Un marchio storico dell’automobilismo europeo rischia di finire tra le vittime della grande crisi che sta attraversando Volkswagen. Secondo indiscrezioni riportate dalla stampa tedesca, il colosso di Wolfsburg starebbe seriamente valutando il ritiro dal mercato del marchio spagnolo Seat entro il 2029, nell’ambito del più ampio piano di ristrutturazione approvato dal consiglio di sorveglianza del gruppo.
Meno 50 mila posti di lavoro
La notizia relativa a Seat arriva nello stesso giorno in cui il consiglio di sorveglianza di Volkswagen ha dato il via libera al piano di risanamento presentato dal Cda del gruppo, con l’obiettivo dichiarato di salvaguardare la competitività dell’azienda in un momento particolarmente delicato. Un piano che, secondo quanto emerso nelle ultime ore, prevede tagli ancora più profondi di quanto inizialmente annunciato, con l’ipotesi di arrivare fino a 100.000 esuberi complessivi.
Numeri pesantissimi, che si aggiungono ai 50.000 tagli di posti di lavoro già comunicati nelle scorse settimane e che confermano quanto la situazione all’interno del gruppo resti tesa. Non a caso, secondo alcune fonti, il piano avrebbe già incontrato resistenze da parte dei rappresentanti dei lavoratori, che siedono nel board con una quota rilevante di consiglieri, alimentando il rischio di uno scontro sindacale senza precedenti nella storia recente dell’azienda tedesca.
Si parla di chiusura per Seat
Secondo quanto riportato dal settimanale economico tedesco Wirtschaftswoche, il consiglio di amministrazione di Volkswagen intenderebbe ritirare dal mercato il marchio spagnolo entro la fine del 2029. Una decisione che, se confermata, chiuderebbe un capitolo lungo oltre settant’anni per un brand nato negli anni Cinquanta grazie a una collaborazione tra lo Stato spagnolo e la Fiat, e passato poi sotto l’orbita Volkswagen nel corso degli anni Ottanta.
Interpellata sulla questione, Volkswagen non ha confermato ufficialmente l’indiscrezione. Un portavoce del gruppo ha spiegato che i documenti interni vengono discussi e approvati dagli organi competenti, precisando che l’azienda non intende commentare né anticipare in alcun modo il processo decisionale in corso. Una risposta cauta, che però non ha spento le voci su un possibile addio al marchio catalano.
Parola d’ordine competitività
Dietro l’eventuale addio a Seat ci sarebbe una logica industriale piuttosto chiara: escludendo il marchio spagnolo dalla visione strategica elaborata per il 2030, Volkswagen punterebbe a risparmiare costi, semplificare i processi interni e concentrare maggiormente le risorse sul marchio gemello Cupra, che negli ultimi anni ha ormai superato Seat in termini di vendite.
I numeri, del resto, sembrano confermare questa tendenza: secondo i dati riportati dal quotidiano tedesco Bild, nel primo semestre del 2026 sono state consegnate 170.100 vetture a marchio Cupra, contro le 129.600 di Seat. Un divario che, agli occhi dei vertici di Wolfsburg, renderebbe sempre più difficile giustificare la sopravvivenza di entrambi i brand all’interno dello stesso gruppo, soprattutto in una fase in cui la parola d’ordine resta il taglio dei costi.
Non è tutto: secondo indiscrezioni ancora più recenti, il piano di ristrutturazione includerebbe anche la valorizzazione di circa 750 partecipazioni del gruppo, tra cui figurerebbe anche Ducati, storico marchio bolognese delle due ruote entrato nell’orbita Volkswagen ormai da anni. Un segnale che conferma quanto la revisione strategica in corso a Wolfsburg non riguardi soltanto Seat, ma l’intero perimetro industriale del gruppo tedesco.
Per il marchio spagnolo, che negli ultimi tempi aveva già visto ridimensionare progressivamente il proprio ruolo all’interno della galassia Volkswagen a favore di Cupra, il countdown verso un possibile addio sembra insomma essere davvero iniziato. Resta però da capire come reagiranno sindacati e governo spagnolo di fronte a un’ipotesi che, se confermata, avrebbe ripercussioni non da poco sull’occupazione e sull’industria automobilistica iberica.