• 7 Settembre 2026 17:02

Corriere NET

Succede nel Mondo, accade qui!

Estate 2026 la più calda dal 1950, temperatura media record di 24,3 °C

Set 7, 2026

AGI – L’estate 2026 è stata la più calda registrata in Italia dal 1950, con una temperatura media sull’intero territorio nazionale di 24,3 gradi Celsius a due metri dal suolo. A indicarlo sono le analisi dell’Istituto per la bioeconomia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibe), realizzate a partire dal dataset ERA5-Land dell’European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF).

Il primato dell’estate si accompagna a quello di agosto, che con una temperatura media nazionale di 25,6 °C ha superato di 5,2 gradi la media climatica del periodo 1951-1980 e di 3,5 gradi quella del trentennio 1991-2020. Secondo il ricercatore del Cnr-Ibe Lorenzo Arcidiaco, i dati disponibili fino ad agosto fanno inoltre “presagire che il 2026 possa concludersi come l’anno più caldo dal 1950”.

Lo scostamento termico e il confronto con il passato

Le elaborazioni del Cnr-Ibe mostrano che nei primi otto mesi del 2026 tutti i mesi hanno registrato temperature in rialzo rispetto all’anno precedente. Lo scostamento maggiore è stato raggiunto proprio in agosto: i 25,6 °C di temperatura media nazionale si confrontano con i 20,4 °C della climatologia 1951-1980 e con i 22,1 °C della climatologia 1991-2020.

Il valore registrato nell’agosto di quest’anno rappresenta anche un netto superamento dei precedenti estremi della serie. “La media di 25,6 gradi Celsius registrata ad agosto 2026 supera i precedenti record di 24,6 °C del 2024 e di 24 °C raggiunti nell’agosto 2017”, ha spiegato Arcidiaco. Un’altra caratteristica del 2026 emerge dalle Heat Map utilizzate dai ricercatori per costruire una classifica delle temperature medie mensili dal 1950 a oggi. “Le Heat Map mostrano per la prima volta consecutivamente il luglio e l’agosto più caldi in assoluto”, ha sottolineato il ricercatore.

La primavera record e l’impatto sul territorio

Il caldo eccezionale non è iniziato con l’estate. Già la primavera aveva raggiunto una temperatura media stagionale record di 12,1 °C a due metri dal suolo, eguagliando il valore registrato nel 2024, indicato dal Cnr-Ibe come l’anno più caldo dell’intera serie iniziata nel 1950.

Le anomalie termiche interessano inoltre una quota molto ampia del territorio italiano. Considerando il periodo compreso tra gennaio e agosto, circa il 70% del territorio nazionale presenta anomalie delle temperature superiori a un grado, mentre su circa il 40% del territorio lo scostamento supera i due gradi. “Le superfici esposte ad anomalia termica sono molto significative”, ha osservato Arcidiaco, indicando una particolare concentrazione nelle aree di pianura del Nord-Ovest e nelle zone appenniniche. Una distribuzione che può avere conseguenze dirette sulle attività agricole. “In gran parte si tratta di superfici coltivate che, esposte a una temperatura superiore e in alcune aree a un periodo di siccità, fa sì che il settore primario sia quello più colpito”, ha spiegato il ricercatore.

Le ondate di calore nelle città e le prospettive annuali

Le elaborazioni condotte sui dati GSOD, Global Summary of the Day, e OGIMET, basato prevalentemente sui dati NOAA, permettono inoltre di osservare quanto accaduto in alcune delle principali città italiane. Roma, Firenze e Torino sono state tutte interessate più volte da ondate di calore durante giugno, luglio e agosto 2026. Nelle analisi considerate dal Cnr-Ibe, un’ondata di calore corrisponde a un periodo nel quale le temperature massime superano il 90esimo percentile per almeno sei giorni consecutivi. Tutte e tre le città hanno registrato più episodi con queste caratteristiche nel corso dell’estate.

Il quadro dei primi otto mesi dell’anno mette così insieme tre elementi: il record stagionale dell’estate, quello mensile di agosto e l’estensione territoriale delle anomalie. A questi si aggiunge il primato già raggiunto in primavera e la successione, mai osservata prima nella serie analizzata, di luglio e agosto entrambi al primo posto nella rispettiva classifica mensile dal 1950. Se l’andamento dei prossimi mesi confermerà quello osservato fino ad agosto, secondo il Cnr-Ibe il 2026 potrebbe quindi chiudersi superando il 2024 e diventando l’anno più caldo registrato in Italia dall’inizio della serie considerata.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Guarda la Policy

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close