• 30 Settembre 2026 18:37

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Garlasco, cosa non torna sui test a Stasi: i 3 punti nel verbale del RIS

Set 30, 2026

AGI – Garlasco, spunta un nuovo verbale che riapre il giallo sui test informatici e biologici della bicicletta. Tra le carte depositate presso la Procura di Pavia emerge la deposizione dell’ufficiale del RIS Alessandro Coli: il biologo descrive i dubbi e le perplessità che circolavano in laboratorio sulla sparizione del profilo genetico dopo il primo prelievo. “Come risultato mi sembrava un po’ strano non riottenere un profilo da una superficie che inizialmente fornisce DNA”.

Il verbale del Ris

“Ricordo di aver parlato con Marino della stranezza di alcuni accertamenti sui pedali dove aver ottenuto un risultato positivo, tutte le volte in cui era ritornato non aveva ottenuto nulla”. è un passaggio della testimonianza dell’ufficiale dei Ris Alessandro Coli sentito il 17 settembre 2026 sul tema della presenza o meno del dna di Chiara Poggi sui pedali della bicicletta bordeaux ‘Umberto Dei’.

I dubbi del biologo

“Forse… forse qualcosa…C’era un esito dubbio sui pedali, che su questi pedali dove era stato ottenuto del Dna e poi non era stato più ottenuto da successivi campionamenti – spiega Coli sentito dai pm Stefano Civardi e Valentina De Stefano -.Lo ricordo come una cosa strana, insomma, come… Pero’ da esperto biologo, ecco. Cioè se mi dicono: ho fatto un prelievo e poi sono ritornato a fare il prelievo e non è uscito più nulla… Il primo prelievo è uscito Dna e poi ho rifatto un prelievo e non ho ottenuto nulla… ripetuto più volte, questo mi lasciò un po’ perplesso, nel senso che l’asportazione totale di campioni, di una traccia da una superficie, a me capitava spesso, se tornavo col prelievo, di riottenere comunque un profilo, magari con quantità minore di Dna. Mi ricordo che forse era una cosa, diciamo cosi’, anomala questo discorso dei pedali. Mi ricordo, ecco… non so se ne parlai direttamente con… con Marino o con qualcuno, pero’ come risultato mi sembrava un po’ strano non riottenere un profilo da una superficie, diciamo cosi’, che inizialmente fornisce Dna… a meno che non ci sia stata una degradazione successiva, ecco. Pero’ su una superficie non assorbente”.

Le voci nel laboratorio dei RIS di Parma

Civardi gli domanda se il collega del Ris Alberto Marino condividesse questa “perplessità” con lui. “Eh non mi ricordo. Un confronto forse con Marino diretto potrebbe esserci anche stato, pero’ ora cosi’ non ho memoria. Ricordo questo argomento del discorso dei pedali, un tampone che… cioè, penso lo possa aver detto anche lui in laboratorio, il fatto che da un prelievo è uscito il Dna e poi da altri prelievi ripetuti non è uscito niente. O è una voce, appunto, tramandata in laboratorio. Era una cosa anomala perché poi dopo su questo… su questa traccia si valutava un attimino anche l’esito…. Pero’ ecco, non ricordo una confidenza personale in cui è venuto a dirmi: ‘Oh, ma che ne pensi?’, se non di una generica argomentazione di questa cosa, e non vorrei magari fosse girata in laboratorio… in tutti gli esiti che si diffondevano, pero’. Lui, sì, ogni tanto non è che parlasse molto del caso, se non quello che avevano fatto giorno per giorno. Almeno con me. Magari ne parlava con… con Pizzamiglio, non lo so.”.

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