• 1 Settembre 2026 13:01

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Lamborghini Urus SE, la prova del Super SUV ibrido: emozioni alla guida

Ago 31, 2026

La Lamborghini Urus SE è la prima Urus plug-in hybrid, ma definirla semplicemente “una Urus elettrificata” sarebbe riduttivo, dato che l’ibrido non serve solo ad abbassare consumi ed emissioni o ad aggiungere qualche chilometro in elettrico nelle andature urbane. Serve soprattutto a cambiare il modo in cui il Super SUV del Toro risponde, accelera, entra nella guida di tutti i giorni e poi, quando la strada si fa interessante, torna a ricordare in modo molto chiaro di essere una Lamborghini.

La nostra prova si è svolta tra autostrada e strade collinari vicino all’Autodromo di Imola, un ambiente quasi naturale per un’auto del genere: da una parte il circuito, con tutto il suo carico simbolico; dall’altra le colline attorno a Imola, perfette per capire se una SUV da 800 CV sia davvero capace di divertire anche nel misto. E la risposta, dopo averla guidata, è abbastanza netta: la Urus SE ci piace, non solo perché va fortissimo, cosa prevedibile guardando i suoi numeri, ma perché riesce a mettere insieme potenza, comfort, tecnologia e precisione con una naturalezza che sorprende.

La Urus diventa plug-in, ma resta brutale quando serve

Il cuore della Lamborghini Urus SE è un V8 biturbo da 4,0 litri abbinato a un motore elettrico integrato nel cambio automatico a otto rapporti, che insieme erogano un potenza complessiva di 800 CV, pari a 588 kW, mentre la coppia massima raggiunge 950 Nm. La batteria agli ioni di litio ha una capacità di 25,9 kWh ed è posizionata nella zona posteriore, sopra il differenziale, una soluzione pensata per integrare la parte elettrica senza snaturare l’architettura del modello.

Virgilio MotoriTutte le modalità di guida si settano con il controller ANIMA sul tunnel centrale

Le prestazioni sono ovviamente da supercar: 0-100 km/h in 3,4 secondi e velocità massima di 312 km/h, ma il dato più interessante non è solo quanto va forte, bensì come arriva a quella velocità. La spinta del motore elettrico riempie la risposta ai bassi regimi, rende l’accelerazione più immediata e permette al V8 di esprimersi con una continuità ancora più piena.

La Urus SE può anche viaggiare in modalità elettrica per oltre 60 km dichiarati e bisogna dire che è una cosa quasi straniante, almeno all’inizio: muoversi in silenzio con una Lamborghini così grande, larga e scenografica sembra un piccolo paradosso. Eppure questa doppia anima funziona. Nei tratti tranquilli l’auto diventa più morbida, più fluida, persino più discreta nella risposta, poi basta cambiare modalità o affondare l’acceleratore e tutto torna molto Lamborghini.

In autostrada la Urus SE mostra subito il suo lato più maturo, dove a velocità costante si viaggia con grande stabilità, l’abitacolo resta ben isolato e il cambio automatico lavora in modo fluido, senza cercare sempre la prestazione. È un’auto larga, potente e importante, ma non mette mai soggezione nei trasferimenti, anzi, sorprende per quanto sappia diventare naturale quando non le si chiede il massimo, ma quando si accelera con decisione, il V8 entra in scena con forza, l’elettrico aggiunge spinta immediata e la velocità cresce in modo impressionante.

Non c’è una pausa, non c’è un vuoto, non c’è la sensazione che il peso possa rallentare la risposta, la Urus SE avanza con una facilità quasi irreale, ma senza diventare nervosa. È velocissima, però resta composta.

Nel misto sorprende più di quanto ci si aspetti

Le colline vicino a Imola sono state la parte più interessante della prova. Perché è facile restare colpiti da 800 CV sul dritto, ma un SUV sportivo deve dimostrare il proprio valore quando arrivano curve, cambi di pendenza, carreggiate meno larghe e frenate più decise, ed è qui che la Urus SE riesce davvero a farsi apprezzare, soprattutto se guidata in modalità Sport. Le dimensioni non spariscono ovviamente, la Urus resta un’auto grande, larga, fisica e si guida sempre con la consapevolezza di avere tra le mani un mezzo importante, in particolar modo nelle strade strette dove bisogna prevedere l’arrivo di un’auto in senso opposto.

Però la precisione con cui entra in curva e la rapidità con cui riesce a cambiare direzione sono davvero notevoli, e il merito va al lavoro combinato di sospensioni pneumatiche adattive, barre antirollio attive, trazione integrale, differenziale posteriore elettronico e torque vectoring.

Virgilio MotoriNonostante le dimensioni la Urus SE si inserisce in curva con precisione

Lo sterzo è diretto e ben caricato e non dà quella sensazione vaga o filtrata che a volte si trova sui SUV di lusso molto potenti. Permette invece di inserire l’auto con fiducia, lasciando percepire abbastanza bene quello che accade davanti. Nei tratti più guidati il peso si sente, ma non diventa mai un limite fastidioso, infatti la carrozzeria resta controllata, l’assetto sostiene bene e la trazione permette di uscire dalle curve con una motricità impressionante.

