• 8 Luglio 2026 9:22

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Subaru Uncharted, l’elettrica con l’anima outdoor: tutti i segreti

Lug 8, 2026

La Subaru Uncharted è una di quelle auto che, appena la si guarda dal vivo e poi la si guida, obbliga a mettere da parte qualche idea già pronta, perché qui non c’è il boxer, non c’è il rumore meccanico tipico delle Subaru più tradizionali e, in alcune versioni, non c’è nemmeno la trazione integrale, che per il marchio giapponese è quasi una firma sul cofano. Eppure, dopo averla provata, la sensazione è che Subaru non abbia semplicemente preso una base elettrica condivisa con Toyota e ci abbia appoggiato sopra il proprio logo.

La parentela tecnica con la Toyota C-HR+ si vede, certo, soprattutto nella struttura generale del progetto, ma la Uncharted prova a costruirsi una personalità più ruvida, più alta da terra, più vicina a quell’idea di libertà pratica che da sempre accompagna il marchio. Non è una fuoristrada pura, questo va detto subito, però non è nemmeno il solito crossover elettrico nato solo per muoversi in città tra colonnine, centri commerciali e tangenziali.

Design da crossover coupé, con qualche muscolo in più

Lo stile della Subaru Uncharted lavora su un equilibrio abbastanza curioso, perché da una parte c’è una linea moderna, filante, quasi da crossover coupé, dall’altra ci sono dettagli più robusti che cercano di ricordare da dove arriva il marchio. La carrozzeria misura circa 4,54 metri in lunghezza, 1,87 metri in larghezza e 1,63 metri in altezza, con un passo di 2,75 metri, quindi siamo in una zona molto interessante del mercato: abbastanza compatta per non diventare impegnativa nella guida quotidiana, ma sufficientemente grande per offrire spazio vero a bordo.

L’altezza minima da terra di 21 centimetri cambia parecchio la percezione dell’auto, perché non si limita a fare scena nei parcheggi, ma aiuta davvero quando l’asfalto finisce, quando si entra in una strada sterrata o quando il fondo diventa più sporco del previsto. I passaruota marcati, le protezioni in plastica e il posteriore molto inclinato danno alla Uncharted un aspetto meno lezioso di molte elettriche urbane, anche se il lunotto basso penalizza un po’ la visibilità dietro.

Salendo a bordo, l’ambiente della Subaru Uncharted punta su una sensazione abbastanza pulita e tecnologica, senza però diventare troppo scenografico. La plancia ruota attorno a un grande schermo centrale da 14 pollici, ben leggibile e con una grafica chiara, mentre la strumentazione digitale da 7 pollici raccoglie le informazioni principali davanti al guidatore. Durante la prova abbiamo apprezzato soprattutto la presenza di comandi fisici per la climatizzazione, perché in un’auto moderna non tutto deve passare per forza da un menu touch: quando si vuole abbassare la temperatura o modificare al volo la ventilazione, una rotella resta ancora una soluzione più naturale.

Ufficio Stampa SubaruAlla guida la prima cosa che emerge è la prontezza tipica dell’elettrico

Ci sono Apple CarPlay e Android Auto wireless, aggiornamenti OTA, due piastre per la ricarica senza fili degli smartphone e diverse prese USB anche dietro. Lo spazio per chi siede nella seconda fila è buono, nonostante il taglio del tetto, mentre il bagagliaio, con circa 403-404 litri nella configurazione standard e fino a 1.331 litri abbattendo gli schienali, non fa miracoli ma ha una forma regolare. Meno convincente, invece, l’assenza del classico cassettino davanti al passeggero.

La prova al Motocross Malpensa mette alla frusta la trazione integrale

La parte più interessante del test in fuoristrada l’abbiamo affrontata all’interno di una pista di Motocross, su un percorso decisamente più severo della classica strada sterrata. Qui la Subaru Uncharted AWD è stata portata tra salite secche, scollinamenti ciechi, twist, avvallamenti e pendenze laterali importanti, con il clinometro arrivato a indicare circa 30 gradi in uno dei passaggi più inclinati. Dentro l’abitacolo la sensazione era forte, perché l’auto si appoggiava molto su un lato e i sensori iniziavano a farsi sentire, ma la trazione continuava a lavorare con una calma sorprendente, senza reazioni brusche o perdita evidente di controllo.

