Leclerc perde la pole per un soffio: 55 millesimi che lo relegano in terza piazza. Una vera beffa, perché il suo giro è stato vicino alla perfezione. Lewis si perde sul più bello, invece, smarrendo il feeling in SQ3 a bordo della sua Ferrari. Domani serve ottimizzare il risultato per poi realizzare un ulteriore salto per la seconda parte del fine settimana di gara
Ferrari: cosa è successo nelle libere di Zandvoort?
Le uniche prove libere a Zandvoort si aprono all’insegna dell’incertezza. La pioggia mattutina lascia in dote un asfalto insidioso, costringendo i team a un avvio cauto con gomme Intermedie. Un approccio che dura poco, pero. Passati alle Medium si inizia a raccogliere dati concreti sul setup. Il lavoro sui manettini e i piccoli aggiustamenti permettono ai piloti di trovare un bilanciamento efficace.
Tra i due, è Lewis Hamilton a mostrare da subito un feeling invidiabile, sfruttando la sua sensibilità per domare la Rossa e mettere davanti a tutti in classifica. Leclerc ci mette qualche giro in più per sbloccarsi, decidendo di prolungare lo stint per trovare la giusta confidenza, prima di piazzare la zampata che lo porta provvisoriamente in vetta.
Sul fronte del passo gara, le indicazioni sono state confortanti. Dal muretto arriva la conferma sulla bontà del ritmo nelle 7 tornate svolte. Gli onboard mostrano un anteriore preciso, anche se manca ancora quel guizzo di perfezione quando la rossa deve cambiare direzione all’improvviso. Da qui arrivano alcune correzione in inserimento.
Leclerc, pur a parità di gomma e carico di carburante, mostra qualche sbavatura in più rispetto al compagno, evidenziando un’handling ancora da raffinare al millimetro. Il passaggio alle mescole Soft per la simulazione di qualifica riaccende il confronto diretto. Entrambi i ferraristi lavorano in maniera piuttosto meticolosa sull’attivazione delle coperture.
Lewis si conferma il più incisivo e guadagna terreno prezioso nel primo settore, gestendo il vantaggio fino al traguardo, per poi chiudere con un decimo e mezzo di margine su Charles. La SF-26 sembrava esserci ma la corsa alla pole position si profilava come una battaglia sul filo dei millesimi. Mercedes e McLaren non staranno di certo a a guardare.
Buona partenza in qualifica: SF-26 con alto potenziale
La sessione classificatoria valida per la Sprint Race ha messo in luce una SF-26 dal potenziale indiscutibile, ma ancora limitata da una finestra di utilizzo degli pneumatici non perfetta. Un dettaglio tecnico di rilevanza che caratterizza l’avvio del turno: a differenza di quanto visto nelle FP1, gli ingegneri del Cavallino Rampante decidono di montare il nuovo pacchetto di aggiornamenti.
Una mossa strategica precisa, mirata a estrarre il massimo carico verticale sui saliscendi del tracciato olandese. La prima frazione della qualifica (SQ1) ha visto entrambe le monoposto italiane aggredire l’asfalto con le coperture Pirelli a banda gialla, le mescole Medium. Fin dai primissimi chilometri è emersa con prepotenza la vera sfida tecnica del weekend:l’attivazione della gomma.
Su un circuito tortuoso e atipico come Zandvoort, raggiungere la corretta temperatura d’esercizio e, fattore ancor più cruciale, mantenerla stabile lungo tutti i quasi quattro chilometri e mezzo di pista, rappresenta la vera discriminante per generare il massimo grip meccanico.
I dialoghi via radio tra i piloti e il muretto box hanno subito confermato questa tendenza, segnalando come dopo un solo giro di lancio l’attivazione della mescola non fosse ancora giunta a compimento. Nonostante questa latenza nell’innesco termico, i riscontri cronometrici della SF-26 si sono rivelati da subito incoraggianti, con un’handling complessivo è bilanciato.
In questa fase, Charles Leclerc è riuscito a mettersi subito in evidenza dettando il ritmo, mentre Lewis Hamilton ha dovuto abortire un tentativo a causa del traffico intenso, riuscendo comunque a superare il taglio verso la fase successiva in totale sicurezza. Entrando nel vivo della SQ2, il tema della gestione termica si è riproposto invariato.
