Che sia lo smartphone l’automobile vogliamo sempre la stessa cosa: una batteria che si ricarichi in fretta che non sia da buttare dopo 2-3 anni – oltre che un’autonomia sempre maggiore naturalmente. Al momento i tempi di ricarica sono ragionevoli, grazie in particolare a tecnologia come Quick Charge di Qualcomm o equivalenti di altre marche.

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Siamo ancora lontani dalla situazione ideale e sono tanti gli scienziati che nel mondo stanno cercando il Santo Graal delle batterie. Come i ricercatori della University of Central Florida (UFC), che hanno lavorato proprio su longevità e ricarica rapida. Dopotutto c’è il potenziale per fare una vera e propria rivoluzione, nonché profitti altissimi, quindi vale la pena di lavorarci almeno un po’.

In particolare gli scienziati dell’ateneo statunitense hanno creato dei supercondensatori che si accumulano molta energia molto in fretta, per poi rilasciarla quando serve come le normali batteria. È stato possibile usando materiali 2D (come il grafene).

Si tratta in particolare di transition-metal dichalcogenides (TMD) che permettono prestazioni elettrochimiche senza precedenti. Ma resistono a pochi cicli di carica/scarica, un problema che in questo caso è stato risolto grazie a nanofili 1D (detti monodimensionali) che offrono la stabilità strutturale necessaria.

Nei primi test è stato possibile creare una batteria che si carica in pochi secondi e può affrontare 30.000 cicli di ricarica, molti di più rispetto a quanto offrano le attuali Li-On. Siamo tuttavia ancora lontani da una vera e propria versione commerciale.