• 15 Agosto 2026 21:02

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Stano e Fiorini: chi sono le nuove stelle della marcia

Ago 15, 2026

AGI – Santa marcia. La marcia, cassaforte di medaglie dello sport italiano da oltre un secolo, ha colpito ancora. Eccome se ha colpito. Lo ha fatto con Massimo Stano e Sofia Fiorini, il primo ormai ‘mito’ della new generation, la seconda il nuovo che non solo cresce ma già si afferma. La mattinata di Ferragosto del 2026 è già entrata nei libri della storia sia dell’atletica azzurra che del Coni, da sempre attento osservatore dei risultati delle atlete e atleti italiani che poi, ogni quattro anni, selezione per il grande evento olimpico. La marcia, la specialità del ‘tacco punta’, bistrattata a livello mondiale con continui cambiamenti di distanze – forse adesso ha trovato un po’ di pace con la mezza maratona e la maratona – entrate e soprattutto uscite dai programmi delle Olimpiadi e dei Campionati mondiali (dalle indoor è uscita ormai tanti anni fa), per l’Italia resta fucina di medaglie.

I nomi noti

Le donne

I nomi dei grandi marciatori italiani sono tanti. Partendo dalle donne, Ileana Salvador, Annarita Sidoti, Erica Alfridi, Betty Perrone, Elisa Rigaudo e più recentemente Antonella Palmisano. I maschi davvero tanti, Ferdinando Altimani, Ugo Frigerio, Pino Dordoni, Abdon Pamich, Maurizio Damilano, Giovanni De Benedicts, Michele Didoni, Ivano Brugnetti e Alex Schwazer. Quest’ultimo, quarantenne, è ancora alle prese con questioni di doping. L’Italia della marcia agli Europei ha vinto nove volte, cinque al maschile e quattro al femminile.

Gli uomini

Tra gli uomini prima di Stano vanno annoverati gli ori nella mitica 50 chilometri di ‘Pino’ Dordoni a Bruxelles nel 1950, dell’esule fiumano Pamich nel 1962 a Belgrado e 1966 a Budapest, nella 20 km di Schwazer a Barcellona 2010, e nella maratona di Stano a Birmingham 2026. Tra le donne due volte Sidoti, a Spalato ’90 e Budapest ’98 nella 10 km, Palmisano nella 20 km a Roma 2024, e ora Fiorini nella maratona. In una sola mattina sono state cinque le medaglie, in quattro gare, conquistate da azzurre e azzurri. Massimo Stano ha vinto la maratona di marcia ed è entrato nella storia. Il marciatore pugliese, che pochi metri prima dell’arrivo si è fatto passare il cappello di ‘One Piece’, il suo amato manga giapponese, ha completato la raccolta di ori, il ‘triplete’: olimpico (20 km a Tokyo 2020), mondiale (35 km a Eugene 2022) e ora europeo. Al termine oro e record europeo, 2 ore 56’49. Una favola. 

Massino Stano

“Finalmente, questo oro me lo meritavo e sono strafelice per un crono inaspettato su un percorso veramente impegnativo – ha raccontato Stano, assente a Roma 2024 per infortunio e quarto a Berlino 2018 di appena un secondo – a 34 anni è il caso di dire ‘old but gold’ (vecchio ma d’oro, ndr). La stagione non è stata facile, ho avuto vari fastidi e sono stato molto conservativo per arrivare qui nel miglior modo possibile. Penso di aver fatto un ottimo lavoro, in gara ho gestito le energie grazie alla mia esperienza. Più si vince, più gli altri azzurri vogliono vincere e questo aiuta il movimento della marcia ma sono contento in generale di tutta la squadra italiana dell’atletica: non c’è neanche bisogno di parlare tra noi, parlano i fatti”.

Stella Fiorini

Poi una rivelazione da parte dell’allievo di Patrizio Parcesepe, tesserato per le Fiamme Oro: “Sono onesto, ieri sera non ho guardato la gara di Gimbo Tamberi perchè avevo bisogno di dormire, ma quando mi sono svegliato e ho visto che aveva vinto l’oro mi ha dato una carica incredibile come a Tokyo e poi sul percorso c’era mia moglie con i bambini che iniziano a capire quello che succede, mi davano il cinque”. Su Victoria Square nel centro di Birmingham è nata una stella Sofia Fiorini, senza dubbio la rivelazione dell’atletica italiana del 2026. La marciatrice toscana è stata autrice di una marcia trionfale conclusa con il record del mondo di 3 ore 15’11.

“Mi sono fatta il regalo di compleanno in anticipo di quattro giorni visto che sono nata il 19 agosto – ha ammesso Sofia, atleta della Libertas Unicusano Livorno – le avversarie per fortuna hanno impostato il ritmo che mi ero prefissata con il coach Alessandro Gandellini, è stata quasi una tavola apparecchiata. La maratona richiede un po’ di attesa anche se non è una mia dote e ho aspettato fino al 28esimo chilometro”. Infine, un’ammissione: “Il primo pensiero va alle persone che due mesi fa, quando avevo detto che il mio obiettivo per questa gara era fare il record del mondo, mi hanno preso per pazza perchè a un Europeo si deve puntare alla posizione”.

A completare l’ottimo risultato della marcia italiana, gli argenti di Alexandrina Mihai e Francesco Fortunato nella mezza maratona, e il bronzo di Andrea Cosi sempre nella distanza più corta che sarà anche l’unica che è stata inserita nel programma delle Olimpiadi di Los Angeles 2028. La marcia italiana è già in ‘marcia’ verso nuovi trionfi sperando che la federazione internazionale, World Athletics, non abbia in mente ulteriori ‘novità’: il presidente federale Stefano Mei è stato chiaro, “la marcia merita un rispetto maggiore”.

