AGI – Il ceo di Nvidia Jensen Huang ha pubblicato il suo primo messaggio su X per sostenere i modelli di intelligenza artificiale open-weight e rilanciare una lettera aperta firmata da 25 aziende e organizzazioni del settore, che invita i decisori politici statunitensi a non introdurre restrizioni generalizzate su questa tecnologia. “L’intelligenza artificiale trasformerà ogni settore, alimenterà ogni azienda e sarà sviluppata da ogni Paese”, ha scritto Huang. “I modelli aperti rafforzano sicurezza e cybersicurezza, accelerano innovazione e diffusione e favoriscono la sovranità”.
La lettera, intitolata “Open Weights and American AI Leadership”, sostiene che la leadership degli Stati Uniti nell’intelligenza artificiale “non sarà giudicata da un singolo modello di frontiera, ma dalla capacità di costruire un ecosistema aperto e forte che si diffonda in ogni settore dell’economia”. Secondo i firmatari, i modelli open-weight, che possono essere scaricati, ispezionati, modificati ed eseguiti su infrastrutture proprie, consentono a startup, imprese, università e istituzioni di sviluppare applicazioni di IA senza dover dipendere da pochi grandi fornitori, favorendo concorrenza, innovazione e riduzione dei costi.
For my first post, I’m sharing a letter @NVIDIA signed on why open models matter.
AI will transform every industry, power every company, and be built by every country.
Open models strengthen safety and cybersecurity, accelerate innovation and diffusion, and enable sovereignty.… pic.twitter.com/t02bi51N4C
— Jensen Huang (@JensenHuang) July 24, 2026
Sicurezza e trasparenza dei modelli aperti
Il documento respinge inoltre l’idea che i modelli aperti siano intrinsecamente meno sicuri di quelli proprietari. Al contrario, sostiene che la possibilità di esaminarli pubblicamente permetta di individuare più rapidamente vulnerabilità, migliorare le difese informatiche e aumentare la trasparenza. “La risposta corretta non è proibire gli open weight”, si legge nella lettera.
La tempistica non è casuale. Circa un anno fa il governo aveva sostenuto i modelli open source nel Piano d’azione per l’IA, arrivando a definirli una risorsa strategica per il Paese. Ora le autorità valutano l’introduzione di restrizioni su Kimi K3 e altri modelli cinesi. Kimi K3, lanciato il 16 luglio dall’azienda cinese Moonshot AI, conta 2,8 trilioni di parametri e si colloca tra i migliori al mondo, sia tra i modelli open source sia tra quelli proprietari. La preoccupazione non è nuova. Già nel gennaio 2025 un modello a basso costo della cinese DeepSeek aveva scosso Nvidia, che in un solo giorno perse quasi 600 miliardi di dollari di capitalizzazione. Un record, all’epoca.
l’IA e la proprietà intellettuale
Un passaggio è dedicato anche alla distillazione, la tecnica con cui un modello viene addestrato utilizzando gli output di un altro. I firmatari la definiscono uno strumento ampiamente impiegato per migliorare e valutare i modelli, distinguendola però dagli utilizzi illeciti. Eventuali violazioni della proprietà intellettuale, sottolineano, dovrebbero essere affrontate con interventi legali e commerciali mirati, evitando restrizioni generalizzate che rischierebbero di frenare l’innovazione.
Jensen Huang e gli altri firmatari della lettera
Tra i firmatari figurano Nvidia, Microsoft, Meta, IBM, Mistral AI, Mozilla, Hugging Face, Dell Technologies, Palantir, Perplexity, The Linux Foundation, Andreessen Horowitz e Y Combinator, per un totale di 25 aziende e organizzazioni.
L’iniziativa arriva mentre negli Stati Uniti è in corso il dibattito sulle regole da applicare ai modelli di intelligenza artificiale aperti e sulle possibili restrizioni nei confronti di alcuni sviluppatori cinesi.