• 1 Luglio 2026 14:19

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F1, Gp Silverstone: incognita meteo per il weekend e possibile strategia con una sosta

Lug 1, 2026

La F1 arriva a Silverstone per uno degli appuntamenti più iconici della stagione. Il GP di Gran Bretagna rappresenta un banco di prova unico per monoposto, piloti e pneumatici. Qui è nata la storia della F1 moderna, proprio sul circuito inglese, nel 1950, si disputò il primo GP del Campionato del Mondo, vinto da Giuseppe Farina su Alfa Romeo equipaggiata con pneumatici Pirelli Stella Bianca. Oggi Silverstone conserva intatto il proprio fascino, ma continua soprattutto a essere una delle piste più impegnative dal punto di vista tecnico. Per affrontare un tracciato caratterizzato da curve velocissime e carichi laterali elevatissimi, Pirelli ha scelto le 3 mescole più dure della gamma: C1 come Hard, C2 come Medium e C3 come Soft. Una selezione obbligata da un circuito che non perdona gli pneumatici e dove la gestione del degrado può fare la differenza.

Il circuito

Silverstone non è soltanto uno dei circuiti più famosi al mondo, ma rappresenta anche una delle piste più amate da piloti e tecnici. Lungo 5,891 chilometri e composto da 18 curve, il tracciato britannico mantiene una filosofia praticamente unica nel calendario moderno. La sua configurazione privilegia infatti la velocità di percorrenza piuttosto che le staccate violente, obbligando le monoposto a mantenere carichi aerodinamici elevati per lunghi tratti del giro.

L’ultima modifica sostanziale risale al 2010, con l’introduzione del nuovo tratto tra Abbey e Brooklands, ma il carattere del circuito è rimasto invariato. Silverstone continua a essere una pista dove il coraggio del pilota, l’efficienza aerodinamica e la gestione degli pneumatici devono convivere alla perfezione. Non a caso Lewis Hamilton ha più volte descritto un giro su questo tracciato come un’esperienza paragonabile al pilotare un aereo da caccia, proprio per la velocità con cui si susseguono le curve.

Curve ad alta velocità e oltre 5g di accelerazione

Il vero marchio di fabbrica di Silverstone sono i carichi laterali. Sequenze leggendarie come Maggotts, Becketts e Chapel rappresentano uno dei test più severi dell’intero Mondiale per gli pneumatici. In questi cambi di direzione affrontati a velocità elevatissime, le gomme devono sopportare accelerazioni superiori ai 5g, valori che si registrano soltanto su pochi altri circuiti come Suzuka e Spa-Francorchamps. Più che la trazione o le frenate, è proprio la forza laterale continua a mettere sotto pressione le coperture. Le gomme rimangono infatti sottoposte a uno stress costante per diversi secondi consecutivi, accumulando temperature elevate che possono compromettere il rendimento sul lungo periodo. Per questo motivo Pirelli ha scelto la gamma più dura disponibile. Le mescole C1, C2 e C3 garantiscono infatti maggiore resistenza alle elevate sollecitazioni meccaniche senza rinunciare a un livello di prestazione competitivo durante gli stint più lunghi.

L’anteriore sinistra è la gomma più sotto stress

Tra tutte le coperture montate sulle monoposto, sarà soprattutto quella anteriore sinistra a dover affrontare il lavoro più difficile. Silverstone presenta infatti una prevalenza di curve a destra che trasferiscono gran parte del carico proprio su questo pneumatico. La continua successione di curve veloci provoca un’importante deformazione della carcassa e un progressivo aumento delle temperature interne. Se il bilanciamento della vettura non sarà perfetto, il rischio è quello di compromettere rapidamente il rendimento dell’anteriore, con inevitabili conseguenze sulla precisione dell’inserimento in curva.

Negli ultimi anni i team hanno imparato a gestire questo tipo di stress, ma il comportamento delle gomme continuerà a rappresentare uno degli elementi chiave nella preparazione del weekend. Ogni piccolo miglioramento nell’equilibrio della monoposto potrebbe tradursi in diversi decimi di vantaggio nel passo gara.

