Rosso, giallo e blu. Nel 1951 guardavi la griglia e capivi in un istante quale delle tre Aston Martin DB2 avevi davanti, e 75 anni dopo qualcuno si è ricordato di quel dettaglio. Alla Monterey Car Week sono arrivate tre DB12 S preparate da Q by Aston Martin, ciascuna con uno dei colori utilizzati all’epoca. Il motivo va cercato nella storia delle corse della Casa inglese e nelle tre vetture conosciute attraverso le targhe VMF 63, VMF 64 e VMF 65.
Le loro vite erano cominciate un anno prima. Aston Martin aveva costruito le tre DB2 nel 1950 determinata a correre la 24 Ore di Le Mans, ma dopo gli esemplari non smisero di correre: furono di nuovo portati in gara e finirono anche nelle mani di piloti privati. Una di loro corse anche a Pebble Beach nel 1951, quando da queste parti non c’era soltanto il Concours d’Elegance e le auto si sfidavano sul circuito stradale ricavato tra le strade della zona.
Le DB12 S recuperano i colori delle antenate
Le vetture erano targate VMF 63, VMF 64 e VMF 65, anche se in pista bastava guardare la griglia: rossa sulla 63, gialla sulla 64 e blu sulla 65. Settantacinque anni dopo gli stessi colori sono finiti sulle nuove DB12 S, nelle tonalità Rosso Red, Speed Yellow ed Ellwood Blue. Il resto della carrozzeria rimane sempre e solo Carbon Black. Sui parafanghi anteriori trova posto anche il numero 75 scelto per l’anniversario di Pebble Beach, mentre le minigonne laterali sono in fibra di carbonio con alcuni dettagli verniciati.
Al posteriore, l’Aeroblade è stato modificato e compare un riferimento grafico alla DB2. Più che ricostruire una livrea del 1951, insomma, Aston Martin ha pescato alcuni particolari dalle tre antenate e li ha sparsi sulle nuove coupé. La stessa logica prosegue negli interni, dove le cuciture cambiano colore da una DB12 S all’altra e sui sedili anteriori è stata ricamata la sagoma della DB2. Il numero 75 torna nell’abitacolo insieme ad altri interventi di Q, compreso il colore dato al comando per accendere il motore e alle estremità dei paddle del cambio.
Il passato si ferma davanti al V8 da 700 CV
Sotto la carrozzeria il viaggio nel passato si interrompe. La base rimane quella della DB12 S: davanti lavora il V8 biturbo da 4 litri portato a 700 CV e 800 Nm di coppia, che spingono la coupé da 0 a 100 km/h in 3,5 secondi e fino a 325 km/h. Rispetto alla DB12, la versione S ha ricevuto poi un assetto rivisto, modifiche allo sterzo e un impianto frenante carboceramico di serie.
Le tre VMF non saranno comunque le uniche Aston Martin da cercare durante la settimana californiana. A Monterey è arrivata anche la Vanquish 25 Special Edition, preparata per i 25 anni dalla prima V12 Vanquish, insieme a Valhalla, Vantage S e DBX S. Tra tante novità troverà posto pure una DB2 originale, riportando sul prato una delle sportive da cui questa operazione ha preso forma settantacinque anni dopo, e il programma della 75ª edizione dedica una categoria alle sportive dei primi anni Cinquanta, un’occasione piuttosto comoda per mettere una delle vecchie DB2 accanto alle tre DB12 S appena realizzate.