• 29 Agosto 2026 13:19

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Parcheggiare di traverso, la rivoluzione del nuovo Codice della Strada

Ago 29, 2026

Per anni è stata una consuetudine tollerata in molte città italiane. Le prime a inaugurare questa abitudine furono le Smart fortwo, sfruttando la loro lunghezza ridotta per infilarsi negli spazi più stretti. Poi sono arrivate le minicar e i quadricicli elettrici, che hanno ulteriormente diffuso una pratica tanto comune quanto irregolare. Per il Codice della Strada, infatti, parcheggiare di traverso rispetto al marciapiede è sempre stato vietato.

Ora, però, qualcosa potrebbe cambiare. Tra le novità contenute nel testo-base del nuovo CdS compare infatti una disposizione che apre alla possibilità di sostare perpendicolarmente al margine della carreggiata. Una modifica apparentemente secondaria, ma destinata a incidere sulla mobilità urbana e sulla gestione degli spazi di sosta nei centri abitati.

Oggi la norma non lascia spazio a interpretazioni

L’attuale Codice della Strada è molto chiaro. L’articolo 157 stabilisce che, salvo diversa segnalazione, un veicolo in sosta o in fermata deve essere collocato il più vicino possibile al margine destro della carreggiata e in posizione parallela rispetto a esso, seguendo il senso di marcia.

La regola vale praticamente ovunque e rappresenta uno dei principi base della sosta su strada. Non sono previste deroghe per le vetture particolarmente corte né per i quadricicli leggeri. Di conseguenza, chi parcheggia l’auto di traverso rischia una sanzione amministrativa.

Il prontuario utilizzato dalle forze dell’ordine considera infatti irregolare il comportamento di chi non colloca il veicolo parallelamente al margine della carreggiata. La multa prevista è di 42 euro, ridotta a 29,40 euro in caso di pagamento entro cinque giorni. Nessuna conseguenza, invece, sul fronte della patente: non sono previsti punti da decurtare.

La novità pensata per i veicoli più compatti

La proposta contenuta nel nuovo Codice conserva il principio generale della sosta parallela, ma introduce una significativa eccezione dedicata ai veicoli più piccoli. Secondo il testo, nei centri abitati sarà possibile collocare il mezzo anche perpendicolarmente al margine della carreggiata quando non sono presenti stalli tracciati oppure quando gli stalli esistenti hanno una larghezza di almeno 2,80 metri.

Non tutti i veicoli potranno però beneficiare della novità. La disposizione riguarda esclusivamente auto, motocicli, ciclomotori, tricicli e quadricicli con una lunghezza pari o inferiore a 2,70 metri. Si tratta di una soglia che comprende numerosi quadricicli elettrici oggi presenti sul mercato e alcuni veicoli urbani progettati espressamente per la mobilità cittadina.

Perché il legislatore guarda alle città

La modifica nasce da un’esigenza concreta. Negli ultimi anni le amministrazioni locali si sono trovate a fare i conti con spazi sempre più limitati e con l’arrivo di una nuova generazione di mezzi estremamente compatti. L’obiettivo è quindi sfruttare meglio la superficie disponibile senza compromettere la sicurezza della circolazione.

In pratica, il legislatore prende atto di un comportamento già diffuso e prova a regolamentarlo, definendo limiti e condizioni precise. Il principio resta infatti quello di non creare ostacoli alla carreggiata. La sosta perpendicolare sarà consentita soltanto quando il veicolo potrà essere collocato senza sporgere in modo pericoloso o intralciare il traffico.

Una svolta per Smart e quadricicli elettrici

Se la norma dovesse essere confermata dopo il confronto con le associazioni di settore previsto nelle prossime settimane, molte immagini oggi considerate al limite della regolarità potrebbero diventare perfettamente legittime. Le piccole citycar e soprattutto i quadricicli elettrici potrebbero sfruttare in maniera più efficiente gli spazi urbani, contribuendo a incrementare il numero dei posti disponibili lungo le strade.

Non si tratta di una rivoluzione destinata a cambiare il volto delle città dall’oggi al domani. Tuttavia è uno dei segnali più evidenti di come il nuovo Codice della Strada stia cercando di adattarsi all’evoluzione dei veicoli e delle abitudini di mobilità. E per chi guida una minicar lunga poco più di due metri e mezzo, la possibilità di parcheggiare di traverso potrebbe presto smettere di essere una semplice tolleranza.

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