• 21 Agosto 2026 16:00

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Atletica, Iapichino: “Conoscere Larissa per migliorare me stessa”

Ago 21, 2026

AGI – “L’oro di Birmingham è sul tavolo, devo trovare una collocazione ma per il momento lo vedo ogni momento che passo. Sarò sempre un continuo conoscere Larissa e a cercare di essere sempre la miglior versione di me stessa”. Così nel corso di un’intervista con l’AGILarissa Iapichino, neo campionessa europea del salto in lungo a Birmingham, parla dei suoi prossimi appuntamenti ma anche del suo rapporto con il padre-allenatore, Gianni, e della rinascita dopo la delusione del Mondiale dello scorso anno a Tokyo.

Ventiquattro anni compiuti lo scorso 18 luglio, in questa stagione Larissa, fiorentina doc, ha messo assieme una serie di risultati importanti. Prima di stabilire il record italiano ad Eugene atterrando a 7,12 metri, un centimetro in più rispetto al precedente limite, quello di mamma Fiona May datato 1998, ha conquistato l’argento ai Mondiali indoor, ha vinto il World Indoor Tour del lungo, ed è salita tre volte sul podio in Diamond League. Il 5 settembre nella capitale belga andrà a caccia della conquista del terzo ‘diamante’ della collezione.

Obiettivi verso Los Angeles 2028

L’atleta delle Fiamme Oro che si allena con papà allo stadio Ridolfi di Firenze, dotata di eccellenti qualità tecniche, alla domanda circa gli obiettivi di medaglie e misure da raggiungere, risponde, “sono molto scaramantica, non mi esprimerò mai sui numeri, posso dire che sto già lavorando in funzione delle Olimpiadi di Los Angeles 2028”.

La finale di Birmingham

“La finale di Birmingham è stata una gara diversa rispetto al solito – racconta Larissa a meno di una settimana dall’oro europeo -. Le mie colleghe non mi danno mai per finita perché sanno che il mio salto migliore può arrivare verso fine gara. Come ad Eugene il salto più lungo è arrivato al primo. Sono arrivata agli Europei molto focalizzata, pronta, 7.00 metri ad un Campionato è una bella misura. Rispetto al dover rincorrere le altre questa volta è stato diverso, ti pone in una situazione mentale diversa dove non hai l’affanno di dover rincorrere e provare a vincere all’ultimo salto”.

Una stagione ancora da completare

La stagione della Iapichino non è conclusa e quindi le feste sono solo posticipate. “Non ho ancora festeggiato, la stagione non è ancora finita, voglio continuare a restare focalizzata sulla stessa vita di sempre, però questo oro è una grandissima gioia, me lo sto godendo – racconta all’AGI, Larissa -. Il 5 settembre sarò a Bruxelles per la finale di Diamond League e poi concluderò l’11 settembre a Budapest in quello che è un Mondiale d’élite con le prime otto saltatrici del ranking. Questa stagione mi sta regalando tanto: non solo la medaglia, non solo il record. È una stagione che mi serviva, una sorta di rivalsa dopo alcune gare che non erano andate come volevo”.

Il rapporto con il padre-allenatore

Alla domanda sul rapporto con il padre-allenatore, la campionessa europea di lungo dice: “Il rapporto allenatore-atleta con papà si è costruito negli anni, ormai siamo abituati, siamo cresciuti assieme anche se i ruoli devono essere ben definiti” e precisa, “nutro rispetto e stima nei confronti di mio padre come allenatore che mi conosce nel profondo, sa quando serve una scossa o quando serve una parola di conforto: come mi ha sempre detto papà, anche per lui gli allenatori sono stati dei secondi padri”.

 

 

La rinascita dopo Tokyo

Larissa ha parlato anche del post-Mondiali dello scorso anno a Tokyo: “Sicuramente dopo la delusione di Tokyo 2025 c’è stato un po’ uno switch e ho voluto prendere in mano Larissa come persona e quindi ho iniziato un percorso volto proprio alla profonda conoscenza di me – spiega Iapichino -. Sono convinta che in pedana ci vada prima la persona ancora prima dell’atleta e quindi è importante avere una grandissima dimestichezza del proprio essere, di chi si è, di che cosa si vuole intimamente andando anche a toccare dei punti anche scomodi per far sì che si sia totalmente a proprio agio con noi stessi. In gara avere una solidità interiore è importante nei momenti di difficoltà. Sarò sempre un continuo conoscere Larissa e a cercare di essere sempre la miglior versione di me stessa e di andare a lavorare su dettagli, su aspetti della mia persona, del mio carattere, del mio modo di essere, del mio modo di fare in modo tale da poter essere sempre il più pronta possibile”.

