Con Usain Bolt tutto sembra relativo, compreso il tempo. Oggi che compie 40 anni, i suoi record sembrano essersi fermati al 2009, quando corse i 100 metri in 9,58 secondi e i 200 in 19,19. Da allora sono cambiati scarpe e metodi di allenamento, eppure nessuno è riuscito a fare meglio e per cercare qualcosa di altrettanto rapido fuori dalla pista il velocista giamaicano si è rivolto alla Nissan GT-R.
Una Nissan GT-R preparata su misura
Una l’aveva già comprata nel 2012, quando, nei mesi delle Olimpiadi di Londra, la Casa nipponica lo nominò ambasciatore e gli disegnò addosso un incarico, quello di “Director of Excitement”. Il nome bizzarro non tolse nulla al fatto che dietro ci fosse un impegno serio: nell’ottobre dello stesso anno il mito della corsa salì su un aereo diretto verso il Giappone, dove visitò la sede del marchio e prese il volante sulla pista di prova. Sulla base del suo comportamento alla guida, dalle accelerazioni alle traiettorie in curva, gli ingegneri intervennero sulla messa a punto della vettura.
Che Bolt fosse orgoglioso dei traguardi tagliati in carriera lo diceva – macché, lo urlava – il colore della carrozzeria: un vistoso oro, richiamo ai successi nei 100, 200 e 4×100 ai Giochi da poco mandati in archivio. Cerchi forgiati Rays a dieci razze, rifiniti in Hyper Titanium, completavano gli esterni, mentre dettagli bianchi e un impianto audio Bose distinguevano l’abitacolo. E lo stemma “Spec Bolt” toglieva ogni eventuale dubbio sull’identità del proprietario, il tocco finale su un pezzo unico, consegnato nel maggio del 2013 direttamente presso il suo centro di allenamento in Giamaica.
I 550 CV e i 632 Nm del V6 biturbo da 3,8 litri raggiungevano le quattro ruote attraverso un cambio a doppia frizione a sei rapporti, chiamato a muovere 1.730 kg. Ma era soprattutto il modo in cui gestiva tutta questa potenza nella guida di ogni giorno a sorprendere.
La GT-R dorata venduta all’asta
Spesso la “Spec Bolt” viene scambiata per un’altra GT-R dorata legata al velocista. Eppure, già alla sua presentazione nel 2012 Nissan chiarì che l’avrebbe messa all’asta su eBay, con la firma di Bolt sulla carrozzeria e alcuni elementi interni in oro invece assenti sulla sua auto personale.
Ad aggiudicarsela all’asta fu un australiano per 187.100 dollari, che, sommati ai proventi derivanti dalla vendita di caschi, tute da gara e altri oggetti autografati, portarono il totale della raccolta a 193.191. La somma venne interamente versata alla Usain Bolt Foundation per finanziare progetti educativi e culturali destinati ai ragazzi giamaicani.
Esiste infine una terza GT-R dorata, appartenente alla Heritage Collection di Nissan e chiamata GT-R Bolt Special. Risale al 2012 e porta la firma dell’atleta, apposta durante un evento organizzato in Giappone. Le tre vetture si assomigliano, ma hanno avuto percorsi diversi: una fu venduta per beneficenza, una rimase a Nissan e la “Spec Bolt” venne consegnata al suo proprietario in Giamaica. Bolt ha lasciato l’atletica nel 2017 con otto ori olimpici: nove anni più tardi, i due record mondiali individuali sono ancora suoi. A diciassette anni da quelle corse di Berlino il cronometro continua a restituire sempre gli stessi due numeri.