AGI – Santa marcia. La marcia, cassaforte di medaglie dello sport italiano da oltre un secolo, ha colpito ancora. Eccome se ha colpito. Lo ha fatto con Massimo Stano e Sofia Fiorini, il primo ormai ‘mito’ della new generation, la seconda il nuovo che non solo cresce ma già si afferma. La mattinata di Ferragosto del 2026 è già entrata nei libri della storia sia dell’atletica azzurra che del Coni, da sempre attento osservatore dei risultati delle atlete e atleti italiani che poi, ogni quattro anni, selezione per il grande evento olimpico. La marcia, la specialità del ‘tacco punta’, bistrattata a livello mondiale con continui cambiamenti di distanze – forse adesso ha trovato un po’ di pace con la mezza maratona e la maratona – entrate e soprattutto uscite dai programmi delle Olimpiadi e dei Campionati mondiali (dalle indoor è uscita ormai tanti anni fa), per l’Italia resta fucina di medaglie.
I nomi noti
Le donne
I nomi dei grandi marciatori italiani sono tanti. Partendo dalle donne, Ileana Salvador, Annarita Sidoti, Erica Alfridi, Betty Perrone, Elisa Rigaudo e più recentemente Antonella Palmisano. I maschi davvero tanti, Ferdinando Altimani, Ugo Frigerio, Pino Dordoni, Abdon Pamich, Maurizio Damilano, Giovanni De Benedicts, Michele Didoni, Ivano Brugnetti e Alex Schwazer. Quest’ultimo, quarantenne, è ancora alle prese con questioni di doping. L’Italia della marcia agli Europei ha vinto nove volte, cinque al maschile e quattro al femminile.
Gli uomini
Tra gli uomini prima di Stano vanno annoverati gli ori nella mitica 50 chilometri di ‘Pino’ Dordoni a Bruxelles nel 1950, dell’esule fiumano Pamich nel 1962 a Belgrado e 1966 a Budapest, nella 20 km di Schwazer a Barcellona 2010, e nella maratona di Stano a Birmingham 2026. Tra le donne due volte Sidoti, a Spalato ’90 e Budapest ’98 nella 10 km, Palmisano nella 20 km a Roma 2024, e ora Fiorini nella maratona. In una sola mattina sono state cinque le medaglie, in quattro gare, conquistate da azzurre e azzurri. Massimo Stano ha vinto la maratona di marcia ed è entrato nella storia. Il marciatore pugliese, che pochi metri prima dell’arrivo si è fatto passare il cappello di ‘One Piece’, il suo amato manga giapponese, ha completato la raccolta di ori, il ‘triplete’: olimpico (20 km a Tokyo 2020), mondiale (35 km a Eugene 2022) e ora europeo. Al termine oro e record europeo, 2 ore 56’49. Una favola. 
Massino Stano
“Finalmente, questo oro me lo meritavo e sono strafelice per un crono inaspettato su un percorso veramente impegnativo – ha raccontato Stano, assente a Roma 2024 per infortunio e quarto a Berlino 2018 di appena un secondo – a 34 anni è il caso di dire ‘old but gold’ (vecchio ma d’oro, ndr). La stagione non è stata facile, ho avuto vari fastidi e sono stato molto conservativo per arrivare qui nel miglior modo possibile. Penso di aver fatto un ottimo lavoro, in gara ho gestito le energie grazie alla mia esperienza. Più si vince, più gli altri azzurri vogliono vincere e questo aiuta il movimento della marcia ma sono contento in generale di tutta la squadra italiana dell’atletica: non c’è neanche bisogno di parlare tra noi, parlano i fatti”.
Stella Fiorini
Poi una rivelazione da parte dell’allievo di Patrizio Parcesepe, tesserato per le Fiamme Oro: “Sono onesto, ieri sera non ho guardato la gara di Gimbo Tamberi perchè avevo bisogno di dormire, ma quando mi sono svegliato e ho visto che aveva vinto l’oro mi ha dato una carica incredibile come a Tokyo e poi sul percorso c’era mia moglie con i bambini che iniziano a capire quello che succede, mi davano il cinque”. Su Victoria Square nel centro di Birmingham è nata una stella Sofia Fiorini, senza dubbio la rivelazione dell’atletica italiana del 2026. La marciatrice toscana è stata autrice di una marcia trionfale conclusa con il record del mondo di 3 ore 15’11.
“Mi sono fatta il regalo di compleanno in anticipo di quattro giorni visto che sono nata il 19 agosto – ha ammesso Sofia, atleta della Libertas Unicusano Livorno – le avversarie per fortuna hanno impostato il ritmo che mi ero prefissata con il coach Alessandro Gandellini, è stata quasi una tavola apparecchiata. La maratona richiede un po’ di attesa anche se non è una mia dote e ho aspettato fino al 28esimo chilometro”. Infine, un’ammissione: “Il primo pensiero va alle persone che due mesi fa, quando avevo detto che il mio obiettivo per questa gara era fare il record del mondo, mi hanno preso per pazza perchè a un Europeo si deve puntare alla posizione”.
A completare l’ottimo risultato della marcia italiana, gli argenti di Alexandrina Mihai e Francesco Fortunato nella mezza maratona, e il bronzo di Andrea Cosi sempre nella distanza più corta che sarà anche l’unica che è stata inserita nel programma delle Olimpiadi di Los Angeles 2028. La marcia italiana è già in ‘marcia’ verso nuovi trionfi sperando che la federazione internazionale, World Athletics, non abbia in mente ulteriori ‘novità’: il presidente federale Stefano Mei è stato chiaro, “la marcia merita un rispetto maggiore”.

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