Chi deve versare il bollo auto entro dicembre 2026 resta obbligato al pagamento, anche quando la somma copre buona parte del 2027. L’esenzione introdotta dal decreto legge 162 del 2026 riguarda i versamenti il cui termine ordinario di pagamento cade tra il primo gennaio e il 31 dicembre 2027. Spostare di propria iniziativa il pagamento a gennaio lascia intatto il debito maturato alla scadenza precedente.
Chi deve pagare entro il 31 dicembre 2026
Il caso più diretto riguarda gli automobilisti con periodo tributario in scadenza a novembre 2026 e rinnovo da versare nel mese di dicembre. Quando alla targa si applica il pagamento annuale ordinario, il nuovo bollo copre il periodo dicembre 2026-novembre 2027: undici mensilità appartengono al nuovo anno, ma il termine per pagare rimane nel 2026.
Fra i versamenti dovuti a dicembre possono rientrare anche primi bolli o pagamenti collegati alla ripresa della tassazione dopo una sospensione, secondo le regole applicabili al veicolo. Sarebbe quindi sbagliato ricavare l’obbligo dalla sola potenza dell’auto o dall’anno stampato su una ricevuta: prima va identificato il termine effettivamente associato alla targa.
D’altra parte il mese di dicembre non costituisce una proroga generale per tutti i contribuenti. Chi doveva pagare prima resta debitore di una tassa già scaduta. L’arrivo dell’ultimo mese dell’anno non sposta il termine originario.
Scadenza del bollo e termine di pagamento
Il rinnovo segue una sequenza: termina la validità del bollo precedente e si apre il mese entro il quale pagare quello nuovo. Per una tassa che scade ad aprile il versamento si effettua ad esempio entro maggio. A determinare il calendario concorrono la data di immatricolazione, le caratteristiche del mezzo e le disposizioni territoriali. L’automobilista non può scegliere il mese più conveniente né trasformare una scadenza del 2026 in una del 2027 semplicemente aspettando.
Anche le auto acquistate usate richiedono attenzione. Se il veicolo conserva un bollo ancora valido, l’acquisto non fa ripartire da zero l’annualità. Per un mezzo proveniente dalla sospensione del concessionario possono invece applicarsi le regole del primo pagamento.
Si consideri una vettura a benzina da 70 kW, regolarmente assicurata, con bollo valido fino al 30 novembre 2026. Se il rinnovo ordinario va pagato entro il 31 dicembre 2026, il proprietario deve versare la tassa per intero, pur avendo un’auto compatibile con i requisiti tecnici dell’esenzione.
Cambia il risultato per un’altra auto con analoghe caratteristiche, ma con periodo precedente in chiusura a dicembre 2026 e termine ordinario di rinnovo nel 2027. In questo caso il requisito temporale può essere soddisfatto: restano da controllare le condizioni personali, quelle del veicolo e le istruzioni dell’amministrazione competente.
Anche il primo bollo può essere dovuto entro dicembre
Per un’auto appena immatricolata, la verifica parte dalle regole del primo pagamento, che possono differire da quelle dei rinnovi. Se l’immatricolazione avviene negli ultimi dieci giorni del mese, il termine si estende al mese seguente. La prima mensilità viene comunque conteggiata per intero.
Applicando questo schema, un veicolo immatricolato all’inizio di dicembre può generare un versamento dovuto nel 2026 mentre un’immatricolazione negli ultimi dieci giorni può avere il termine nel 2027.
La cancellazione del bollo auto non introduce un conteggio proporzionale delle mensilità a cavallo dei due anni. Se il versamento è dovuto nel 2026, l’automobilista non può pagare soltanto la quota riferita a dicembre e sottrarre i mesi compresi nel 2027.
Per la stessa ragione, manca un diritto automatico alla restituzione delle somme già versate per coprire parte del nuovo anno. Il decreto non prevede né il frazionamento autonomo dell’importo né un rimborso automatico delle mensilità del 2027 comprese in un pagamento ordinariamente dovuto nel 2026.