• 19 Ottobre 2026 11:19

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Riforma RC Auto, niente più penalizzazioni legate alla residenza: cosa cambia

Ott 19, 2026

Pagare di più l’assicurazione solo perché si abita in una determinata città, anche senza aver mai preso una multa o provocato un incidente, è una delle ingiustizie che più fanno arrabbiare gli automobilisti italiani.

Ora il governo promette di cambiare le cose. A parlarne è stato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervenuto a Napoli a margine di un incontro dedicato al contrasto del caro RC Auto: la riforma delle tariffe è in arrivo e punta a premiare finalmente chi guida con prudenza, indipendentemente dal luogo in cui vive.

Il nuovo sistema tariffario

Lo strumento scelto è il ddl Concorrenza, che secondo quanto spiegato da Urso è in via di approvazione in Parlamento e contiene una delega per realizzare una riforma sostanziale del meccanismo delle polizze.

L’obiettivo dichiarato è che il costo dell’assicurazione sia commisurato al comportamento di ciascun automobilista: chi guida con cautela e non fa incidenti dovrebbe pagare meno, chi si comporta diversamente di più.

Un cambio di impostazione importante, perché oggi il sistema si basa soprattutto sul parametro territoriale, cioè sul luogo di residenza, con il risultato che due conducenti ugualmente attenti possono ritrovarsi con premi molto diversi solo per via del codice di avviamento postale.

Con le nuove regole, ha spiegato il ministro, saranno considerati in via prevalente i comportamenti dei cittadini virtuosi, premiandoli rispetto a chi, nella stessa zona, guida in modo diverso.

Abbattere la disparità territoriale

Il tema riguarda in modo particolare il Mezzogiorno. Parlando a Napoli, Urso ha sottolineato come comportarsi bene al volante in Campania e nel Sud debba essere riconosciuto e premiato, se possibile “due volte”, visto che oggi le compagnie operano quasi esclusivamente sulla base del parametro territoriale, che in un’area come la Campania o nella città di Napoli risulta particolarmente penalizzante.

In altre parole, un automobilista napoletano senza un graffio da anni oggi paga spesso quanto, o più, di chi vive in zone ad alta sinistrosità e ha una storia assicurativa ben meno limpida. La riforma vuole spezzare proprio questo automatismo, spostando il baricentro dalla geografia al comportamento reale di chi guida. Resta da capire, ovviamente, in che misura e con quali tempi la delega verrà tradotta in norme concrete, perché per ora si parla di un intervento ancora da attuare.

Nuove tecnologie telematiche

Il cuore operativo del cambiamento sta nell’uso delle tecnologie telematiche. Secondo Urso, la delega consente di sfruttare al meglio gli strumenti più moderni proprio per profilare i comportamenti virtuosi, in modo da rendere questo il metro principale con cui le compagnie costruiscono le proprie offerte.

Il riferimento è a sistemi come le scatole nere e le altre soluzioni di monitoraggio della guida, in grado di registrare dati su velocità, frenate e stile di guida, permettendo di costruire un profilo di rischio molto più aderente alla realtà rispetto al semplice luogo di residenza.

Per gli automobilisti prudenti potrebbe tradursi in premi più leggeri, anche se, come sempre quando si parla di dati raccolti dal veicolo, resteranno da definire con precisione regole e garanzie sul loro utilizzo.

La riforma delle tariffe procede in parallelo con un altro capitolo: quello della lotta ai veicoli che circolano senza assicurazione. Il nuovo Codice della Strada, approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri il 13 ottobre, prevede verifiche telematiche mensili da parte del Ministero delle Infrastrutture, con incrocio dei dati delle compagnie e dell’Archivio Nazionale Veicoli, e multe più pesanti, da 1.000 a 4.000 euro, per chi viene sorpreso al volante senza copertura.

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