• 4 Giugno 2026 19:14

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Milano, “abusi sessuali alla scuola militare Teulié”, arrestato un docente

Giu 4, 2026

AGI – Un docente della scuola militare Teulié di Milano è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale e concussione ai danni di sette allievi. Secondo le pm Letizia Mannella e Alessia Menegazzo, avrebbe minacciato di ostacolarli agli esami di maturità se non avessero soddisfatto le sue richieste.

La Procura di Milano: “Costanti pressioni” 

Le indagini della Procura e dei carabinieri della polizia giudiziaria hanno fatto emergere, spiega il procuratore Marcello Viola in una nota, “un quadro di costanti pressioni svolte dall’insegnante”. 

“Vessazioni e umiliazioni” 

Secondo i pm di Milano, il docente arrestato “abusando della posizione educativa ricoperta, e in particolare del ruolo di componente interno della Commissione al prossimo esame di maturità, e della condizione di assoggettamento psichico degli studenti, sottoposti a un regime di sopraffazione, vessazione, umiliazione e manipolazione, costringeva i giovani allievi a subire abusi sessuali e a condividere particolari della vita intima”.

Il Gip di Milano: “Il docente chiese agli allievi di mentire ai pm” 

Dopo avere saputo di essere indagato, il docente della scuola militare Teulie’ finito ai domiciliari avrebbe “cercato di inquinare le prove arrivando a chiedere a degli studenti di mentire ai magistrati requirenti“. Lo scrive il gip Elio Sparacino spiegando le esigenze cautelari a carico dell’insegnante di italiano e latino che sarebbe venuto a conoscenza “per ragioni che dovranno necessariamente essere oggetto di accertamento” di essere coinvolto in un’inchiesta della Procura di Milano.

L’uomo avrebbe contattato alcuni studenti “nel disperato tentativo di convincerli a cancellare le poche tracce ancora presenti nei propri dispositivi e, soprattutto, a mentire agli inquirenti nel caso in cui fossero stati chiamati in Procura”. Da questo il gip evince che l’indagato fosse “perfettamente conscio dell’illegittimità del suo comportamento”. C’è inoltre “la chiara esigenza di sottoporre l’indagato a una misura cautelare che gli impedisca qualsiasi contatto, fisico e telematico, con gli studenti e, in attesa che vengano compiuti ulteriori accertamenti, con qualsiasi soggetto esterno alla rete familiare”. La Procura aveva chiesto per lui il carcere.

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