• 19 Ottobre 2026 11:18

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Panetta: “Danni per 200 miliardi da eventi estremi. Serve resilienza”

Ott 19, 2026

AGI – Gli eventi meteorologici estremi hanno causato nel 2025 oltre 200 miliardi di dollari di danni diretti, più del doppio rispetto ai primi anni Duemila. È il dato da cui è partito il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, a Manila, durante la quinta edizione della Green Swan Conference. “Le ragioni economiche a favore del rafforzamento della resilienza sono evidenti – ha detto – il cambiamento climatico sta riducendo la produttività, distruggendo capitale fisico e mettendo sotto pressione le finanze pubbliche”.

“Gli shock legati al clima possono anche incidere sull’inflazione – ha proseguito – i loro effetti possono rivelarsi particolarmente gravi nelle economie emergenti e nei paesi in via di sviluppo, dove l’esposizione è spesso più elevata e la capacità di assorbire gli shock è più limitata”.

Il ruolo dei governi e delle banche centrali

“La responsabilità delle politiche climatiche spetta innanzitutto ai governi. Essi dispongono della legittimità democratica e degli strumenti necessari per guidare la transizione ecologica, sostenere l’adattamento e proteggere i soggetti più vulnerabili”, ha affermato Panetta. Per il governatore, “le politiche climatiche devono essere economicamente sostenibili, socialmente eque e istituzionalmente credibili. Politiche eccessivamente rigide o soggette a frequenti inversioni di rotta – ha sottolineato – possono minare il consenso pubblico e scoraggiare gli investimenti privati”.

Il governatore di Bankitalia prosegue la sua riflessione sottolineando che anche “le banche centrali e le autorità di vigilanza hanno una responsabilità diversa, ma chiaramente delineata”. E insiste: “Dobbiamo comprendere in che modo i rischi climatici influenzino l’inflazione, l’attività economica e la stabilità finanziaria, affinché la politica monetaria, la vigilanza finanziaria e la valutazione del rischio rimangano efficaci. La sfida non è quella di estendere i nostri mandati, bensì di adempiere a quelli attuali in un contesto in continua evoluzione”.

I tre pilastri della resilienza per Bankitalia

Comprendere il rischio climatico, condividerlo e assorbirlo, e infine attenuare le ricadute degli shock che causa. Sono “i tre pilastri della resilienza” al clima illustrati dal governatore. “Sussistono forti carenze di dati climatici comparabili e di qualità per rischi che sono altamente localizzati e non lineari – è la premessa di Panetta – tali rischi non vanno gestiti come mera conformità burocratica, ma integrati nella governance e nella gestione dei rischi (credito, mercato, operativi) degli intermediari, supportati con cautela dall’uso dell’intelligenza artificiale”.

Inoltre (pilastro numero 2), serve “condividere e assorbire il rischio”. Ovvero, è la riflessione, “il forte divario di protezione assicurativa (protection gap) espone famiglie, imprese e conti pubblici a gravi fragilità. È necessario un modello a più livelli (layered framework) che integri assicuratori privati (per perdite frequenti e minori), riassicuratori (per esposizioni ampie e diversificate), mercati dei capitali (es. cat bond) e garanzie pubbliche di ultima istanza (backstop) per gli eventi estremi, salvaguardando sempre gli incentivi alla prevenzione (modello adottato anche dall’Italia con l’obbligo assicurativo per le imprese non agricole)”.

Infine, per Panetta va ridotto il rischio “investendo nell’adattamento: occorre passare dalla risposta emergenziale alla prevenzione attiva prima che i disastri accadano. L’adattamento (es. difese alluvionali, gestione idrica) costa meno delle continue ricostruzioni e aiuta a spezzare il circolo vizioso tra debito e clima. Per mobilitare il capitale privato – sottolinea il governatore di Bankitalia – servono politiche stabili, investimenti pubblici e il ruolo catalizzatore della finanza mista (blended finance) delle banche multilaterali di sviluppo”.

La cooperazione internazionale secondo Panetta

“Il cambiamento climatico sta creando una profonda incertezza, il che rende la preparazione sempre più importante” e fa della cooperazione internazionale un elemento “fondamentale”, ha affermato ancora Panetta. “Gli shock climatici oltrepassano i confini nazionali attraverso il commercio, i mercati finanziari e le catene di approvvigionamento – ha sottolineato – allo stesso tempo, le conoscenze e le soluzioni necessarie per rafforzare la resilienza sono spesso condivise tra i vari Paesi”.

E ha proseguito: “La conferenza ‘Green Swan’ è nata per favorire questo scambio tra responsabili delle politiche, accademici e operatori di mercato. Le discussioni di oggi possono aiutarci a migliorare la comprensione dei rischi climatici, a condividere soluzioni efficaci e ad accelerare gli investimenti nella resilienza”. “Le nostre economie e i nostri sistemi finanziari – ha concluso il suo intervento Panetta – devono essere in grado di assorbire gli shock climatici, evitando che si trasformino in crisi economiche e finanziarie più ampie. Come suggerisce il titolo di questo intervento, pensare al domani significa rafforzare la resilienza oggi”.

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