In queste condizioni le telecamere si sono rivelate molto più utili di quanto accada in un normale parcheggio. Quando il muso punta verso l’alto e davanti non si vede quasi nulla, il display centrale aiuta a capire dove mettere le ruote e quanto margine resta rispetto alle fettucce del percorso. In fuoristrada questo lavoro lo fa spesso lo spotter, cioè la persona fuori dall’auto che guida la traiettoria da terra; qui, invece, la Uncharted permette di affrontare gli scollinamenti con maggiore sicurezza, perché restituisce una lettura chiara di ciò che succede attorno alla vettura.

Il momento più significativo è arrivato nei twist e negli avvallamenti, quando alcune ruote si alleggerivano e la trazione doveva intervenire sulle singole ruote. In un punto l’auto si è quasi fermata dentro un fosso, con la pendenza che la spingeva verso sinistra, ma è bastato un filo di acceleratore per farla uscire senza strappi e in questo caso il vantaggio dell’elettrico si è sentito bene: la coppia arriva subito, ma soprattutto è dosabile con grande precisione. La trazione integrale non usa un albero di trasmissione, però la logica Subaru dà una sensazione vicina a quella di un’integrale permanente, con una ripartizione continua tra anteriore e posteriore.

Virgilio MotoriAbbiamo portato la Subaru Uncharted in una pista di motocross

Anche fermandosi volutamente in salita prima dello scollinamento, la Uncharted AWD è ripartita in modo dolce e progressivo, qualche ruota ha iniziato a slittare, ma l’elettronica ha controllato la coppia senza scavare il fondo e senza trasformare la manovra in una lotta con l’aderenza. Alla fine, più che la capacità di superare l’ostacolo, convince il modo in cui l’auto lo fa: lentamente, in modo pulito, senza colpi di scena. Non è una fuoristrada specialistica, ma su un tracciato da motocross ha dimostrato di avere più sostanza di quanto il formato da crossover elettrico lascerebbe immaginare.

Bella per ricarica e tecnologia di bordo

Sul fronte della ricarica, la Subaru Uncharted mette sul piatto una scelta molto intelligente: il caricatore di bordo in corrente alternata da 22 kW, disponibile sulla gamma, è un vantaggio pratico per chi usa spesso colonnine pubbliche AC o dispone di una wallbox trifase. In un mondo in cui si parla quasi sempre solo di potenze rapidissime in corrente continua, questa soluzione può fare la differenza nella vita reale, perché permette di recuperare energia in modo più rapido anche fuori dalle stazioni HPC.

In corrente continua, invece, la potenza massima arriva a 150 kW e il passaggio dal 10 all’80% viene dichiarato in circa 28 minuti, un dato corretto e onesto, anche se non da primato rispetto alle elettriche più recenti con architettura a 800 volt. La batteria da 77 kWh resta comunque la scelta più equilibrata per chi vuole viaggiare con meno pensieri, soprattutto nella versione a trazione anteriore da 224 CV, che arriva fino a 592 km WLTP. La AWD, più potente e più capace sui fondi difficili, paga qualcosa in autonomia, ma rimane sotto la soglia psicologica dei 500 km dichiarati solo di poco.

La dotazione tecnologica della Subaru Uncharted è ricca già dalle versioni più accessibili e comprende fari LED, pompa di calore, telecamera posteriore, doppio caricatore wireless, sistema multimediale da 14 pollici e pacchetto Subaru Safety Sense. Nelle versioni più accessoriate arrivano anche elementi come telecamere panoramiche, retrovisore digitale, portellone elettrico, sedili a regolazione elettrica, impianto audio più curato, cerchi da 20 pollici, tetto panoramico e persino una presa da 220 V nel bagagliaio nella versione più ricca. Durante la prova, gli ADAS hanno mostrato un comportamento generalmente rassicurante, soprattutto nella marcia extraurbana e autostradale, con un buon controllo della traiettoria e interventi abbastanza progressivi.

