AGI – New York ha tributato un ultimo, caloroso omaggio a Gael Monfils. Il tennista francese, che ha compiuto 40 anni martedì, ha disputato la sua ultima partita in uno Slam, cedendo al secondo turno degli Us Open all’americano Learner Tien con il punteggio di 6-3, 6-4, 6-3.
New York, la seconda casa di Monfils
Il risultato era nelle previsioni, ma il pubblico del Louis Armstrong Stadium ha provato fino all’ultimo a prolungare la serata, scandendo il nome del francese in quella che lui stesso considera la sua “seconda casa”. A New York, infatti, Monfils ha vissuto alcuni dei momenti più significativi della sua carriera, dal debutto nel torneo nel 2005 contro Novak Djokovic alla memorabile sfida del 2014 persa in cinque set contro Roger Federer dopo aver avuto due match point. Nel 2016 raggiunse invece le semifinali, fermato ancora una volta da Djokovic.
La festa dei 40 anni
L’ex numero 6 del mondo, oggi 311 del ranking Atp, era arrivato agli Us Open grazie a una wild card concessa dagli organizzatori. Martedì aveva celebrato il compleanno con una vittoria al primo turno contro Adolfo Daniel Vallejo, diventando il terzo quarantenne della storia a vincere una partita nel tabellone maschile del torneo dopo Ken Rosewall e Jimmy Connors.
Contro Tien, però, la differenza d’età e di condizione fisica si è fatta sentire. Il 20enne americano ha impostato il match con continui cambi di ritmo e numerosi drop shot, costringendo il francese a una corsa incessante. “Scusa Gael per aver segnato così tanti drop shot”, ha scherzato Tien nell’intervista a bordo campo al termine dell’incontro. Monfils ha avuto otto occasioni di break senza riuscire a concretizzarle e, nonostante alcuni lampi del suo repertorio spettacolare, ha faticato a tenere il passo dell’avversario.
Durante il match ha mostrato segni evidenti di stanchezza. “Voglio farlo ma il mio corpo mi dice di no, sto soffrendo”, ha confidato al suo angolo, dove era presente anche la moglie Elina Svitolina. Nel finale il pubblico si è alzato in piedi per sostenerlo e il francese ha risposto con alcuni colpi di alta scuola, salvando anche quattro match point prima di arrendersi dopo 2 ore e 16 minuti. Al termine, il saluto ai tifosi newyorkesi: “Sei il mio secondo pubblico preferito, dopo Parigi ovviamente. E’ stato un vero onore giocare davanti a te e offrire uno spettacolo fantastico. Grazie di tutto. Grazie New York”.
AGI – New York ha tributato un ultimo, caloroso omaggio a Gael Monfils. Il tennista francese, che ha compiuto 40 anni martedì, ha disputato la sua ultima partita in uno Slam, cedendo al secondo turno degli Us Open all’americano Learner Tien con il punteggio di 6-3, 6-4, 6-3.
New York, la seconda casa di Monfils
Il risultato era nelle previsioni, ma il pubblico del Louis Armstrong Stadium ha provato fino all’ultimo a prolungare la serata, scandendo il nome del francese in quella che lui stesso considera la sua “seconda casa”. A New York, infatti, Monfils ha vissuto alcuni dei momenti più significativi della sua carriera, dal debutto nel torneo nel 2005 contro Novak Djokovic alla memorabile sfida del 2014 persa in cinque set contro Roger Federer dopo aver avuto due match point. Nel 2016 raggiunse invece le semifinali, fermato ancora una volta da Djokovic.
La festa dei 40 anni
L’ex numero 6 del mondo, oggi 311 del ranking Atp, era arrivato agli Us Open grazie a una wild card concessa dagli organizzatori. Martedì aveva celebrato il compleanno con una vittoria al primo turno contro Adolfo Daniel Vallejo, diventando il terzo quarantenne della storia a vincere una partita nel tabellone maschile del torneo dopo Ken Rosewall e Jimmy Connors.
Contro Tien, però, la differenza d’età e di condizione fisica si è fatta sentire. Il 20enne americano ha impostato il match con continui cambi di ritmo e numerosi drop shot, costringendo il francese a una corsa incessante. “Scusa Gael per aver segnato così tanti drop shot”, ha scherzato Tien nell’intervista a bordo campo al termine dell’incontro. Monfils ha avuto otto occasioni di break senza riuscire a concretizzarle e, nonostante alcuni lampi del suo repertorio spettacolare, ha faticato a tenere il passo dell’avversario.
Durante il match ha mostrato segni evidenti di stanchezza. “Voglio farlo ma il mio corpo mi dice di no, sto soffrendo”, ha confidato al suo angolo, dove era presente anche la moglie Elina Svitolina. Nel finale il pubblico si è alzato in piedi per sostenerlo e il francese ha risposto con alcuni colpi di alta scuola, salvando anche quattro match point prima di arrendersi dopo 2 ore e 16 minuti. Al termine, il saluto ai tifosi newyorkesi: “Sei il mio secondo pubblico preferito, dopo Parigi ovviamente. E’ stato un vero onore giocare davanti a te e offrire uno spettacolo fantastico. Grazie di tutto. Grazie New York”.