La parte elettrica si avverte soprattutto nelle ripartenze, in uscita di curva la spinta arriva subito, piena, senza attese. Il V8 dà corpo e sound, il motore elettrico aggiunge prontezza, il cambio tiene il ritmo e la Urus SE riparte con una forza che fa quasi dimenticare il formato SUV. Non diventa mai una sportiva bassa, naturalmente, ma riesce a ridurre molto la distanza tra un’auto alta da viaggio e una vera Lamborghini.

Uno dei timori più naturali davanti a una Lamborghini plug-in hybrid riguarda il carattere. L’elettrificazione rischia di togliere qualcosa alla parte emotiva? Dopo la prova, la sensazione è che sulla Urus SE accada il contrario. L’elettrico non sostituisce il V8, lo completa. La cosa riuscita è che le due anime non sembrano separate, non c’è una Urus elettrica da una parte e una Urus V8 dall’altra, ma c’è un’unica auto che cambia registro in base al contesto. Può essere fluida e silenziosa nei trasferimenti, poi diventare brutale e coinvolgente quando la strada lo permette.

Con 800 CV e 950 Nm, i freni sono fondamentali e durante la prova la Urus SE ha trasmesso grande sicurezza anche nelle decelerazioni più decise. Il pedale è consistente, la risposta è potente e l’auto resta stabile quando si arriva forte a una curva e si frena con molta decisione. È un aspetto importante, perché su un SUV così prestazionale il problema non è solo accelerare, ma riuscire a gestire velocità e massa in ogni situazione.

Anche l’assetto ci è sembrato molto ben riuscito. Sulle strade collinari vicino a Imola, dove l’asfalto non è sempre perfetto, la Urus SE è rimasta sostenuta ma non inutilmente rigida. Assorbe, controlla, segue la strada e non costringe a rallentare per paura delle irregolarità. Questo rende la guida più naturale e permette di aumentare progressivamente il ritmo senza sentirsi in lotta con l’auto.

Dentro è scenografica, ma anche efficiente

L’abitacolo della Urus SE resta molto Lamborghini, dove la posizione di guida è alta ma sportiva, i comandi sono pratici e l’atmosfera è tecnica, ricca, quasi aeronautica in alcuni dettagli. Non è un interno minimalista e non vuole esserlo, qui tutto comunica prestazione, lusso e teatralità. Il sistema di infotainment integra le informazioni legate alla parte ibrida, ai flussi di energia, alle modalità di guida e alla ricarica.

È importante, perché su una plug-in hybrid così potente bisogna capire cosa sta facendo l’auto, senza trasformare ogni informazione in una complicazione. La Urus SE riesce a comunicare abbastanza bene la propria doppia natura, rendendo fattibile il passaggio tra elettrico, ibrido e guida sportiva.

Virgilio MotoriAll’interno è sportiva con i comandi pratici e in stile aeronautico

Lo spazio resta quello di un SUV vero, dove davanti si sta comodi, dietro c’è abitabilità reale e il bagagliaio resta utilizzabile. È uno dei motivi per cui la Urus ha avuto un ruolo così importante per Lamborghini: permette di vivere il marchio in modo più pratico, senza rinunciare del tutto all’esperienza speciale che ci si aspetta dal Toro.

Dopo averla provata tra autostrada e colline vicino a Imola, la Lamborghini Urus SE ci ha convinto perché non sembra una semplice evoluzione tecnica della Urus precedente. È un’auto più completa, più moderna e più versatile, ma ancora profondamente Lamborghini.

La tecnologia plug-in hybrid non raffredda l’esperienza, ma al contrario la rende la risposta più immediata, aggiunge una modalità di guida silenziosa e amplia le possibilità d’uso quotidiano. Il V8 resta protagonista quando si cerca emozione, mentre l’elettrico lavora per dare fluidità, prontezza e una spinta ancora più piena.

Ci è piaciuta soprattutto nel misto, dove riesce a essere più precisa e coinvolgente di quanto ci si aspetterebbe da un SUV di queste dimensioni. Non è una supercar rialzata, e non avrebbe senso raccontarla così. È qualcosa di diverso: un Super SUV capace di unire presenza scenica, comfort, prestazioni estreme e una dinamica molto curata. E se per caso tutte queste prestazioni non vi bastano, Lamborghini ha presentato da poco a Goodwood la nuova Urus SE Performante, con sotto il cofano ancora più potenza.

La Urus SE dimostra che l’elettrificazione, quando viene usata con intelligenza, può diventare parte del piacere di guida e in questo caso non cancella il carattere Lamborghini, lo aggiorna. E sulle strade vicino a Imola questa trasformazione si è sentita in modo molto chiaro.

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