• 21 Ottobre 2026 23:57

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Proteste Tir, nuovo punto tra Meloni e i vertici del governo

Ott 21, 2026

AGI – Il giorno dopo il varo del dl sull’ordine pubblico da parte del Consiglio dei ministri la premier Giorgia Meloni ha riunito, secondo quanto ha appreso l’AGI, i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e il responsabile del Viminale Matteo Piantedosi per fare un nuovo punto della situazione. Questa volta soprattutto sulle manifestazioni nel settore dell’autotrasporto e anche sulle possibili infiltrazioni criminali. Comunque un focus sul tema della sicurezza alla vigilia del Consiglio dei ministri convocato per venire incontro alle proteste dei Tir.

Oltre un miliardo le risorse sbloccate, ma il timore nell’esecutivo è legato ai blocchi che hanno provocato problemi all’intero Paese. Non a caso fonti di palazzo Chigi oggi hanno sottolineato che il proseguimento delle proteste, “nonostante il confronto avviato e l’accordo raggiunto con le associazioni di categoria”, evidenzi “una situazione complessa”. L’obiettivo è riportare la calma. “È necessario distinguere nettamente le legittime rivendicazioni degli operatori del settore dai comportamenti di chi intende proseguire con i blocchi nonostante l’apertura di un canale di dialogo istituzionale”, il ‘refrain’. “Allo stesso modo – hanno osservato le stesse fonti – occorre distinguere le proteste legittime da eventuali fenomeni di illegalità. Il rispetto delle regole, la libertà di circolazione e la tutela delle attività economiche devono restare priorità imprescindibili. A pagare il prezzo dei blocchi sono infatti anche negozianti, cittadini, allevatori e agricoltori, che rischiano di subire danni e disagi proprio mentre chiedono condizioni di lavoro sostenibili e continuità per le proprie attività. Una contraddizione – la sottolineatura – che rende ancora più urgente ricondurre la mobilitazione nell’ambito di un confronto ordinato”.

L’impegno del governo per il settore

Insomma, in attesa che domani si traducano “rapidamente gli impegni assunti in misure concrete”, si cerca di evitare ulteriori conseguenze negative. Anche perché – sottolineano nel governo – c’è l’impegno da giorni “per individuare le risorse necessarie per sostenere il settore dell’autotrasporto” e la volontà di affrontare “le criticità sollevate dalla categoria raggiungendo un’intesa per ripristinare la piena circolazione sulle strade e garantire i diritti della categoria, dei cittadini e dell’intero sistema produttivo”.

Il Cdm libererà pure ulteriori risorse per il comparto agricolo. “Ci sono infiltrazioni all’interno di queste mobilitazioni che rendono pericolosa la situazione”, ha detto il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, secondo il quale bisogna “sbloccare l’Italia e dare la possibilità a tutte le merci di circolare tenendo conto di tutte le istanze” ma anche guardare “i curriculum dei leader della protesta. Se ve li andate a studiare, anche qualche casellario giudiziario…”, ha sottolineato mentre l’opposizione chiede che la premier riferisca in Aula.

Il dl sull’ordine pubblico e l’allerta a Milano

Intanto prosegue lo scontro tra il centrodestra e l’opposizione sul decreto legge sull’ordine pubblico. La maggioranza auspica che il dl venga firmato dal Quirinale prima di sabato quando sono previste ulteriori manifestazioni. Proprio in vista dei prossimi cortei questa mattina in Prefettura a Milano si è tenuta una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica al quale hanno partecipato il sindaco Sala, Salvini e Piantedosi. C’è allerta, la vigilanza sarà massima, con l’aumento dei militari introdotto dal decreto legge.

Dopo la firma del Colle il provvedimento dovrebbe iniziare il suo iter dalla Camera, con i partiti della maggioranza che preparano già possibili modifiche. Valutazioni in corso, per esempio, in Fratelli d’Italia che potrebbe proporre, riferiscono fonti parlamentari, lo stop ai sussidi per chi provoca danni, sull’esempio di quanto hanno deciso in Francia, e la revoca della cittadinanza nei casi di stranieri che provocano devastazioni e saccheggi.

Le voci del governo, del Colle e dell’opposizione

Il centrodestra difende comunque a spada tratta i contenuti del nuovo decreto legge sulla sicurezza. “Alle azioni dei criminali si risponde con l’autorità dello Stato e il rispetto delle leggi, se serve con nuove leggi come quelle che abbiamo varato”, ha detto ad esempio il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, “non c’è stata alcuna sottovalutazione del rischio”. “Disagio non è saccheggio scarpe e telefoni”, argomenta il vicepremier e ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Salvini, “non penso – osserva – a regie esterne, regie occulte o guerre ibride”. “Io non sono per soffocare la libertà di manifestazione, tutt’altro. Ma si manifesta in maniera civile”, ribadisce l’altro vicepremier Tajani. “Giovani manovrati dall’esterno? Questo è prematuro dirlo, non ci sono evidenze materiali chiare e certe che questo sia avvenuto”, il parere del ministro dell’Interno. “Necessaria repressione ma anche prevenzione”, riflette il responsabile della Giustizia, Carlo Nordio. “Sarebbe un errore non cercare di capire a cosa stiamo assistendo e perché”, osserva anche il ministro della Difesa Guido Crosetto. “Occorre farsi carico del malessere e dell’insicurezza dei giovani”, il monito del Capo dello Stato Sergio Mattarella. “Il governo convochi i sindaci”, la richiesta della segretaria dem Elly Schlein, “non si usino violenti per coprire manifestazioni pacifiche”.

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