Durante il bagno l’auto rimane sotto il sole a scaldarsi, ma in quel momento abbiamo altro a cui pensare. Ce ne rendiamo conto al ritorno, quando apriamo la portiera e l’aria bollente rimasta chiusa nell’abitacolo esce tutta di un colpo. Trentacinque gradi, letti sul termometro esterno, sembrano già parecchi e dopo un’ora lontano da qualsiasi riparo paghiamo pegno: a bordo se ne possono trovare 60 o 70. Sedile e volante diventano allora due superfici sulle quali appoggiare la pelle con molta cautela. Il dito va subito sul comando del climatizzatore, spesso alla massima potenza, ma qualche minuto con porte e finestrini spalancati evita almeno di chiedergli subito un miracolo.
Auto al sole: quanto aumenta la temperatura
Il Touring Club Svizzero ha provato a misurare il caldo dove mani e gambe finiscono necessariamente. Sulla plancia di un’auto priva di protezioni sono stati superati i 77 °C, sufficienti a procurarsi una scottatura, che scendono sotto i 40° con una schermatura riflettente. Una differenza enorme ottenuta con il classico parasole, quello che per buona parte dell’anno lasciamo accartocciato nel bagagliaio.
Lasciate nelle medesime condizioni, fra una carrozzeria bianca e una nera possono correre venti gradi. In dieci minuti la prima è passata da 25 a 50 °C nel test, contro i 60 della seconda, ed è appena l’inizio perché trascorsa un’ora la forbice si allarga, con i valori saliti rispettivamente a 60 e 80 °C. Nell’abitacolo la differenza si assottiglia, visto che entrambe arrivano rapidamente intorno ai 40.
I rischi per i più piccoli
I finestrini aperti di pochi centimetri promettono molto più di quanto mantengano: a vettura ferma la temperatura interna cambia appena. Servono soprattutto al momento di ripartire, quando porte e vetri abbassati consentono al calore accumulato di abbandonare l’abitacolo. La situazione rischia di sfuggire completamente di mano se ci sono bambini e animali all’interno. In appena venti minuti i più piccoli possono già andare incontro all’ipertermia, avverte il ministero della Salute, che invita ad adottare tutte le precauzioni del caso, come lasciare il veicolo in una zona d’ombra, laddove disponibile.
Del caldo deve preoccuparsi pure chi occupa il posto di guida. Debolezza, vertigini, mal di testa e pressione in calo: la disidratazione si presenta così. Se poi lo stress termico provoca il collasso dei vasi periferici, al cervello arriva meno sangue e la lucidità ne paga le conseguenze, proprio mentre l’articolo 141 del Codice della Strada pretende dal conducente il pieno controllo del veicolo.
Prima di partire sarebbe il caso di riempire la bottiglia d’acqua, da tenere a portata di mano. In assenza di una borsa termica, esiste un rimedio piuttosto artigianale: avvolgere la bottiglia nella carta da cucina inumidita e, sopra, mettere un foglio d’alluminio. Evaporando piano, l’acqua della carta aiuta a tenere fresco il contenuto.
Anche il costume da bagno merita attenzione. Lasciare la pelle scoperta a contatto con la cintura può provocare lesioni serie persino durante un urto modesto, eppure, secondo uno studio citato dall’European Automobile Commission Foundation, nelle località di vacanza accade in un caso su quattro. Una maglietta richiede pochi secondi, molto meno del tempo necessario a curare un’ustione. Il grande caldo chiede alcune accortezze nella preparazione come aprire l’auto, farla respirare, controllare sedile e volante, bere e soltanto allora partire. Affrontare il viaggio storditi dalla temperatura, invece, può rovinare molto più del pomeriggio.