• 30 Luglio 2026 20:51

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Caso Almasri, Nordio invia le carte alla Procura generale

Lug 30, 2026

AGI – Sul caso Almasri, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha trasmesso, nella serata di ieri, alla procura generale di Roma il fascicolo della Corte penale internazionale relativo alla richiesta di arresto del generale libico. 

Almasri condannato in Libia 

Accusato di violazioni dei diritti dei detenuti, il generale libico era stato condannato lo scorso giugno a sette anni e quattro mesi dal Tribunale penale di Tripoli in quanto responsabile delle operazioni e della sicurezza giudiziaria all’Istituto di riforma e riabilitazione principale della capitale libica. 

Secondo quanto emerso nel procedimento, le autorità hanno ricevuto segnalazioni secondo cui detenuti della struttura sarebbero stati sottoposti a torture e a trattamenti crudeli e degradanti.

Nordio al centro di un nuovo scontro politico 

A stretto giro, la notizia sull’iniziativa di Nordio si è trasformata in un ennesimo scontro politico con le opposizioni che chiedono le dimissioni del Guardasigilli. “Da notizie di stampa apprendiamo che mercoledì il ministro Nordio ha trasmesso, con un anno e mezzo di ritardo, alla Procura generale di Roma il fascicolo della Corte penale internazionale relativo alla richiesta di arresto del trafficante e torturatore Almasri, che all’epoca fu liberato dal governo Meloni e riportato in Libia con tutti gli onori. Alla fine avevamo ragione noi. Abbiamo sempre avuto ragione: Nordio doveva trasferire subito le carte in procura per l’arresto del criminale libico”. Lo afferma Nicola Fratoianni di Avs.

Bonelli: “Nordio è stato smascherato”

“Nordio è stato smascherato. Per mesi ha difeso l’indifendibile, rivendicato poteri che non aveva e raccontato al Parlamento una versione falsa per coprire una delle pagine più vergognose di questo governo. Dopo la pronuncia della Corte costituzionale, è costretto a trasmettere gli atti che aveva arbitrariamente trattenuto. È la certificazione del suo fallimento politico e istituzionale”. Lo si legge in una nota di Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa verde.

“Il danno, però, è ormai fatto: un uomo accusato di torture, stupri e crimini contro l’umanità è stato liberato e riaccompagnato in Libia con un volo di Stato, mentre il governo costruiva alibi e attaccava i magistrati. Nordio – prosegue – ha umiliato il Parlamento, compromesso la credibilità internazionale dell’Italia e tradito il suo ruolo. Un ministro smentito in questo modo dalla Corte costituzionale non può restare al suo posto. Si dimetta. E Giorgia Meloni spieghi perché il suo governo ha protetto Almasri e mentito agli italiani”.

Le critiche dei 5 Stelle

 “Dopo un anno e mezzo il ministro Nordio è stato costretto a dare torto a Carlo Nordio e ha trasmesso il fascicolo della Corte Penale Internazionale su Almasri alla Procura Generale di Roma. Tutta Italia gli aveva detto che era il suo dovere farlo mentre Almasri era detenuto in un carcere italiano, lui lo fa solo adesso perché la Corte costituzionale gli ha spiegato che questo era il suo compito. Avevano ragione tutti tranne Nordio e il governo Meloni. Nel frattempo i buoi sono ampiamente scappati dalla stalla e Almasri lo hanno condannato i libici, ma alla Cpi non è stato consegnato. La giustizia domestica del suo paese, probabilmente più benevola, lo ha sottratto alla Corte Penale Internazionale e al giudizio sui gravissimi crimini di cui è accusato”. Lo dicono i componenti M5s nelle commissioni Giustizia Stefania Ascari, Anna Bilotti, Federico Cafiero De Raho, Valentina D’Orso, Carla Giuliano, Ada Lopreiato e Roberto Scarpinato. 

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