• 15 Settembre 2026 12:08

Corriere NET

Succede nel Mondo, accade qui!

L’IA spaventa il mercato del lavoro: un posto su quattro è a rischio

Set 15, 2026

AGI – L’intelligenza artificiale mette a rischio 3,8 milioni di posti di lavoro in Italia entro il 2033, e solo negli ultimi 3 anni sono già 425mila i lavoratori licenziati nel mondo per cause direttamente riconducibili all’IA.

Lo afferma il Centro di formazione e ricerca sui consumi (C.r.c.), che riassume i principali dati sul fenomeno.

L’impatto dell’IA sul mondo del lavoro 

A livello globale dal 2023 a oggi sono più di 425mila i posti di lavoro persi a causa dell’intelligenza artificiale, di cui 142mila solo in Europa.

Il 25% dell’occupazione globale rientra in professioni potenzialmente esposte all’IA, con percentuali più elevate nei paesi ad alto reddito (34%): in sostanza 1 lavoratore su 4 rischia nei prossimi anni di perdere il proprio posto perché sostituito dall’intelligenza artificiale – spiega il Crc – un rischio che interessa soprattutto quelle professioni che includono attività ripetitive e componenti digitali e testuali facilmente automatizzabili: assistenza amministrativa, customer care e call center, impiegati di banche e poste, cassieri, traduttori, solo per fare alcuni esempi.

Nel nostro Paese, secondo recenti stime del Politecnico di Milano, entro il 2033 il 18% dei posti di lavoro equivalenti potrebbe essere automatizzato grazie all’intelligenza artificiale, coinvolgendo circa 3,8 milioni di lavoratori.

Un cambiamento già in atto

Un cambiamento che è già iniziato – ricorda il Centro di formazione e ricerca sui consumi – nel nostro Paese il numero di annunci di lavoro che richiedono competenze legate all’IA è infatti cresciuto nell’ultimo anno del 93%, mentre il mercato italiano dell’Intelligenza Artificiale ha raggiunto nel 2025 il valore di 1,8 miliardi di euro, in crescita del +50% rispetto al 2024. Un terzo degli italiani, poi, già usa l’IA per indirizzare i propri acquisti online, per un valore potenziale pari a circa 22 miliardi di euro annui considerato il mercato 2026 dell’e-commerce (beni e servizi) nel nostro Paese – rivela il Crc. 

Il rischio energetico

Un altro pericolo da considerare è quello energetico: l’intelligenza artificiale richiede enormi quantità di energia che non possono essere sottratte alle famiglie e alle imprese, rendendo sempre più necessaria un’alimentazione autonoma a carico dei proprietari dei data center e scollegata dalla rete, per evidenti ragioni di sicurezza.

“Ma dall’IA arrivano anche nuove opportunità – evidenzia il presidente del comitato scientifico del Crc, Furio Truzzi – permette la creazione di nuovi posti di lavoro e di nuove professioni, compensando le perdite e creando nuove opportunità a livello occupazionale. Può inoltre offrire soluzioni per limitare l’impatto sull’ambiente, ottimizzare l’uso delle risorse, ridurre i consumi energetici e gli sprechi e migliorare i processi produttivi. Ed è proprio per questo che abbiamo chiesto all’Ue di accelerare sull’algoretica, affinché l’AI sia al servizio dei cittadini e diventi uno strumento per migliorare la vita quotidiana delle persone e non per governarla”.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Guarda la Policy

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close