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Apple, cinque anni senza Steve Jobs: una rivoluzione tradita – Today

Ott 3, 2016
Approfondimenti

Apple il 5 ottobre 2011 perdeva Steve Jobs: cinque anni dopo, senza le intuizioni del suo genio visionario la crescita della casa di Cupertino sta rallentando. Benché Apple sia ad oggi la più grande società al mondo per valore di mercato, ma anche per influenza, secondo diversi osservatori la “Mela” non è più quella di una volta.

Da quando un tumore al pancreas ha portata via Steve Jobs, il suo ricordo viaggia sui social network, diventando protagonista di libri e film: il suo discorso ai neolaureati dell’Università di Stanford con la celebre frase “Siate affamati, siate folli” viene ripetuto come un mantra. Ma, alla stesso tempo, iPhone e iPad vanno incontro alla progressiva saturazione del mercato, così come l’Apple Watch non è diventato un prodotto di grande successo. Manca il colpo di genio nel pensare prodotti precursori di consumi e tendenze, seguendo l’eredità di colui che ha stravolto il mondo della tecnologia, ideando oggetti che hanno cambiato la vita a più di una generazione.

Dal Macintosh (il primo personal computer con il mouse) passando per iPod e iTunes Store, che hanno modificato radicalmente il modo di acquistare la musica, fino all’iPad e soprattutto all’iPhone, su cui Jobs ha sostituito i pulsanti con il touchscreen dando vita ad una vera una rivoluzione.

Il successore di Steve Jobs, Tim Cook, ha mantenuto l’utile netto della casa hi-tech californiana alla quota di 53 miliardi di dollari, superiore a quello combinato di Facebook, Amazon e Microsoft. Apple, però, cerca ancora di inventare futuro, ma forse un po’ troppo poco, osservano i più critici.

“Ci sono tante cose che possono cambiare all’interno di Apple – ha detto proprio Cook ricordando il suo predecessore – ma non cambierà mai la nostra visione”. La sfida di Cook oggi è quella di proteggere sempre di più e meglio la privacy dei propri utenti, cercando di aprire nuovi orizzonti nel campo dei prodotti social, ma la compagnia si trova a preparare il ricordo per i cinque anni dalla morte del suo fondatore con forti preoccupazioni per il futuro.

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