• 4 Novembre 2026 3:35

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La famiglia Maserati mostra un modello unico di Ghibli SS Coupé del 1970

Nov 3, 2026

Per celebrare il sessantesimo anniversario del suo debutto, il Tridente ha scelto di raccontare la Maserati Ghibli attraverso un esemplare che più di altri riesce a raccontare il legame tra questa vettura e la storia Maserati: una Ghibli SS Coupé del 1970 custodita proprio dalla famiglia Maserati e oggi certificata dal programma Maserati Classiche.

Proprio oggi 3 novembre, di 60 anni fa, la Ghibli si mostrava per la prima volta al pubblico del Salone dell’Automobile di Torino.

Un’icona nata nel 1966

Quando la Ghibli debuttò a Torino, l’industria automobilistica italiana viveva un periodo di straordinaria creatività, e la coupé di Modena riuscì a distinguersi subito. Il nome, come da tradizione della Casa, arrivava dal vento: il ghibli è quello caldo e secco che soffia dal deserto nordafricano, e si aggiungeva all’elenco dei modelli battezzati con i venti. Sotto le linee scolpite c’era una meccanica di derivazione sportiva, pensata per garantire prestazioni importanti senza rinunciare al piacere di guida e ai lunghi viaggi. La lubrificazione a carter secco permetteva di montare il V8 in posizione molto bassa, un dettaglio tecnico che contribuiva alle proporzioni slanciate della carrozzeria.

Il successo fu immediato. Dopo il debutto commerciale del 1967, la fama della coupé superò presto i confini italiani, tanto che Henry Ford II, colpito dalla sua bellezza, ne acquistò un esemplare e lo fece esporre al Centro Stile Ford di Detroit, perché i suoi designer potessero trarne ispirazione. Un esempio evidente della capacità di creare eccellenze a quattro ruote dell’industria italiana di quel tempo.

Design Giugiaro

La firma sulla carrozzeria è quella di Giorgetto Giugiaro, all’epoca al lavoro per la Carrozzeria Ghia. Il giovane designer disegnò una coupé dalla personalità inconfondibile: cofano lungo e ribassato, frontale affilato con fari a scomparsa, coda fastback essenziale ed elegante.

I volumi erano armonizzati con una precisione quasi scultorea, e il risultato esprimeva una sportività sofisticata, lontana dagli eccessi, destinata a diventare un riferimento per il design automobilistico. Le proporzioni audaci e le linee basse e filanti convincevano al primo sguardo, e a sessant’anni di distanza continuano a farlo.

Ufficio Stampa MaseratiMaserati Ghibli, 60 anni di storia: il gioiello di famiglia

La rara versione Spyder

Nel 1969 la famiglia si allargò con una variante scoperta, la Spyder, disponibile anche con hard-top. Un modello ancora oggi molto ambito dai collezionisti.

L’anno successivo sia la Coupé sia la Spyder accolsero il più potente V8 da 4,9 litri, dando vita alla versione SS, quella destinata a entrare nei sogni degli appassionati. Per le celebrazioni di Modena non mancherà una rara Ghibli Spyder appartenente alla Collezione Umberto Panini, esposta grazie al contributo del Maserati Owners Club Italia.

Esemplare custodito dalla famiglia Maserati

Questa Ghibli SS Coupé è stata prodotta il 25 novembre 1970 e destinata al mercato italiano. La carrozzeria Ghia è in configurazione 2+2 posti, oggi verniciata in Giallo Fly, mentre in origine era Oro Longchamps, e si accompagna agli interni originali in pelle nera.

Sotto il lungo cofano batte un V8 da 4,9 litri e 335 CV, alimentato a carburatori e abbinato a un cambio manuale ZF a cinque rapporti, capace di spingerla fino a 280 km/h. Un equilibrio perfetto tra raffinatezza e sportività, che incarna lo spirito del gran turismo all’italiana.

Il valore di questo esemplare, però, non sta solo nei numeri. Come ha spiegato Cristiano Bolzoni, responsabile di Maserati Classiche, certificare questa vettura significa rafforzare il legame con la famiglia Maserati e celebrare chi porta avanti la memoria dei fondatori. Qui la storia dell’automobile e quella di una famiglia si incontrano, ed è proprio in quell’incontro, sottolinea, che si esprime la missione del programma.

Il programma Maserati Classiche

La certificazione arriva infatti da Maserati Classiche, nato a Modena nel 2021 per conservare e valorizzare le vetture storiche del marchio più longevo della Motor Valley.

Oggi la divisione fa parte di BottegaFuoriserie, il progetto che custodisce l’eredità del Tridente attraverso competenza tecnica e artigianalità modenese. Il lavoro si sviluppa su più fronti: le Officine Classiche, dedicate alla certificazione dei modelli storici, la cura degli archivi e gli spazi museali, come la Collezione Maserati Umberto Panini di Modena.

Fiore all’occhiello del programma è la Certificazione di Autenticità, affidata a un comitato di esperti che esamina ogni vettura attraverso l’analisi delle caratteristiche tecniche, della documentazione storica e degli archivi della Casa.

Il riconoscimento riguarda unicamente le auto con oltre vent’anni di vita, oltre ai modelli speciali e alle serie limitate, e serve a documentare l’autenticità degli esemplari e offrire un valore in più a proprietari e collezionisti nel trasmettere questo patrimonio alle generazioni future.

Dalle vecchie alle nuove Granturismo

Il 3 novembre, a ben guardare, è una data carica di anniversari. Dieci anni esatti dopo il debutto della Ghibli, nel 1976, sempre a Torino veniva presentata la Quattroporte III, progetto AM330, destinata a diventare una delle berline di rappresentanza più prestigiose della Casa e a essere utilizzata anche dal Quirinale.

A questo si aggiunge il trentesimo anniversario del record mondiale di categoria nella motonautica stabilito il 4 novembre 1996 da Guido Cappellini a bordo dello scafo Primatist, spinto da un motore Maserati. A quell’impresa fu dedicata nel 1997 la Ghibli II “Primatist”, costruita in soli 36 esemplari.

Il Maserati Owners Club Italia partecipa alla ricorrenza con una visita alla sede di Modena, dove saranno presenti anche la Quattroporte III blindata già in uso al Ministero degli Esteri, l’ultimo esemplare di Quattroporte III consegnato in Italia, una Quattroporte III Royale e una Ghibli II Primatist.

Se la Ghibli del 1966 ha contribuito a ridefinire il concetto delle GT italiane, la Nuova GranTurismo ne raccoglie oggi l’eredità, anche se con proporzioni ben differenti dalla Ghibli d’epoca. Il lungo cofano però lo ritroviamo, evoluto verso quelli che sono gli ultimi stilemi del Tridente, che accolgono una nuova impostazione di comfort e tecnologia rispetto al passato.

A separarle ci sono sessant’anni di evoluzione tecnica, ma lo spirito è lo stesso: vetture che emozionino al primo sguardo e trasformino ogni viaggio in un’esperienza. Il passaggio generazionale però è evidente, e passa sia attraverso il design che il vero cuore della vettura. Se la Ghibli del 66 porta un V8 sotto al cofano, la gamma attuale si compone da il V6 con 590 CV oppure la nuova Folgore, variante elettrica che apre una nuova era del Tridente.

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