I fan più giovani della Formula 1 ammirano Max Verstappen, esattamente come quelli più anziani erano abituati a idolatrare Senna e Schumacher. Il figlio d’arte di Jos ha demolito record di precocità, riuscendo a conquistare 4 riconoscimenti iridati di fila, come è avvenuto in precedenza solo a Fangio agli albori della F1, al Kaiser ai tempi della Ferrari, a Vettel in Red Bull Racing e a Hamilton in Mercedes.
Il pilota olandese ha sfiorato il quinto riconoscimento iridato di fila, ma è stato battuto da Lando Norris su McLaren nel 2025. In questa annata Max non ha a disposizione una RB all’altezza del suo talento e non è ancora riuscito a calcare il primo gradino del podio. L’idea di creare un museo non rappresenterebbe una trovata di marketing in una fase difficile, ma una vera e propria eredità sportiva per ispirare le nuove generazioni di piloti.
Il progetto di SuperMax
Il piano del campione della Red Bull Racing è stato influenzato dal museo creato da Fernando Alonso. Il ventottenne starebbe pensando a un modo per riunire in un unico luogo tutti i successi di una carriera gloriosa. Lo spazio potrebbe attirare migliaia di appassionati, sullo stampo di quello costruito dal due volte iridato dell’Aston Martin nelle Asturie, in Spagna.
Un museo ad hoc, come annunciato per la prima volta in un’intervista dell’alfiere della Red Bull a Formule 1 Magazine, è stato solo abbozzato, senza una location precisa e una data di realizzazione, ma Verstappen non vuole lasciare nulla di intentato. Dovrà essere un luogo in cui tutti i suoi fan potranno riunirsi e vedere in prima persona i suoi cimeli. L’Orange Army è sempre presente sugli spalti dei circuiti in calendario e meritano una esperienza indimenticabile. I tifosi di F1 hanno manifestato grande curiosità nell’esposizione di alcuni degli effetti personali del fuoriclasse olandese nel suo store ufficiale a Swalmen. Un museo dedicato a tute, caschi, trofei, monoposto guidate in carriera e altri cimeli sarebbe apprezzato e potrebbe ispirare dei giovani ad avvicinarsi al karting.
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Una immagine da re
Verstappen ha costruito tutta la sua carriera nel circus sotto l’ala protettiva di Red Bull Racing. Il nativo di Hasselt è diventato un simbolo e lo stesso Stefano Domenicali, CEO della F1, ha ammesso di essersi confrontato con l’olandese per i nuovi regolamenti tecnici. Le critiche che ha mosso Max alle nuove monoposto all’inizio del 2026 non hanno rappresentato un buon biglietto da visita e Domenicali ha assicurato che la presenza o meno di Verstappen non determinerà l’esistenza in sé dello sport e che il campionato andrebbe avanti anche senza di lui, ma il pilota rappresenta una delle figure più importanti in griglia.
Nessun pilota della sua generazione è stato in grado di tenergli testa sul piano dei risultati e, nonostante un carattere fumantino, è oggi una calamita per tutti i giovani fan. Max potrebbe sfruttare la sua popolarità per diventare una macchina da soldi nei prossimi anni. Il museo darebbe ancora più credito al suo percorso nel Motorsport e i vertici della F1 lo hanno coinvolto in prima persona nei piani futuri con la speranza che continui a gareggiare per ancora molto tempo. Il suo rinnovo con Red Bull Racing è ancora incerto e potrebbe anche decidere di esplorare full time altre categorie dell’automobilismo.