGC, Binaghi ha quindi espresso scetticismo: “Se mi si dice che le riforme le deve fare Malagò, un po’ mi viene da sorridere”. “È una persona molto capace ad attrarre consenso – ha precisato – è un campione nel gestire e distribuire potere. Ma fare le riforme è un’altra cosa: bisogna avere idee chiare, fare scelte anche impopolari. Malagò è una persona simpatica, ma le riforme le fanno gli antipatici”. “Serve il coraggio di intervenire per risollevare un sistema che è crollato e ritrovare le energie per tornare a essere il movimento leader nello sport italiano“, ha concluso.
Abodi, “il calcio deve cambiare registro”
“Il calcio deve cambiare registro, non basta cambiare presidente”. Così il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, a margine della conferenza stampa degli Internazionali d’Italia di tennis, tornando sul tema della governance del sistema calcistico. “Mi auguro che il calcio sappia non soltanto cambiare regime, ma cambiare registro – ha spiegato – perché negli ultimi undici anni, forse anche di più, questa svolta non si è determinata. Serve un progetto complessivo che parta dalla base“.
Infrastrutture e commissariamento Figc
Sul fronte delle infrastrutture, Abodi ha ribadito la linea del governo: “Abbiamo costruito una piattaforma commissariale per realizzare gli stadi necessari in vista del 2032. Il commissario deve poter guidare questo processo con omogeneità e in collaborazione con i territori. Si lavora per il bene comune“. Interpellato sulla proposta del presidente della Lazio Claudio Lotito di commissariare la Figc arrivata oggi in commissione Senato ha risposto: “Domandare è lecito. Quello che è stato proposto lo stiamo analizzando, ma io voglio soluzioni adesso e non vorrei strappi. Il commissariamento ha difficoltà oggettive – ha aggiunto – e bisogna capire se sia nelle disponibilità del governo o del Parlamento. Ogni proposta verrà valutata, ma ho una linea di comportamento chiara“.
Riforme e programmi, non solo persone
Quanto alle ipotesi di una nuova guida federale, come quella di Giancarlo Abete già stato in passato presidente e dimessosi nel 2014 dopo il fallimento del Mondiale in Brasile, Abodi ha spostato l’attenzione sui contenuti: “Le riforme non passano necessariamente da una persona. Abete è una figura di esperienza, un servitore dello sport, ma il tema non è questo. Avrei preferito partire dai programmi – ha concluso – e soprattutto dal rispetto degli impegni: troppo spesso le promesse fatte prima delle elezioni vengono dimenticate dopo”.
AGI – “L’occasione per cambiare strutturalmente il calcio italiano c’è stata otto anni fa, ma è stata persa proprio con Malagò'”. Così il presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, Angelo Binaghi, rispondendo a una domanda sulla Figc e sulla candidatura dell’ex presidente del CONI Giovanni Malagò indicato dalla Lega Serie A come candidato alla presidenza della federazione.
“Quando non si riusciva a eleggere il presidente della Federcalcio – ha aggiunto Binaghi – Malagò propose un commissariamento totale. Io intervenni dicendo che era sbagliato: serviva un commissariamento ad acta solo per modificare lo statuto, senza ingerenze nella gestione”. Una scelta che, secondo il numero uno del tennis italiano, avrebbe consentito “di cambiare radicalmente le regole del gioco e fare una vera rivoluzione”. “Si preferì invece andare avanti con un commissariamento a tutto tondo – ha aggiunto – nominando Roberto Fabbricini. Di fatto si rinunciò a quella spinta riformatrice e si scelse la gestione”.
Lo scetticismo di Binaghi sulle riforme
Sulle prospettive di rinnovamento del sistema calcio con un suo avvento in FIGC, Binaghi ha quindi espresso scetticismo: “Se mi si dice che le riforme le deve fare Malagò, un po’ mi viene da sorridere”. “È una persona molto capace ad attrarre consenso – ha precisato – è un campione nel gestire e distribuire potere. Ma fare le riforme è un’altra cosa: bisogna avere idee chiare, fare scelte anche impopolari. Malagò è una persona simpatica, ma le riforme le fanno gli antipatici”. “Serve il coraggio di intervenire per risollevare un sistema che è crollato e ritrovare le energie per tornare a essere il movimento leader nello sport italiano”, ha concluso.
Abodi, “il calcio deve cambiare registro”
“Il calcio deve cambiare registro, non basta cambiare presidente”. Così il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, a margine della conferenza stampa degli Internazionali d’Italia di tennis, tornando sul tema della governance del sistema calcistico. “Mi auguro che il calcio sappia non soltanto cambiare regime, ma cambiare registro – ha spiegato – perché negli ultimi undici anni, forse anche di più, questa svolta non si è determinata. Serve un progetto complessivo che parta dalla base”.
Infrastrutture e commissariamento Figc
Sul fronte delle infrastrutture, Abodi ha ribadito la linea del governo: “Abbiamo costruito una piattaforma commissariale per realizzare gli stadi necessari in vista del 2032. Il commissario deve poter guidare questo processo con omogeneità e in collaborazione con i territori. Si lavora per il bene comune”. Interpellato sulla proposta del presidente della Lazio Claudio Lotito di commissariare la Figc arrivata oggi in commissione Senato ha risposto: “Domandare è lecito. Quello che è stato proposto lo stiamo analizzando, ma io voglio soluzioni adesso e non vorrei strappi. Il commissariamento ha difficoltà oggettive – ha aggiunto – e bisogna capire se sia nelle disponibilità del governo o del Parlamento. Ogni proposta verrà valutata, ma ho una linea di comportamento chiara”.
Riforme e programmi, non solo persone
Quanto alle ipotesi di una nuova guida federale, come quella di Giancarlo Abete già stato in passato presidente e dimessosi nel 2014 dopo il fallimento del Mondiale in Brasile, Abodi ha spostato l’attenzione sui contenuti: “Le riforme non passano necessariamente da una persona. Abete è una figura di esperienza, un servitore dello sport, ma il tema non è questo. Avrei preferito partire dai programmi – ha concluso – e soprattutto dal rispetto degli impegni: troppo spesso le promesse fatte prima delle elezioni vengono dimenticate dopo”.