Il sorpasso di un ciclista è la manovra più delicata della convivenza tra auto e bici sulla stessa strada. Il tema è diventato più centrale dopo l’aggiornamento del Codice della Strada. Dal 14 dicembre 2024, con l’entrata in vigore della legge 177 del 25 novembre 2024, l’articolo 148 prevede che il sorpasso dei velocipedi da parte dei veicoli a motore vada effettuato con un distanziamento laterale di 1,5 metri, tenendo conto della velocità, dell’ingombro del veicolo e della minore stabilità della bicicletta.
Perché il sorpasso ravvicinato è così pericoloso
Anche un passaggio troppo vicino dell’auto può spaventare e costringere chi pedala a una correzione improvvisa. La London Cycling Campaign ha raccolto alcuni dati interessanti sul cosiddetto “close passing”. Su circa 3.000 ciclisti intervistati, il 23% ha dichiarato di subire almeno un sorpasso ravvicinato ogni volta che usa la bici, mentre un altro 45% ha riferito che l’episodio si verifica ancora più spesso. In pratica due ciclisti su tre vivono regolarmente il problema.
Il sondaggio britannico fotografa un rischio comune a tutte le città dove auto e bici condividono la carreggiata. La stessa ricerca ha rilevato che il sorpasso ravvicinato modifica i comportamenti dei ciclisti: il 50% tende a pedalare più al centro della corsia, il 32% cambia i percorsi abituali e il 22% evita le strade trafficate.
L’articolo 148 del Codice della Strada disciplina il sorpasso e stabilisce le condizioni generali della manovra. Prima di superare un altro veicolo, il conducente deve accertarsi che la visibilità sia sufficiente, che la carreggiata sia libera per uno spazio adeguato, che nessun altro abbia già iniziato un sorpasso e che la manovra possa essere completata senza pericolo.
Il sorpasso dei velocipedi da parte dei veicoli a motore deve avvenire con adeguato distanziamento laterale in funzione della velocità e dell’ingombro del veicolo. La norma richiama anche la ridotta stabilità delle biciclette e indica, dove la strada lo consente, la distanza di sicurezza di almeno 1,5 metri.
La distanza deve aumentare quando cresce la velocità. Più un veicolo è grande, più lo spazio laterale deve essere generoso. Un furgone, un suv alto, un autobus o un mezzo pesante generano una presenza fisica e aerodinamica differente da quella di una piccola utilitaria.
Come si sorpassa un ciclista
La prima cosa da fare è rallentare. Arrivare alle spalle di una bici a velocità elevata e poi scartare all’ultimo momento è un comportamento aggressivo, anche quando non c’è intenzione di spaventare. Ridurre la velocità consente di valutare la strada, il traffico opposto, la presenza di incroci e la posizione del ciclista.
Il secondo passaggio è guardare avanti e non solo la bici. Bisogna verificare se arrivano veicoli in senso contrario, se la strada si restringe, se ci sono curve, dossi, attraversamenti pedonali, rotonde, auto parcheggiate o lavori in corso. Un sorpasso sicuro si prepara prima, non si improvvisa quando il cofano è già a ridosso della ruota posteriore.
Il terzo passaggio è usare l’indicatore di direzione quando serve spostarsi lateralmente. Molti automobilisti evitano la freccia perché considerano la bicicletta un mezzo minore, ma il sorpasso resta un sorpasso. Segnalare la manovra aiuta gli altri utenti della strada a capire che l’auto si sposterà.
Il quarto passaggio è allargarsi. Non basta spostarsi di qualche centimetro dentro la stessa corsia se il ciclista resta vicino alla fiancata. Quando lo spazio non consente di mantenere una distanza adeguata, bisogna attendere. Se serve occupare parte della corsia opposta, la manovra è possibile solo quando non arrivano veicoli e quando la segnaletica lo consente.
Il quinto passaggio è rientrare senza tagliare la strada. Superare la bici e poi rientrare immediatamente davanti al ciclista è un errore pericoloso. Il rientro deve avvenire solo dopo aver lasciato spazio anche longitudinalmente senza chiudere la traiettoria del mezzo appena superato.
Quando non bisogna sorpassare
Ci sono situazioni in cui il sorpasso va evitato anche se il ciclista procede con lentezza. La prima è la curva senza visibilità. Se non si vede chi arriva dall’altra parte, non si può invadere la corsia opposta. Lo stesso vale sui dossi, nei tratti con visibilità ridotta e in prossimità di restringimenti.
Il sorpasso è rischioso anche vicino agli incroci. Un ciclista può dover proseguire diritto, svoltare, evitare un veicolo che esce da una laterale o gestire un attraversamento. Il sorpasso proprio in quel punto aumenta la possibilità di traiettorie incrociate e incomprensioni.
Le auto parcheggiate sono un altro elemento critico. Il ciclista può tenersi più al centro della corsia per evitare il cosiddetto dooring cioè l’apertura improvvisa di una portiera.
Anche le rotonde meritano attenzione. Sorpassare una bici dentro o subito prima di una rotatoria è quasi sempre una pessima idea. Le Lo spazio è limitato e il rischio di chiudere il ciclista in uscita è alto. In questi casi conviene restare dietro e superare solo dopo, quando la strada torna più leggibile.
Perché alcuni ciclisti stanno al centro della corsia
Molti automobilisti si innervosiscono quando vedono un ciclista pedalare lontano dal margine destro. In realtà, quella posizione può avere una spiegazione precisa. Il bordo strada è spesso pieno di buche, tombini, detriti, ghiaia, caditoie, auto in sosta, radici, pozzanghere o ostacoli che chi guida un’auto non percepisce.
Stare troppo a destra può essere più pericoloso che occupare una posizione più visibile. Se il ciclista si schiaccia contro il margine, invita di fatto gli automobilisti a tentare un sorpasso anche quando lo spazio non c’è. Se si posiziona più al centro in una strada stretta, costringe chi arriva da dietro ad attendere il momento giusto per superare.
Naturalmente anche chi va in bici deve rispettare le regole. Deve procedere in modo prevedibile, evitare movimenti improvvisi, segnalare le svolte quando possibile, usare luci e dispositivi previsti e non creare intralcio volontario. Ma l’obbligo di prudenza dell’automobilista resta pieno, perché il veicolo a motore è quello che può generare il danno maggiore.