Asfalto poco abrasivo ma tanto grip

A differenza di altri circuiti particolarmente aggressivi per gli pneumatici, Silverstone non presenta un asfalto particolarmente abrasivo. La rugosità del manto è infatti relativamente contenuta, un elemento che limita l’usura meccanica pura delle coperture. Il livello di aderenza rimane però molto elevato grazie all’intensa attività che il circuito ospita durante tutto l’anno. Competizioni automobilistiche e motociclistiche contribuiscono infatti a mantenere la pista costantemente gommata, consentendo ai piloti di trovare rapidamente un buon livello di grip già dalle prime sessioni del weekend. Questo significa che il degrado dipenderà soprattutto dalle enormi forze laterali generate dalle curve veloci piuttosto che dalla superficie dell’asfalto. Una differenza sostanziale che rende Silverstone uno dei circuiti più particolari dell’intero calendario.

Strategia verso una sola sosta

Dal punto di vista tattico, la gara dovrebbe svilupparsi su strategie piuttosto lineari. Le simulazioni di Pirelli indicano infatti nella singola sosta l’opzione più probabile per la gara di domenica. Le protagoniste dovrebbero essere soprattutto le mescole C2 e C3, considerate il miglior compromesso tra prestazione e durata. La C3 offrirà probabilmente il maggiore grip nella fase iniziale degli stint, anche se negli anni precedenti è stata l’unica gomma ad aver mostrato un leggero fenomeno di graining, soprattutto quando le temperature della pista risultavano inferiori alle attese.

Più robuste si sono invece dimostrate la C1 e la C2, capaci di mantenere prestazioni costanti anche su percorrenze più lunghe. La mescola Hard potrebbe essere utilizzata soprattutto nelle prove libere, anche in considerazione del format Sprint che riduce sensibilmente il tempo disponibile per raccogliere dati durante il fine settimana. Molto dipenderà dall’evoluzione della pista e dalle eventuali neutralizzazioni, elementi che potrebbero aprire scenari differenti sul piano strategico.

Il meteo l’incognita principale

Se c’è un elemento capace di cambiare completamente il volto del GP di Gran Bretagna è il meteo. Anche nel pieno dell’estate inglese, Silverstone può passare dal sole alla pioggia nel giro di pochi minuti, rendendo estremamente complesso il lavoro degli strateghi. Le ultime due edizioni hanno confermato questa caratteristica. Anche nel 2025 la pioggia ha avuto un ruolo determinante. Dopo un giro di formazione iniziato con pneumatici Full Wet, cinque piloti avevano scelto di passare immediatamente alle slick prima della partenza. La scelta si rivelò però prematura perché un nuovo scroscio costrinse l’intero gruppo a tornare sulle Cinturato Intermediate. Soltanto nel finale la pista si asciugò abbastanza da consentire il ritorno alle gomme slick, con Medium e Soft protagoniste degli ultimi giri.

Anche quest’anno le gomme da bagnato potrebbero quindi avere un ruolo importante. Le previsioni meteo saranno seguite con particolare attenzione fin dalle prove libere, perché un improvviso cambio delle condizioni potrebbe modificare completamente strategie e ordine d’arrivo.

Hamilton e Ferrari inseguono altri record

Quella di quest’anno sarà la 77esima edizione del GP e la 70esima disputata con questa denominazione sul circuito inglese. Il pilota più vincente resta Lewis Hamilton, capace di conquistare 9 successi davanti al proprio pubblico, un primato destinato a rimanere uno dei record più prestigiosi della F1. Alle sue spalle figurano Jim Clark e Alain Prost con 5 vittorie ciascuno. Nel 2025 a vincere fu Norris davanti a Piastri e Hulkenberg. Tra i costruttori guida invece la Ferrari con 18 affermazioni complessive, 3 in più della McLaren, confermando il profondo legame tra il Cavallino Rampante e una delle piste più iconiche del motorsport mondiale.

Le gomme ancora fattore decisivo

In un campionato in cui le differenze tra le monoposto sono sempre più ridotte, Silverstone continua a dimostrare quanto la gestione degli pneumatici possa incidere sul risultato finale. Le velocissime curve del circuito a nord di Northampton costringono piloti e ingegneri a trovare un equilibrio perfetto tra prestazione e conservazione. Le mescole più dure della gamma Pirelli sono state scelte proprio per affrontare questa sfida, ma saranno il bilanciamento della vettura, la capacità di controllare le temperature e l’eventuale arrivo della pioggia a determinare le strategie decisive. In una pista dove ogni dettaglio può fare la differenza, saranno ancora una volta gli pneumatici a raccontare gran parte della storia del GP di Gran Bretagna.

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