• 11 Settembre 2026 14:08

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Porsche vende le quote in Bugatti e Rimac: la cessione da un miliardo cambia la strategia

Set 11, 2026

Porsche chiude un capitolo iniziato otto anni fa e lo fa con un assegno da circa un miliardo di euro. Il costruttore tedesco ha completato la cessione di tutte le proprie partecipazioni in Rimac Group e Bugatti Rimac, mettendo fine a un legame che aveva portato la Casa di Stoccarda dentro uno dei progetti più ambiziosi dell’industria automobilistica europea.

L’operazione, annunciata nella primavera del 2026 e completata il 9 settembre dopo le necessarie autorizzazioni, arriva però in un momento particolare per Porsche. Il rallentamento della domanda di auto elettriche, la difficile situazione del mercato cinese e la necessità di ridurre i costi stanno spingendo il marchio verso un nuovo piano di razionalizzazione. E la vendita delle quote di Rimac si inserisce proprio in questo quadro.

Dalla partnership alla cessione delle quote

La storia era cominciata nel 2018, quando Porsche aveva deciso di entrare nel capitale di Rimac. Negli anni successivi la partecipazione era cresciuta fino a circa il 21%, mentre nel 2021 era arrivato il passaggio più importante: Bugatti, allora controllata dal gruppo Volkswagen, era stata inserita nella nuova Bugatti Rimac.

La joint venture era stata costruita con Rimac Group al 55% e Porsche al 45%. Una formula destinata a cambiare radicalmente con l’operazione appena conclusa. Le quote detenute da Porsche in Bugatti Rimac e Rimac Group sono state infatti rilevate da un consorzio guidato dal fondo statunitense HOF Capital, insieme ad altri investitori tra cui BlueFive Capital e con il sostegno della famiglia Sawiris.

Per Porsche il risultato è soprattutto finanziario. La cessione porta nelle casse del costruttore circa un miliardo di euro, 250 milioni dei quali saranno destinati al finanziamento degli impegni previdenziali. Il resto contribuisce a rafforzare la posizione finanziaria dell’azienda.

L’effetto si riflette anche nelle previsioni per il 2026. Porsche indica ora una previsione per il margine di flusso di cassa netto dell’attività automobilistica compresa tra il 5,5 e il 7,5%, contro il precedente intervallo del 3-5%. Una parte del miglioramento, però, deriva proprio dalle cessioni di attività e non da un’improvvisa ripresa delle vendite.

Porsche riduce ciò che è lontano dalle automobili

La vendita di Rimac non è quindi un episodio isolato. Da quando Michael Leiters ha assunto la guida di Porsche, a gennaio, il costruttore ha avviato un processo di riduzione del perimetro aziendale che comprende anche circa 5.000 posti di lavoro e la dismissione delle attività considerate non strategiche.

Ad agosto era arrivata la vendita di MHP, società specializzata nella consulenza informatica e nel management, a Tata Consultancy Services per un valore d’impresa di 320 milioni di euro. Ora tocca a una partecipazione molto più importante sul piano economico, ma altrettanto significativa per la storia recente di Porsche.

Il paradosso è evidente: Porsche esce proprio mentre Rimac è diventata uno dei nomi più importanti nell’elettrificazione ad alte prestazioni. Il gruppo croato, però, non è più soltanto quello della Rimac Nevera. Rimac Technology opera come fornitore automobilistico, sviluppando batterie e sistemi elettrici per altri costruttori, mentre il gruppo è attivo anche nello stoccaggio energetico e nei robotaxi.

Per Porsche, mantenere quella partecipazione avrebbe quindi significato restare esposta a un insieme di attività sempre più ampio e distante dal proprio core business. La scelta è di concentrare capitale e risorse sull’automobile, proprio mentre il mercato obbliga a rivedere alcune delle strategie elaborate negli anni della corsa all’elettrico.

Bugatti passa ancora più nelle mani di Rimac

La cessione cambia anche gli equilibri di Bugatti. Con l’uscita di Porsche, la casa di Molsheim si allontana ulteriormente dall’epoca Volkswagen iniziata alla fine degli anni Novanta e culminata con modelli come Veyron e Chiron.

Christophe Piochon lascia la presidenza di Bugatti Automobiles e il ruolo di direttore operativo di Bugatti Rimac. Al suo posto arriva direttamente Mate Rimac, fondatore del gruppo croato, che assume la presidenza di Bugatti Automobiles. A lui si affianca Marko Brkljačić, ex direttore operativo di Rimac Technology, nominato COO di Bugatti Rimac. Il nuovo assetto mette così ancora più chiaramente la gestione delle due realtà nelle mani del gruppo croato.

È un passaggio significativo anche dal punto di vista industriale. Da una parte c’è Rimac, nata dall’ossessione di Mate Rimac per l’elettrico e arrivata alla Nevera da 1.914 CV e 412 km/h. Dall’altra c’è Bugatti, che con la Tourbillon ha scelto di mantenere al centro un enorme motore V16 aspirato.

Porsche esce dall’operazione con un miliardo di euro e un perimetro più ristretto. Rimac si ritrova invece con maggiore controllo su Bugatti. Due strade che si separano proprio nel momento in cui l’industria automobilistica sta cercando un nuovo equilibrio tra elettrico, motori tradizionali, investimenti e sostenibilità economica.

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