Come spesso accade sulle auto moderne, qualche avviso può risultare più presente del necessario, ma l’impostazione generale resta coerente con l’idea Subaru: assistere, non sostituirsi completamente a chi guida. Anche la gestione della frenata rigenerativa tramite palette al volante è comoda, perché permette di cambiare intensità senza dover cercare comandi nello schermo centrale. Piccole cose, certo, ma sono proprio quelle che rendono un’auto più piacevole nell’uso quotidiano.

Il senso della nuova Subaru elettrica

Alla guida, la Subaru Uncharted sorprende perché riesce a non sembrare pesante o impacciata, anche nella versione integrale da oltre due tonnellate. Abbiamo provato la 4E-Xperience AWD e la prima cosa che emerge è la prontezza tipica dell’elettrico, ma senza quell’effetto troppo brusco che su alcune vetture a batteria finisce per diventare quasi faticoso nella guida normale. La risposta è immediata, la spinta è piena e i 343 CV si sentono, soprattutto quando si esce da una curva lenta o quando si deve completare un sorpasso con decisione.

Il baricentro basso, dovuto alla batteria sistemata sotto il pianale, aiuta a dare all’auto una buona compostezza, mentre l’assetto ha una taratura riuscita: assorbe bene le imperfezioni e, allo stesso tempo, mantiene la carrozzeria sotto controllo. Non è una sportiva mascherata, e sarebbe sbagliato cercarla lì, però trasmette una sicurezza piacevole, quasi vecchio stile, come se Subaru avesse voluto conservare quella sensazione di auto sincera anche dentro un progetto completamente elettrico.

Alla fine, dopo averla provata, Subaru Uncharted lascia l’idea di un’auto nata da un compromesso industriale, ma non priva di identità. La base condivisa con Toyota è evidente, però Subaru ha messo la sua firma dove contava di più: altezza da terra, trazione integrale, taratura dell’assetto, logica di guida e capacità di affrontare situazioni meno ordinarie. Non è la Subaru più romantica per chi è cresciuto con un motore boxer, cambio manuale e simmetria meccanica, e questo va accettato senza troppi giri di parole.

Virgilio MotoriGli interni della Subaru Uncharted sono spaziosi e pratici

Però è una Subaru credibile per il mercato che sta arrivando, cioè un crossover elettrico compatto, spazioso il giusto, ben dotato, capace di muoversi bene in città ma anche di non spaventarsi appena la strada peggiora. La versione più sensata per autonomia resta probabilmente la 2E-Xcite+ da 224 CV con batteria da 77 kWh, mentre la AWD da 343 CV è quella che racconta meglio il carattere del marchio. In poche parole, la Uncharted non reinventa Subaru, ma prova a traghettarla nell’elettrico senza farle perdere del tutto il gusto dell’avventura pratica.

La gamma della Subaru Uncharted è costruita in modo piuttosto semplice, cosa che non guasta in un momento in cui molte elettriche sembrano richiedere un manuale solo per capire versioni e allestimenti. La variante d’ingresso è la 2E-Xcite a trazione anteriore, con motore elettrico da 167 CV, pari a 124 kW, batteria da 57,7 kWh e autonomia dichiarata fino a 451 km. Sopra si posiziona la 2E-Xcite+, sempre a trazione anteriore, ma con potenza di 224 CV, cioè 165 kW, batteria da 77 kWh e autonomia fino a 592 km, il dato più interessante per chi usa l’auto anche nei viaggi.

Al vertice ci sono le versioni integrali 4E-Xperience e 4E-Xperience+, con due motori elettrici, uno per asse, potenza complessiva di 343 CV, cioè 252 kW, batteria da 77 kWh e autonomia dichiarata fino a 495 km. Lo 0-100 km/h della versione AWD viene coperto in 5,0 secondi, mentre la velocità massima è limitata a 160 km/h. I prezzi partono da 39.900 euro, salgono a 44.900 euro per la trazione anteriore con batteria grande e arrivano a 47.900 o 48.900 euro per le integrali, con promozioni di lancio che abbassano sensibilmente la soglia d’ingresso.

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