 

AGI – “L’oro di Birmingham è sul tavolo, devo trovare una collocazione ma per il momento lo vedo ogni momento che passo. Sarò sempre un continuo conoscere Larissa e a cercare di essere sempre la miglior versione di me stessa”. Così nel corso di un’intervista con l’AGI, Larissa Iapichino, neo campionessa europea del salto in lungo a Birmingham, parla dei suoi prossimi appuntamenti ma anche del suo rapporto con il padre-allenatore, Gianni, e della rinascita dopo la delusione del Mondiale dello scorso anno a Tokyo.
Ventiquattro anni compiuti lo scorso 18 luglio, in questa stagione Larissa, fiorentina doc, ha messo assieme una serie di risultati importanti. Prima di stabilire il record italiano ad Eugene atterrando a 7,12 metri, un centimetro in più rispetto al precedente limite, quello di mamma Fiona May datato 1998, ha conquistato l’argento ai Mondiali indoor, ha vinto il World Indoor Tour del lungo, ed è salita tre volte sul podio in Diamond League. Il 5 settembre nella capitale belga andrà a caccia della conquista del terzo ‘diamante’ della collezione.
Obiettivi verso Los Angeles 2028
L’atleta delle Fiamme Oro che si allena con papà allo stadio Ridolfi di Firenze, dotata di eccellenti qualità tecniche, alla domanda circa gli obiettivi di medaglie e misure da raggiungere, risponde, “sono molto scaramantica, non mi esprimerò mai sui numeri, posso dire che sto già lavorando in funzione delle Olimpiadi di Los Angeles 2028”.
La finale di Birmingham
“La finale di Birmingham è stata una gara diversa rispetto al solito – racconta Larissa a meno di una settimana dall’oro europeo -. Le mie colleghe non mi danno mai per finita perché sanno che il mio salto migliore può arrivare verso fine gara. Come ad Eugene il salto più lungo è arrivato al primo. Sono arrivata agli Europei molto focalizzata, pronta, 7.00 metri ad un Campionato è una bella misura. Rispetto al dover rincorrere le altre questa volta è stato diverso, ti pone in una situazione mentale diversa dove non hai l’affanno di dover rincorrere e provare a vincere all’ultimo salto”.
Una stagione ancora da completare
La stagione della Iapichino non è conclusa e quindi le feste sono solo posticipate. “Non ho ancora festeggiato, la stagione non è ancora finita, voglio continuare a restare focalizzata sulla stessa vita di sempre, però questo oro è una grandissima gioia, me lo sto godendo – racconta all’AGI, Larissa -. Il 5 settembre sarò a Bruxelles per la finale di Diamond League e poi concluderò l’11 settembre a Budapest in quello che è un Mondiale d’élite con le prime otto saltatrici del ranking. Questa stagione mi sta regalando tanto: non solo la medaglia, non solo il record. È una stagione che mi serviva, una sorta di rivalsa dopo alcune gare che non erano andate come volevo”.
Il rapporto con il padre-allenatore
Alla domanda sul rapporto con il padre-allenatore, la campionessa europea di lungo dice: “Il rapporto allenatore-atleta con papà si è costruito negli anni, ormai siamo abituati, siamo cresciuti assieme anche se i ruoli devono essere ben definiti” e precisa, “nutro rispetto e stima nei confronti di mio padre come allenatore che mi conosce nel profondo, sa quando serve una scossa o quando serve una parola di conforto: come mi ha sempre detto papà, anche per lui gli allenatori sono stati dei secondi padri”.
 

 
La rinascita dopo Tokyo
Larissa ha parlato anche del post-Mondiali dello scorso anno a Tokyo: “Sicuramente dopo la delusione di Tokyo 2025 c’è stato un po’ uno switch e ho voluto prendere in mano Larissa come persona e quindi ho iniziato un percorso volto proprio alla profonda conoscenza di me – spiega Iapichino -. Sono convinta che in pedana ci vada prima la persona ancora prima dell’atleta e quindi è importante avere una grandissima dimestichezza del proprio essere, di chi si è, di che cosa si vuole intimamente andando anche a toccare dei punti anche scomodi per far sì che si sia totalmente a proprio agio con noi stessi. In gara avere una solidità interiore è importante nei momenti di difficoltà. Sarò sempre un continuo conoscere Larissa e a cercare di essere sempre la miglior versione di me stessa e di andare a lavorare su dettagli, su aspetti della mia persona, del mio carattere, del mio modo di essere, del mio modo di fare in modo tale da poter essere sempre il più pronta possibile”.
 

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