Viaggiare in automobile con il proprio cane potrebbe presto richiedere qualche precauzione in più. La riforma del Codice della Strada introduce infatti nuove disposizioni sul trasporto degli animali domestici, prevedendo l’obbligo di utilizzare dispositivi di sicurezza anche quando a bordo si trova un solo animale. Chi non rispetterà le regole rischierà una multa fino a 320 euro e la decurtazione di un punto dalla patente.
La novità, tuttavia, non è ancora in vigore. Le disposizioni sono contenute in uno schema di decreto legislativo che ha ricevuto il via libera preliminare del Consiglio dei ministri ed è attualmente all’esame del Parlamento. Fino all’approvazione definitiva continueranno quindi ad applicarsi le norme esistenti, che distinguono tra il trasporto di un singolo animale e quello di più animali.
Cani in auto, cosa prevede oggi il CdS
Attualmente il riferimento è l’articolo 169, comma 6, del Codice della Strada, che disciplina il trasporto degli animali sui veicoli. La normativa consente di viaggiare con un solo animale domestico senza particolari sistemi di contenimento, purché la sua presenza non costituisca un impedimento o un pericolo per la guida.
Un cane può quindi occupare il sedile posteriore senza essere necessariamente assicurato a una pettorina, a condizione che non interferisca con il conducente. La situazione cambia quando gli animali trasportati sono più di uno. In questo caso è necessario utilizzare una gabbia, un contenitore oppure sistemarli nel vano posteriore, separato dall’abitacolo mediante una rete o un dispositivo analogo.
Per le strutture divisorie installate stabilmente sul veicolo è inoltre prevista una specifica autorizzazione. Il principio fondamentale rimane la sicurezza: l’animale non deve poter compromettere il controllo dell’automobile o distrarre pericolosamente chi si trova al volante.
Nuove regole: cintura, trasportino oppure rete divisoria
La riforma modifica soprattutto la distinzione tra uno e più animali. Il nuovo articolo 59, comma 10, prevede infatti che tutti gli animali da compagnia trasportati a bordo debbano essere adeguatamente assicurati. Le soluzioni ammesse sono tre. La prima consiste nell’utilizzo di una cintura omologata, collegata a una pettorina indossata dall’animale e agganciata al sistema di ritenuta del sedile.
Non si tratta quindi di applicare direttamente una normale cintura di sicurezza al cane. La pettorina distribuisce la forza sul torace, evitando che un’eventuale frenata solleciti esclusivamente il collo. La seconda possibilità è il trasportino, oppure una gabbia adeguata alle dimensioni dell’animale.
La terza prevede il collocamento nel vano posteriore, separato dal resto dell’abitacolo attraverso una rete o un altro sistema idoneo. Secondo il testo attualmente in discussione, la cintura dovrà rispettare i requisiti di omologazione previsti dalla normativa nazionale ed europea.
Le disposizioni riguarderanno i normali veicoli utilizzati per trasportare animali da compagnia, mentre sono previste esclusioni per i mezzi specificamente destinati al trasporto animale.
Multe fino a 320 euro e un punto in meno sulla patente
La proposta introduce sanzioni amministrative comprese tra 80 e 320 euro, accompagnate dalla perdita di un punto dalla patente per chi viola le nuove prescrizioni. Un automobilista che trasporta il cane libero sul sedile posteriore, senza alcun dispositivo, potrebbe quindi essere sanzionato anche se l’animale non disturba direttamente la guida.
È proprio questa la differenza principale rispetto alla disciplina attuale, che consente maggiore libertà quando viene trasportato un unico animale. Per motocicli, ciclomotori a due ruote e biciclette, invece, non sono previste modifiche sostanziali: rimane necessario utilizzare un contenitore o una gabbia idonea.
Prima di acquistare nuovi accessori, però, occorrerà attendere il completamento dell’iter legislativo e verificare il testo definitivo. Al momento non esiste un nuovo obbligo generalizzato di cintura per i cani: le sanzioni descritte appartengono alla disciplina proposta e non devono essere confuse con quelle già applicabili.