• 3 Settembre 2026 13:33

Corriere NET

Succede nel Mondo, accade qui!

Lo smartwatch che vuole uscire dalla palestra ed essere quotidianità

Set 3, 2026

AGI – Uno smartwatch che faccia molte cose, ma che non costringa chi lo indossa a pensare continuamente di avere un computer al polso. È probabilmente questa la chiave migliore per capire quals aia la scelta aziendale alla base del nuovo Huawei Watch GT 7, presentato a Monaco di Baviera e arrivato alla settima generazione di una famiglia sulla quale il gruppo cinese ha costruito una parte importante della propria strategia nel mercato dei dispositivi indossabili.

L’obiettivo non è tanto aggiungere un’altra funzione a un elenco già molto lungo, quanto stabilire che cosa debba essere oggi uno smartwatch. Huawei sembra avere scelto una strada abbastanza netta: evitare di creare un copia in miniatura dello smartphone e creare piuttosto un oggetto da portare per giorni, possibilmente anche di notte, che abbia nell’attività fisica, nella conoscenza del proprio stato di forma e nella capacità di accompagnare l’utente all’aperto le sue ragioni principali di esistere. Una filosofia che l’azienda riassume nell’idea di una tecnologia che stia “al fianco” delle persone senza diventare un ostacolo nella loro vita quotidiana.

È anche per questo che, nel GT 7, l’autonomia continua ad avere un peso quasi ideologico. I modelli da 46 millimetri possono arrivare, nelle condizioni di utilizzo più leggero indicate dal produttore, fino a 21 giorni con una carica; nella pratica quotidiana i tempi si accorciano, ma le prime prove indipendenti confermano comunque valori lontani dalla ricarica giornaliera richiesta da molti smartwatch concorrenti.

Non è un dettaglio secondario. Un orologio che pretende di ricostruire sonno, recupero e attività fisica perde gran parte della sua utilità se deve essere lasciato troppo spesso sul caricatore. 

Dalla palestra alla montagna

L’altra scelta evidente riguarda lo sport. Con il GT 7 Huawei prova a spostare il baricentro dalla palestra verso l’outdoor. Sci, snowboard e ciclismo sono gli ambiti sui quali l’azienda ha concentrato gran parte del lavoro della nuova generazione. Le mappe di oltre 3.000 comprensori sciistici, la possibilità di distinguere i diversi momenti di una giornata sulla neve o di programmare e seguire le salite in bicicletta hanno un significato che va oltre le singole funzioni: l’obiettivo è trasformare l’orologio da semplice registratore dei chilometri percorsi in uno strumento che aiuti prima, durante e dopo l’attività. In sostanza un orologio sportivo che vuole conservare l’aspetto e la facilità d’uso di uno smartwatch tradizionale

Non soltanto raccogliere dati

Il terzo pilastro è la salute. Ed è forse quello nel quale sta cambiando più rapidamente il ruolo degli smartwatch. Contare battiti, passi e ore di sonno non basta più: il passaggio successivo è provare a mettere insieme quei numeri e renderli comprensibili.

Sul GT 7 la piattaforma Health Insights utilizza diversi indicatori per restituire al mattino una valutazione dello stato di recupero e suggerire, almeno nelle intenzioni del produttore, se affrontare una giornata intensa o concedersi ritmi più prudenti. Sono indicazioni di benessere, non diagnosi mediche, distinzione che la stessa Huawei sottolinea.

La direzione non nasce con questo modello. Da alcuni anni Huawei investe sul sistema TruSense, nato con l’obiettivo dichiarato di rendere il monitoraggio dei parametri fisiologici più accurato e continuo e di trasformare una grande quantità di misurazioni in informazioni utilizzabili dall’utente. Un approccio che raggiunge il suo estremo con il D3, terza generazione dello smartwatch certificato per la misurazione della pressione arteriosa senza dover sacrificare indossabilità e manegevolezza.

È anche una delle ragioni per cui gli smartwatch stanno diventando sempre più importanti per il gruppo cinese. Secondo IDC, nel primo trimestre del 2026 Huawei aveva il 18% delle consegne mondiali di smartwatch, alle spalle di Apple con il 21,5%. Counterpoint indica proprio l’espansione delle funzioni dedicate alla salute, insieme all’allargamento della gamma e all’integrazione dell’ecosistema, tra i fattori che hanno sostenuto la crescita dell’azienda.

Uno smartwatch che non vuole sostituire il telefono

Resta però un elemento che distingue la strategia Huawei da quella di Apple, Samsung e Google. Il GT 7 è compatibile sia con Android sia con iPhone e questo consente all’azienda di rivolgersi a una plaeta molto ampia. L’integrazione non è identica su tutte le piattaforme — su iOS, per esempio, alcune funzioni risultano più limitate — ma la scelta di fondo è quella di non legare l’orologio a un solo ecosistema.

Al tempo stesso, il catalogo di applicazioni e alcune funzioni tipiche degli smartwatch più vicini a uno smartphone rimangono meno estesi rispetto ai concorrenti. È un limite, ma anche la conseguenza di una precisa gerarchia delle priorità: autonomia, sport, salute e design prima della trasformazione dell’orologio in un secondo telefono.

Il risultato è un prodotto che cerca di abitare due mondi. Da una parte il classico orologio rotondo, con materiali e colori pensati perché possa essere portato anche fuori dall’attività sportiva e dall’altra un dispositivo che accumula informazioni sul corpo e sull’attività fisica per cercare di restituirle in una forma sempre meno tecnica.

 

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Guarda la Policy

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close