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Alessia Pifferi in aula: “Ho lasciato sola mia figlia per paura del mio compagno”

Set 19, 2023

AGI – “Le chiedo gentilmente di non sgridarmi. Io pensavo che il latte nel biberon che le avevo lasciato in casa bastasse”. L’ha dichiarato Alessia Pifferi, in corte d’assise a Milano, dov’è imputata per omicidio con l’accusa di aver lasciato morire di stenti, nel luglio 2022, la figlia Diana, di un anno e mezzo. Così l’imputata ha risposto alla domanda del pm Francesco de Tommasi che le chiedeva se fosse a conoscenza delle conseguenze del digiuno prolungato. “Ho trovato mia figlia nel lettino. Era mattina, ma non ricordo l’ora. Sono andata subito da mia figlia, l’ho accarezzata e ho capito che non si muoveva perchè non giocava come le altre volte”. Diana “non era fredda, ho tentato di rianimarla, le ho fatto il massaggio cardiaco, la portai in bagno per bagnarle piedini, manine, viso e testina per cercare di farla riprendere. Il pannolino era sul letto”, ha raccontato Pifferi.

“Andai dalla mia vicina di casa, ma non c’era nessuno nel cortile e allora andai di fronte a casa mia. Le dissi che avevo bisogno di aiuto. Vide subito la bambina, andai in panico, tremai, mi misi a piangere. Chiamai il 118 e D’Ambrosio, ma lui non venne”, ha aggiunto la donna con riferimento all’uomo che frequentava all’epoca. “Avevo detto alla mia vicina di aver lasciato Diana con una baby sitter perchè ero sotto choc. Andai nel panico“.

“Andavo da lui il fine settimana. Le prime volte la portavo, mentre altre volte la lasciavo a questa amica che non si trova. L’ho lasciata da sola pochissime volte. L’indomani tornavo a casa, di solito”, ha detto Pifferi. “Pensavo che il latte le bastasse. La lasciavo sola nel lettino, in un lettino da campeggio, ha spiegato, con riferimento a quando usciva di casa per andare dal compagno. Secondo al donna, la bambina “non era in grado di uscire da sola dal lettino, ha aggiunto. “Quando tornavo era tranquilla, la cambiavo, le davo la pappa, era tranquilla. Le cambiavo anche il pannolino sporco di urina”. Pifferi, 38 anni, è accusata di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione.

“Quello che so per certo e è che io non ho mai dato gocce o tranquillanti a mia figlia“, ha dichiarato la donna. L’uomo che frequentava all’epoca – ha riferito Pifferi – “ha provato un paio di volte a mettermelo nel bicchiere, ma io non ho mai preso tranquillanti. Non me ho mai avuto bisogno”. Il tranquillante “l’ha portato lui perchè l’usava per dormire”.

“Eravamo molto legate, veniva anche in bagno con me, non mi staccavo mai da mia figlia. Io cominciai a lasciarla da sola perchè il signor d’Ambrosio mi aveva detto di lasciarla a casa da sola per andare a fare la spesa”. Lo ha detto Alessia Pifferi in corte d’assise a Milano, dov’è imputata per omicidio con l’accusa di aver lasciato morire di stenti, nel luglio 2022, la figlia Diana, di un anno e mezzo. “E’ successo due-tre volte che lui mi disse di lasciarla da sola a Leffe per andare a fare la spesa”.

Avevo paura di parlare e non dissi niente e lui mi riportò a casa sua. Per questa ragione non sono tornata a casa da Diana”. “Io – ha aggiunto – mi preoccupavo di mia figlia ma “purtroppo avendo paura delle reazioni del signor D’Ambrosio avevo paura di parlare con lui”, ha dichiarato l’imputata, a proposito dell’uomo che frequentava all’epoca e che era andata a trovare lasciando sola in casa la piccola. “Era parecchio aggressivo verbalmente; una volta ha anche cercato di sbattermi contro a un vetro in una discussione. Mi preoccupavo per mia figlia” ma “al tempo stesso avevo paura di chiedere di portarmi a casa”. 

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