Apri la portiera della tua auto lasciata sotto il sole e il modo in cui vieni “accolto” non è dei migliori, se vogliamo usare un eufemismo: una folata molto più calda dell’aria esterna ti toglie quasi il respiro. Come prima reazione penseresti di accendere subito il climatizzatore, e l’idea avrebbe pure una sua logica, ma nei primi istanti l’impianto deve combattere contro un abitacolo pieno d’aria rovente. Per ridurre il disagio Hannah Fry, matematica britannica con un dottorato in fluidodinamica, suggerisce di espellerla prima ancora di mettere in moto il motore.
Come far uscire l’aria rovente dall’auto
Senza ricorrere ad accessori, abbassi completamente il finestrino posteriore sul lato opposto rispetto al conducente, dopodiché apri e richiudi rapidamente la portiera del guidatore due o tre volte. Il movimento sembrerà piuttosto insolito a un passante, ma a quanto pare conviene superare il breve momento di imbarazzo, visto che in pochi secondi dovresti sostituire buona parte dell’aria intrappolata con quella proveniente dall’esterno.
Fry ha ripubblicato il consiglio sul proprio profilo TikTok durante una nuova ondata di caldo, accompagnandolo con una spiegazione molto semplice:
“La portiera funziona in pratica come un grande ventaglio”
Durante l’apertura, la portiera sposta una quantità consistente d’aria e crea una differenza di pressione. Quella accumulata nell’abitacolo viene spinta verso l’esterno, mentre dal finestrino posteriore entra aria nuova: in fluidodinamica si parla di “bulk flow”, cioè del movimento complessivo di una massa di fluido da una zona all’altra. Anche in una giornata torrida, fuori dall’auto la temperatura rimane normalmente inferiore rispetto ai valori raggiunti all’interno.
Un’ora sotto il sole ha fatto aumentare di circa 22 °C la temperatura delle auto esaminate in uno studio pubblicato su Pediatrics. Il rialzo maggiore si è verificato nella prima mezz’ora e nemmeno i finestrini tenuti leggermente aperti hanno cambiato granché. L’abitacolo ha continuato a scaldarsi quasi alla stessa velocità, raggiungendo valori simili a quelli misurati con i vetri completamente chiusi.
Aprire e chiudere la portiera interviene soltanto sull’aria rimasta dentro, quindi il beneficio iniziale non riguarda il volante o i sedili arroventati. Plastiche e rivestimenti hanno assorbito il calore e impiegano più tempo a perderlo. Dopo il ricambio servirà ancora il climatizzatore, che troverà almeno una temperatura di partenza meno estrema e potrà raffreddare l’interno dell’auto con minore fatica.
Il pericolo delle temperature nell’abitacolo
Un vetro appena abbassato offre comunque scarsa protezione dal rapido aumento della temperatura interna. Secondo la Nhtsa, in appena dieci minuti l’aumento può avvicinarsi a 11 °C e nemmeno un parcheggio all’ombra offre sufficienti garanzie. Per tale motivo un bambino non va mai lasciato da solo in macchina, nemmeno durante una commissione rapida, e chi ne vede uno chiuso all’interno deve avvertire subito i soccorsi.
Il metodo suggerito da Hannah Fry richiede pochi secondi e manda fuori l’aria rimasta a scaldarsi nell’abitacolo, niente di più. Sedili o plancia continueranno a emanare calore e toccherà al climatizzatore abbassarne la temperatura dopo la partenza. Aprire il finestrino e muovere la portiera rende almeno meno pesante il primo impatto, senza consumare carburante o energia della batteria.