Sempre su gomma Medium, le due SF-26 sono buone una volta superato l’ostico ostacolo del warm-up. Dal punto di vista della dinamica del veicolo, l’auto non ha palesato carenze di rotazione a centro curva; tuttavia, la precisione in fase di ingresso è parsa a tratti un pelo limitata nei cambi di direzione. Centrare perfettamente l’apice non sempre era cosa facile.
Nel momento topico Charles tira fuori il meglio
La forbice prestazionale tra i due alfieri di Maranello ha iniziato ad allargarsi: Leclerc ha confermato un ottimo feeling con il pacchetto aggiornato, stampando tempi di rilievo, mentre Hamilton ha palesato le prime reali difficoltà nel cucirsi addosso il setup della vettura. Il momento decisivo della SQ3 ha alzato ulteriormente l’asticella della tensione e della difficoltà tecnica.
Con il passaggio alle Soft le prestazioni dei due ferraristi si sono spaccate. Lewis è incappato in una vistosa sbavatura nel primo settore; una rapida e aggressiva correzione del volante che gli è costata decimi preziosi, una perdita di tempo unita a un terzo settore non ottimale che lo ha relegato a una deludente settima casella. Al contrario, Leclerc ha dipinto un giro magistrale.
Un’armonia perfetta tra pilota e macchina che, per una spietata legge del cronometro, gli ha garantito “solo” la terza posizione, fermandosi a un’inezia (appena 55 millesimi) dalla pole position. Un distacco così esiguo lascia inevitabilmente un velo di amarezza, ma conferma quanto ipotizzato nelle analisi post-FP1: in un gruppo così compatto, è l’ottimizzazione dell’ultimo dettaglio fa la differenza.
Guardando alla Sprint Race la Ferrari sa di avere tra le mani una vettura competitiva. La priorità assoluta della squadra sarà ottimizzare il risultato nella mini gara, per poi eventualmente ritoccare il setup in vista della seconda e più importante qualifica del weekend ed estrarre tutto l’alto potenziale dalla SF-26.
Qualifica Sprint GP Olanda: risultati
POS
NO
DRIVER
TEAM
Q1
Q2
Q3
LAPS
1
63
George Russell
Mercedes
1:13.278
1:12.235
1:11.567
17
2
4
Lando Norris
McLaren
1:13.071
1:12.189
1:11.608
15
3
16
Charles Leclerc
Ferrari
1:13.011
1:12.190
1:11.622
16
4
81
Oscar Piastri
McLaren
1:13.126
1:12.026
1:11.666
15
5
12
Kimi Antonelli
Mercedes
1:13.668
1:12.511
1:11.794
15
6
1
Max Verstappen
Red Bull Racing
1:13.585
1:12.771
1:12.094
15
7
44
Lewis Hamilton
Ferrari
1:13.151
1:12.445
1:12.191
15
8
10
Pierre Gasly
Alpine
1:13.977
1:12.720
1:12.578
12
9
5
Gabriel Bortoleto
Audi
1:13.730
1:12.786
1:12.583
12
10
41
Arvid Lindblad
Racing Bulls
1:14.057
1:12.785
1:12.737
15
11
30
Liam Lawson
Red Bull Racing
1:13.420
1:13.136
–
13
12
22
Yuki Tsunoda
Racing Bulls
1:14.490
1:13.145
–
11
13
43
Franco Colapinto
Alpine
1:14.618
1:13.439
–
9
14
27
Nico Hulkenberg
Audi
1:14.284
1:13.616
–
13
15
31
Esteban Ocon
Haas F1 Team
1:14.503
1:13.893
–
12
16
23
Alexander Albon
Williams
1:14.596
1:14.294
–
12
17
87
Oliver Bearman
Haas F1 Team
1:14.728
–
–
6
18
55
Carlos Sainz
Williams
1:14.738
–
–
7
19
18
Lance Stroll
Aston Martin
1:15.391
–
–
5
20
77
Valtteri Bottas
Cadillac
1:15.472
–
–
7
21
11
Sergio Perez
Cadillac
1:15.545
–
–
7
22
14
Fernando Alonso
Aston Martin
1:16.014
–
–
5